Rondine Cittadella della Pace promuove, ormai da vent’anni, una cultura della pace e del dialogo tra i popoli, attraverso l’esperienza della World House, uno studentato internazionale, situato nell’omonimo borgo medievale in provincia di Arezzo, dove giovani “nemici”, provenienti da Paesi in conflitto, vivono, studiano e progettano insieme un futuro di riconciliazione. Il testo raccoglie i risultati di una ricerca, finanziata dalla Fondazione Vodafone Italia, condotta da due gruppi dell’Università Cattolica di Milano e dell’Università di Padova, che hanno esaminato il “Metodo Rondine” in prospettiva psicologica e filosofica: da un lato “misurando” le forme e i cambiamenti della relazione tra identità e comunità; dall’altro “verificando” la portata delle categorie della giustizia riparativa in un contesto non penale. Accanto a questo sguardo dall’esterno, il volume ricostruisce, attraverso le voci di operatori e studenti di Rondine, la genesi e lo sviluppo di un’esperienza esemplare, che ha meritato nel 2015 la candidatura ufficiale al Premio Nobel per la Pace. Ne nasce un percorso che, alternando riflessione e narrazioni, aiuta a decostruire la logica del nemico e attraversare i conflitti in modo generativo, mostrando concretamente come ricucire legami sfiduciati e feriti.

Dentro il conflitto, oltre il nemico. Il “metodo Rondine”

Alici
2018

Abstract

Rondine Cittadella della Pace promuove, ormai da vent’anni, una cultura della pace e del dialogo tra i popoli, attraverso l’esperienza della World House, uno studentato internazionale, situato nell’omonimo borgo medievale in provincia di Arezzo, dove giovani “nemici”, provenienti da Paesi in conflitto, vivono, studiano e progettano insieme un futuro di riconciliazione. Il testo raccoglie i risultati di una ricerca, finanziata dalla Fondazione Vodafone Italia, condotta da due gruppi dell’Università Cattolica di Milano e dell’Università di Padova, che hanno esaminato il “Metodo Rondine” in prospettiva psicologica e filosofica: da un lato “misurando” le forme e i cambiamenti della relazione tra identità e comunità; dall’altro “verificando” la portata delle categorie della giustizia riparativa in un contesto non penale. Accanto a questo sguardo dall’esterno, il volume ricostruisce, attraverso le voci di operatori e studenti di Rondine, la genesi e lo sviluppo di un’esperienza esemplare, che ha meritato nel 2015 la candidatura ufficiale al Premio Nobel per la Pace. Ne nasce un percorso che, alternando riflessione e narrazioni, aiuta a decostruire la logica del nemico e attraversare i conflitti in modo generativo, mostrando concretamente come ricucire legami sfiduciati e feriti.
2018
978-88-15-28046-6
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11391/1443740
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