Con questa pubblicazione l'Agenzia di protezione ambientale dell'Umbria e la Fondazione Celli proseguono il cammino attraverso le grandi questioni ambientali della nostra epoca. Al centro di questa nuova indagine è l'acqua, tema scelto per il suo valore simbolico e perchè nel nostro Paese è stata oggetto, nel 2011, di un referendum il cui risultato ha mostrato con chiarezza la contrarietà dei cittadini alla privatizzazione del servizio pubblico per la gestione della risorsa acqua. La ricerca, con interviste sugli atteggiamenti e le pratiche dei cittadini umbri, evidenzia una vasta gamma di sfumature dove percezione, volontà e comportamenti si intrecciano, dando vita a una trama complessa, a volte anche contradditoria, che impone di ampliare il perimetro della riflessione sulle differenze tra bene economico e bene sociale e di estendere oltre la dicotomia Stato - mercato il concetto di "bene comune" anche all'intero ecosistema. Non è azzardato affermare che ci troviamo di fronte a una nuova rivoluzione ecologica che, pur partendo da un assunto globale, pone al centro della gestione delle risorse le comunità locali, le loro forme di organizzazione e, per estensione, l'essenza stessa della democrazia. Oggi, partendo proprio dalla meno negoziabile delle risorse, l'acqua, si tratta di capire se veramente un altro metodo di convivenza è possibile.

Acqua e salute in Umbria

BRIZIARELLI, Lamberto;MASANOTTI, Giuseppe Michele
2013

Abstract

Con questa pubblicazione l'Agenzia di protezione ambientale dell'Umbria e la Fondazione Celli proseguono il cammino attraverso le grandi questioni ambientali della nostra epoca. Al centro di questa nuova indagine è l'acqua, tema scelto per il suo valore simbolico e perchè nel nostro Paese è stata oggetto, nel 2011, di un referendum il cui risultato ha mostrato con chiarezza la contrarietà dei cittadini alla privatizzazione del servizio pubblico per la gestione della risorsa acqua. La ricerca, con interviste sugli atteggiamenti e le pratiche dei cittadini umbri, evidenzia una vasta gamma di sfumature dove percezione, volontà e comportamenti si intrecciano, dando vita a una trama complessa, a volte anche contradditoria, che impone di ampliare il perimetro della riflessione sulle differenze tra bene economico e bene sociale e di estendere oltre la dicotomia Stato - mercato il concetto di "bene comune" anche all'intero ecosistema. Non è azzardato affermare che ci troviamo di fronte a una nuova rivoluzione ecologica che, pur partendo da un assunto globale, pone al centro della gestione delle risorse le comunità locali, le loro forme di organizzazione e, per estensione, l'essenza stessa della democrazia. Oggi, partendo proprio dalla meno negoziabile delle risorse, l'acqua, si tratta di capire se veramente un altro metodo di convivenza è possibile.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11391/1107265
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