Nei Paesi europei con una forma di governo semipresidenziale il Presidente eletto dal popolo viene confinato in un ruolo secondario. Fanno eccezione nell’Europa orientale la Romania e soprattutto la Russia, una “semidemocrazia” con un Presidente onnipotente. In Europa occidentale solo la Quinta Repubblica francese ha di regola un funzionamento “ultrapresidenziale”, caratterizzato dal predominio di un Presidente politicamente irresponsabile, tranne nelle fasi di cohabitation con un Governo e una maggioranza parlamentare di opposto orientamento politico, ipotesi divenuta improbabile dopo le riforme degli anni 2000. Il semipresidenzialismo è stato evocato in Italia come alternativa inizialmente alla Costituzione e al sistema dei partiti, poi alla forma di governo parlamentare nel quadro di una “grande riforma” costituzionale, fino ad essere adottato nel 1997 nel progetto della Commissione D’Alema, rapidamente naufragato in Parlamento. Di recente il modello francese è stata proposto per uscire dalla crisi politico-istituzionale, ma per la sua peculiarità difficilmente può essere esportato al di fuori della Francia. Inoltre nel contesto italiano di crisi del Parlamento e dei partiti, esso produrrebbe effetti negativi sulla qualità democratica delle istituzioni e sull’equilibrio tra i poteri.

Il semipresidenzialismo tra teoria e realtà

VOLPI, Mauro
2014-01-01

Abstract

Nei Paesi europei con una forma di governo semipresidenziale il Presidente eletto dal popolo viene confinato in un ruolo secondario. Fanno eccezione nell’Europa orientale la Romania e soprattutto la Russia, una “semidemocrazia” con un Presidente onnipotente. In Europa occidentale solo la Quinta Repubblica francese ha di regola un funzionamento “ultrapresidenziale”, caratterizzato dal predominio di un Presidente politicamente irresponsabile, tranne nelle fasi di cohabitation con un Governo e una maggioranza parlamentare di opposto orientamento politico, ipotesi divenuta improbabile dopo le riforme degli anni 2000. Il semipresidenzialismo è stato evocato in Italia come alternativa inizialmente alla Costituzione e al sistema dei partiti, poi alla forma di governo parlamentare nel quadro di una “grande riforma” costituzionale, fino ad essere adottato nel 1997 nel progetto della Commissione D’Alema, rapidamente naufragato in Parlamento. Di recente il modello francese è stata proposto per uscire dalla crisi politico-istituzionale, ma per la sua peculiarità difficilmente può essere esportato al di fuori della Francia. Inoltre nel contesto italiano di crisi del Parlamento e dei partiti, esso produrrebbe effetti negativi sulla qualità democratica delle istituzioni e sull’equilibrio tra i poteri.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11391/1213709
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