Alain, pseudonimo di Émile Chartier, è uno dei maître à penser della Francia tra ottocento e novecento. Professore al Liceo Enrico IV, esercitò un profondo influsso su numerosi intellettuali del suo tempo. Con il suo pensiero si sono in diversi modi confrontati tra gli altri Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Simone Weil... Nel suo saggio introduttivo a Les passions de l'âme di Descartes, egli propone il manifesto di una filosofia orientata sempre alla «dottrina etica o morale», e vede proprio in Descartes il modello del filosofo impegnato, «sempre in azione» e attento ai problemi dell'uomo. Nello stesso saggio assumono un ruolo centrale le passioni che, secondo Alain, Descartes fu il primo a considerare correttamente come dimensioni intermedie dell'essere umano: attraverso di esse il corpo condiziona la mente, che a sua volta «ha le risorse» per modificare il corso dei movimenti involontari. Le passioni in ogni caso sono «buone» perché animano lo Spirito, lo spingono a muoversi. Tra esse ha un primato la "générosité", cui è dedicata un'ampia parte del lavoro, passione che per Cartesio è anche una virtù (come è stato sottolineato da G. Mori, l'ultima grande 'scoperta' cartesiana su cui troppo poco si è posto attenzione), infine qualificata da Alain come "fede" e prima di tutto "fede" nell'uomo e nella sua capacità di autodeterminarsi. Il presente lavoro, oltre a ricostruire l'immagine del Descartes di Alain, è un'occasione di riflessione sul senso e significato della personalità individuale, quindi della libertà come autodeterminazione e tratto caratteristico della modernità.

Il primato delle passioni. Alain interprete di Descartes.

MARIANELLI, Massimiliano
2012-01-01

Abstract

Alain, pseudonimo di Émile Chartier, è uno dei maître à penser della Francia tra ottocento e novecento. Professore al Liceo Enrico IV, esercitò un profondo influsso su numerosi intellettuali del suo tempo. Con il suo pensiero si sono in diversi modi confrontati tra gli altri Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Simone Weil... Nel suo saggio introduttivo a Les passions de l'âme di Descartes, egli propone il manifesto di una filosofia orientata sempre alla «dottrina etica o morale», e vede proprio in Descartes il modello del filosofo impegnato, «sempre in azione» e attento ai problemi dell'uomo. Nello stesso saggio assumono un ruolo centrale le passioni che, secondo Alain, Descartes fu il primo a considerare correttamente come dimensioni intermedie dell'essere umano: attraverso di esse il corpo condiziona la mente, che a sua volta «ha le risorse» per modificare il corso dei movimenti involontari. Le passioni in ogni caso sono «buone» perché animano lo Spirito, lo spingono a muoversi. Tra esse ha un primato la "générosité", cui è dedicata un'ampia parte del lavoro, passione che per Cartesio è anche una virtù (come è stato sottolineato da G. Mori, l'ultima grande 'scoperta' cartesiana su cui troppo poco si è posto attenzione), infine qualificata da Alain come "fede" e prima di tutto "fede" nell'uomo e nella sua capacità di autodeterminarsi. Il presente lavoro, oltre a ricostruire l'immagine del Descartes di Alain, è un'occasione di riflessione sul senso e significato della personalità individuale, quindi della libertà come autodeterminazione e tratto caratteristico della modernità.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11391/1363779
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