La distinzione tra forme di Stato e forme di governo costituisce un tema classico del Diritto Costituzionale e in particolare del Diritto Costituzionale Comparato. Essa è scientificamente fondata, anche se relativa in quanto la nozione stessa di forma di governo, e quindi di articolazione dei poteri supremi dello Stato, è nata solo con lo Stato liberale e oggi può essere pensata nel quadro dello Stato democratico-costituzionale. Alcuni dei criteri tradizionalmente impiegati per classificare le forme di Stato appaiono obsoleti o non del tutto soddisfacenti. È quindi opportuna una maggiore articolazione dei criteri che vengono individuati nei seguenti: la natura del rapporto tra Stato e società civile, l’individuazione del titolare del potere politico e del modo di esercizio del potere, la fonte di legittimazione del potere, il riconoscimento o meno di diritti di libertà, l’esistenza di una Costituzione e il ruolo che questa svolge nella regolazione dei poteri pubblici. Su questa base e alla luce dell’evoluzione storica vengono prese in esame le seguenti forme di Stato: lo Stato assoluto, lo Stato liberale, lo stato democratico-pluralistico, lo Stato autoritario (con particolare riferimento all’esperienza del fascismo in Italia e del nazionalsocialismo in Germania), lo Stato socialista (del quale vengono esaminate la crisi e la transizione democratica verificatesi nell’ex URSS e nei Paesi dell’Europa centro-orientale, lo Stato in via di sviluppo. Un riflessione ulteriore riguarda la diffusione della democrazia negli ultimi decenni e i problemi, economico-sociali, politici e costituzionali, che lo Stato democratico è chiamato ad affrontare. La classificazione delle forme di governo viene fondata su due criteri: l’esistenza o meno di un rapporto di fiducia tra Parlamento e Governo e la derivazione del Governo (dal Parlamento o dall’organo di vertice del potere esecutivo). Vengono quindi successivamente esaminate forme di governo del passato, come la monarchia costituzionale e il parlamentarismo dualistico, nelle quali il Re svolge un ruolo politico significativo. Per la forma di governo parlamentare una particolare attenzione è dedicata a quelle del Regno Unito, della Francia (III e IV Repubblica) e dell’Italia e più in generale sono esaminate le tendenze del parlamentarismo contemporaneo e sono individuati i due sottotipi (maggioritario e non maggioritario) legati al suo diverso funzionamento. Nell’ambito della forma di governo presidenziale, viene approfondita l’analisi del sistema di governo degli Stati Uniti d’America, che ne costituisce il prototipo. Analogamente si procede per la Svizzera, che è il modello unico di forma di governo direttoriale. Tra le forme di governo semipresidenziali vigenti, viene esaminata in particolare quella della V Repubblica francese nelle sua caratteristiche e nella sua evoluzione. Infine una riflessione è dedicata alla forma di governo semiparlamentare (nella quale ad essere eletto dal popolo non è il Presidente della Repubblica, come in quella semipresidenziale, ma il Primo Ministro), che a livello statale costituisce un modello più teorico che reale, essendo stato sperimentato solo in Israele dal 1992 al 2001. Dalla ricerca compiuta emerge in sede conclusiva che la classificazione delle forme di Stato e delle forme di governo costituisce il prodotto di una riflessione storicamente determinata e quindi deve essere costantemente aggiornata alla luce dell’evoluzione dei vari ordinamenti.

Libertà e autorità. La classificazione delle forme di Stato e delle forme di governo - V ediz.

VOLPI, Mauro
2013-01-01

Abstract

La distinzione tra forme di Stato e forme di governo costituisce un tema classico del Diritto Costituzionale e in particolare del Diritto Costituzionale Comparato. Essa è scientificamente fondata, anche se relativa in quanto la nozione stessa di forma di governo, e quindi di articolazione dei poteri supremi dello Stato, è nata solo con lo Stato liberale e oggi può essere pensata nel quadro dello Stato democratico-costituzionale. Alcuni dei criteri tradizionalmente impiegati per classificare le forme di Stato appaiono obsoleti o non del tutto soddisfacenti. È quindi opportuna una maggiore articolazione dei criteri che vengono individuati nei seguenti: la natura del rapporto tra Stato e società civile, l’individuazione del titolare del potere politico e del modo di esercizio del potere, la fonte di legittimazione del potere, il riconoscimento o meno di diritti di libertà, l’esistenza di una Costituzione e il ruolo che questa svolge nella regolazione dei poteri pubblici. Su questa base e alla luce dell’evoluzione storica vengono prese in esame le seguenti forme di Stato: lo Stato assoluto, lo Stato liberale, lo stato democratico-pluralistico, lo Stato autoritario (con particolare riferimento all’esperienza del fascismo in Italia e del nazionalsocialismo in Germania), lo Stato socialista (del quale vengono esaminate la crisi e la transizione democratica verificatesi nell’ex URSS e nei Paesi dell’Europa centro-orientale, lo Stato in via di sviluppo. Un riflessione ulteriore riguarda la diffusione della democrazia negli ultimi decenni e i problemi, economico-sociali, politici e costituzionali, che lo Stato democratico è chiamato ad affrontare. La classificazione delle forme di governo viene fondata su due criteri: l’esistenza o meno di un rapporto di fiducia tra Parlamento e Governo e la derivazione del Governo (dal Parlamento o dall’organo di vertice del potere esecutivo). Vengono quindi successivamente esaminate forme di governo del passato, come la monarchia costituzionale e il parlamentarismo dualistico, nelle quali il Re svolge un ruolo politico significativo. Per la forma di governo parlamentare una particolare attenzione è dedicata a quelle del Regno Unito, della Francia (III e IV Repubblica) e dell’Italia e più in generale sono esaminate le tendenze del parlamentarismo contemporaneo e sono individuati i due sottotipi (maggioritario e non maggioritario) legati al suo diverso funzionamento. Nell’ambito della forma di governo presidenziale, viene approfondita l’analisi del sistema di governo degli Stati Uniti d’America, che ne costituisce il prototipo. Analogamente si procede per la Svizzera, che è il modello unico di forma di governo direttoriale. Tra le forme di governo semipresidenziali vigenti, viene esaminata in particolare quella della V Repubblica francese nelle sua caratteristiche e nella sua evoluzione. Infine una riflessione è dedicata alla forma di governo semiparlamentare (nella quale ad essere eletto dal popolo non è il Presidente della Repubblica, come in quella semipresidenziale, ma il Primo Ministro), che a livello statale costituisce un modello più teorico che reale, essendo stato sperimentato solo in Israele dal 1992 al 2001. Dalla ricerca compiuta emerge in sede conclusiva che la classificazione delle forme di Stato e delle forme di governo costituisce il prodotto di una riflessione storicamente determinata e quindi deve essere costantemente aggiornata alla luce dell’evoluzione dei vari ordinamenti.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11391/1213707
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