È noto che un corretto stile di vita può concretamente prevenire numerose patologie cronico-degenerative, ma non sempre l'informazione utile alla promozione di stili di vita adeguati raggiunge tutti gli strati sociali della popolazione. Il progetto PreveDi si propone di saggiare l'efficacia di un sistema educativo veicolato attraverso la rete delle Farmacie Comunali in accordo con la legge 69 del 2009 che individua fra i nuovi compiti della Farmacia anche quello di '…intervenire come comprimario nel collaborare ai programmi di educazione sanitaria della popolazione …'. Il progetto si pone l'obiettivo di ridurre, attraverso una corretta informazione sugli stili di vita e sull'alimentazione, l'incidenza della sindrome metabolica (SM), un fattore di rischio comune per neoplasie e malattie cardiovascolari. I dati del presente lavoro riguardano la fase pilota del progetto (uno studio di epidemiologia sperimentale del tipo prima/dopo, con il primo follow-up a 6 mesi) che ha avuto inizio nel settembre del 2012 reclutando 295 soggetti attraverso 2 Farmacie Comunali della provincia di Perugia (rispettivamente di Bastia Umbra e Cannara). A tutti i soggetti, dopo l'iniziale rilevamento delle caratteristiche demografiche, degli stili di vita/consumi alimentari e dei parametri che caratterizzano la SM è stato consegnato un opuscolo informativo intitolato 'Progetto PreveDi, La Sindrome metabolica' (stampato a cura dall'ASSOFARM, consultabile al sito http://www.assofarm.it). Tutti i reclutati sono stati invitati a partecipare ad eventi formativi consistenti in seminari, corsi di cucina ed attività fisiche, finalizzati all'adesione della popolazione alla piramide alimentare del PeveDi, una fusione della Piramide Alimentare Mediterranea con la Harvard's Healthy Eating Pyramid. Nei primi 6 mesi il 37% della popolazione reclutata ha lasciato lo studio. I soggetti rimasti nel Progetto non hanno mostrato un grande interesse a partecipare alle iniziative, infatti il 46,5% della popolazione non è mai intervenuto. La popolazione reclutata presentava una predominanza femminile e un'età media pari a circa 57 anni. La maggior parte della popolazione (69,6 %) risultava essere sedentaria (attività motoria inferiore a 30 minuti/giorno) ed al follow-up la situazione si è mantenuta inalterata. Il 17,3% dei soggetti reclutati erano dediti all'abitudine tabagica ma nessuno ha iniziato un percorso di disassuefazione durante lo studio. Per analizzare lo stile nutrizionale gli alimenti consumati giornalmente sono stati distinti in 'cibi si' e 'cibi no' in relazione alla posizione assunta nella piramide alimentare. Al follow-up, rispetto a quanto dichiarato al baseline, il consumo giornaliero di 'cibi si'è aumentato di 1 porzione. Non si sono osservate variazioni nelle percentuali di soggetti in SM (48,0% al baseline e al follow-up) anche se relativamente a peso, circonferenza vita, ipertensione, colesterolo e trigliceridi si è osservata al follow-up una riduzione non significativa. I valori di BMI hanno messo in evidenza al follow-up un aumento dei soggetti normopeso (passati dal 48,7% al 51,3%.) e una riduzione della popolazione in obesità (dal 20,1% al 17,9%). Nel complesso lo studio ha mostrato che le Farmacie Comunali sono in grado di veicolare informazioni a tutte le fasce sociali, ma ha anche evidenziato una bassa propensione alla partecipazione alle attività formative della popolazione reclutata ed al cambiamento.

Il progetto “PreveDi” (PREVEntion of DIseases): la prevenzione primaria in farmacia

VILLARINI, Milena;LEVORATO, SARA;VANNINI, SAMUELE;MONARCA, Silvano;MORETTI, Massimo;Villarini, A.
2013

Abstract

È noto che un corretto stile di vita può concretamente prevenire numerose patologie cronico-degenerative, ma non sempre l'informazione utile alla promozione di stili di vita adeguati raggiunge tutti gli strati sociali della popolazione. Il progetto PreveDi si propone di saggiare l'efficacia di un sistema educativo veicolato attraverso la rete delle Farmacie Comunali in accordo con la legge 69 del 2009 che individua fra i nuovi compiti della Farmacia anche quello di '…intervenire come comprimario nel collaborare ai programmi di educazione sanitaria della popolazione …'. Il progetto si pone l'obiettivo di ridurre, attraverso una corretta informazione sugli stili di vita e sull'alimentazione, l'incidenza della sindrome metabolica (SM), un fattore di rischio comune per neoplasie e malattie cardiovascolari. I dati del presente lavoro riguardano la fase pilota del progetto (uno studio di epidemiologia sperimentale del tipo prima/dopo, con il primo follow-up a 6 mesi) che ha avuto inizio nel settembre del 2012 reclutando 295 soggetti attraverso 2 Farmacie Comunali della provincia di Perugia (rispettivamente di Bastia Umbra e Cannara). A tutti i soggetti, dopo l'iniziale rilevamento delle caratteristiche demografiche, degli stili di vita/consumi alimentari e dei parametri che caratterizzano la SM è stato consegnato un opuscolo informativo intitolato 'Progetto PreveDi, La Sindrome metabolica' (stampato a cura dall'ASSOFARM, consultabile al sito http://www.assofarm.it). Tutti i reclutati sono stati invitati a partecipare ad eventi formativi consistenti in seminari, corsi di cucina ed attività fisiche, finalizzati all'adesione della popolazione alla piramide alimentare del PeveDi, una fusione della Piramide Alimentare Mediterranea con la Harvard's Healthy Eating Pyramid. Nei primi 6 mesi il 37% della popolazione reclutata ha lasciato lo studio. I soggetti rimasti nel Progetto non hanno mostrato un grande interesse a partecipare alle iniziative, infatti il 46,5% della popolazione non è mai intervenuto. La popolazione reclutata presentava una predominanza femminile e un'età media pari a circa 57 anni. La maggior parte della popolazione (69,6 %) risultava essere sedentaria (attività motoria inferiore a 30 minuti/giorno) ed al follow-up la situazione si è mantenuta inalterata. Il 17,3% dei soggetti reclutati erano dediti all'abitudine tabagica ma nessuno ha iniziato un percorso di disassuefazione durante lo studio. Per analizzare lo stile nutrizionale gli alimenti consumati giornalmente sono stati distinti in 'cibi si' e 'cibi no' in relazione alla posizione assunta nella piramide alimentare. Al follow-up, rispetto a quanto dichiarato al baseline, il consumo giornaliero di 'cibi si'è aumentato di 1 porzione. Non si sono osservate variazioni nelle percentuali di soggetti in SM (48,0% al baseline e al follow-up) anche se relativamente a peso, circonferenza vita, ipertensione, colesterolo e trigliceridi si è osservata al follow-up una riduzione non significativa. I valori di BMI hanno messo in evidenza al follow-up un aumento dei soggetti normopeso (passati dal 48,7% al 51,3%.) e una riduzione della popolazione in obesità (dal 20,1% al 17,9%). Nel complesso lo studio ha mostrato che le Farmacie Comunali sono in grado di veicolare informazioni a tutte le fasce sociali, ma ha anche evidenziato una bassa propensione alla partecipazione alle attività formative della popolazione reclutata ed al cambiamento.
2013
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11391/1354035
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