Catalogo della mostra allestita nel Museo civico di Palazzo della Penna a Perugia dal 12 dicembre 2015 al 28 febbraio 2016 (prorogata ad aprile 2016) con contributi di A. Migliorati, M. Morelli, M.L. Martella e M.Catalano. La mostra e il relativo catalogo presentano con l'apporto di numerose opere inedite provenienti da collezioni private e dalle collezioni comunali una originale rilettura dei fatti artistici nei decenni a cavallo fra l'Unità d'Italia e lo scoppio della prima guerra mondiale riesaminando apporti e presenze del simbolismo a Perugia. L'occasione di poter esporre la serie di affreschi staccati dell'ultima decorazione pittorica realizzata da Annibale Brugnoli a Perugia e ricostruire virtualmente l'originale nelle sale di Palazzo Penna, ha offerto infatti l'opportunità di riesaminare non solo la figura e l'opera dell'artista perugino lungamente attivo a Roma, ma soprattutto il complesso intreccio di presenze che fecero della Perugia di fine secolo XIX centro tutt'altro che marginale del simbolismo nazionale. Dagli anni Settanta in poi, infatti, l'affluire costante nel capoluogo umbro di artisti "in fuga" dai più grandi centri di Roma e Firenze avrebbe fatto del capoluogo umbro una sorta di laboratorio per il rinnovamento della pittura di paesaggio quale doveva essere negli intenti della "scuola Etrusca" raccolta intorno a Nino Costa, come il luogo ispiratore di tutta un'imagerie legata sia al fascino del misterioso popolo etrusco che alla spiritualità di S.Francesco di Assisi. Fra gli artisti stranieri presenti a Perugia in quei decenni si è focalizzata l'attenzione soprattutto sull'americano Elihu Vedder e gli artisti a lui vicini, nonché su Nino Costa ed i preraffaelliti inglesi anche attraverso i quali la giovane generazione dei Brugnoli, Rossi Scotti e Bruschi si sarebbe rapportata negli anni Ottanta con l'ambiente romano di "In arte libertas" ed il classicismo estetizzante dell'entourage dannunziano.

L'età delle favole antiche. Annibale Brugnoli e l'arte a Perugia nel periodo simbolista

A. Migliorati
2015-01-01

Abstract

Catalogo della mostra allestita nel Museo civico di Palazzo della Penna a Perugia dal 12 dicembre 2015 al 28 febbraio 2016 (prorogata ad aprile 2016) con contributi di A. Migliorati, M. Morelli, M.L. Martella e M.Catalano. La mostra e il relativo catalogo presentano con l'apporto di numerose opere inedite provenienti da collezioni private e dalle collezioni comunali una originale rilettura dei fatti artistici nei decenni a cavallo fra l'Unità d'Italia e lo scoppio della prima guerra mondiale riesaminando apporti e presenze del simbolismo a Perugia. L'occasione di poter esporre la serie di affreschi staccati dell'ultima decorazione pittorica realizzata da Annibale Brugnoli a Perugia e ricostruire virtualmente l'originale nelle sale di Palazzo Penna, ha offerto infatti l'opportunità di riesaminare non solo la figura e l'opera dell'artista perugino lungamente attivo a Roma, ma soprattutto il complesso intreccio di presenze che fecero della Perugia di fine secolo XIX centro tutt'altro che marginale del simbolismo nazionale. Dagli anni Settanta in poi, infatti, l'affluire costante nel capoluogo umbro di artisti "in fuga" dai più grandi centri di Roma e Firenze avrebbe fatto del capoluogo umbro una sorta di laboratorio per il rinnovamento della pittura di paesaggio quale doveva essere negli intenti della "scuola Etrusca" raccolta intorno a Nino Costa, come il luogo ispiratore di tutta un'imagerie legata sia al fascino del misterioso popolo etrusco che alla spiritualità di S.Francesco di Assisi. Fra gli artisti stranieri presenti a Perugia in quei decenni si è focalizzata l'attenzione soprattutto sull'americano Elihu Vedder e gli artisti a lui vicini, nonché su Nino Costa ed i preraffaelliti inglesi anche attraverso i quali la giovane generazione dei Brugnoli, Rossi Scotti e Bruschi si sarebbe rapportata negli anni Ottanta con l'ambiente romano di "In arte libertas" ed il classicismo estetizzante dell'entourage dannunziano.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11391/1428795
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