Dopo una panoramica sul contenzioso costituzionale Stato-Regioni (giudizio in via principale, controllo sugli Statuti delle Regioni ordinarie, conflitti intersoggettivi), che mette in luce sia l’alto tasso di conflittualità sia la valenza di carattere prevalentemente economico dei ricorsi (statali o regionali), il lavoro si sofferma sul contenzioso che ha visto coinvolta la regione Umbria, ambito nel quale in parte trovano conferma gli elementi evidenziati a livello generale, in parte emergono alcune peculiarità. L’indagine ha per oggetto il contenzioso tra la Regione Umbria e lo Stato dopo la riforma del Titolo V della Costituzione, ma con un esame analitico delle pronunce costituzionali, relative ai giudizi in via principale a cui ha partecipato la Regione Umbria, emesse tra il 2007 e il 2014. L’analisi evidenzia una certa prevalenza dei ricorsi prospettati dalla Regione Umbria rispetto a quelli di iniziativa statale, quindi la Regione Umbria tende ad assumere più frequentemente il ruolo di ricorrente che non quello di resistente. L’Umbria in veste di ricorrente non è mai sola ma sempre affiancata da altre Regioni. I ricorsi statali contro leggi regionali umbre spesso si sono conclusi con la rinuncia unilaterale del ricorrente (la regione Umbria non si è costituita in giudizio, ma ha provveduto alla modifica della legge impugnata dallo Stato per favorire la composizione del contrasto prima della pronuncia costituzionale). La qualità della legislazione umbra sembra essere buona, visto che raramente i ricorsi statali contro le leggi regionali umbre si concludono con una sentenza di accoglimento. Trova conferma anche nell’ambito specifico del contenzioso in cui è coinvolta la Regione Umbria la natura prevalentemente economica dei ricorsi prospettati alla Corte costituzionale.

Il contenzioso costituzionale

PESOLE, Luciana
2017-01-01

Abstract

Dopo una panoramica sul contenzioso costituzionale Stato-Regioni (giudizio in via principale, controllo sugli Statuti delle Regioni ordinarie, conflitti intersoggettivi), che mette in luce sia l’alto tasso di conflittualità sia la valenza di carattere prevalentemente economico dei ricorsi (statali o regionali), il lavoro si sofferma sul contenzioso che ha visto coinvolta la regione Umbria, ambito nel quale in parte trovano conferma gli elementi evidenziati a livello generale, in parte emergono alcune peculiarità. L’indagine ha per oggetto il contenzioso tra la Regione Umbria e lo Stato dopo la riforma del Titolo V della Costituzione, ma con un esame analitico delle pronunce costituzionali, relative ai giudizi in via principale a cui ha partecipato la Regione Umbria, emesse tra il 2007 e il 2014. L’analisi evidenzia una certa prevalenza dei ricorsi prospettati dalla Regione Umbria rispetto a quelli di iniziativa statale, quindi la Regione Umbria tende ad assumere più frequentemente il ruolo di ricorrente che non quello di resistente. L’Umbria in veste di ricorrente non è mai sola ma sempre affiancata da altre Regioni. I ricorsi statali contro leggi regionali umbre spesso si sono conclusi con la rinuncia unilaterale del ricorrente (la regione Umbria non si è costituita in giudizio, ma ha provveduto alla modifica della legge impugnata dallo Stato per favorire la composizione del contrasto prima della pronuncia costituzionale). La qualità della legislazione umbra sembra essere buona, visto che raramente i ricorsi statali contro le leggi regionali umbre si concludono con una sentenza di accoglimento. Trova conferma anche nell’ambito specifico del contenzioso in cui è coinvolta la Regione Umbria la natura prevalentemente economica dei ricorsi prospettati alla Corte costituzionale.
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