Il saggio rientra fra i contributi introduttivi al catalogo di mostra a cura di B. Avanzi-V. Sgarbi-M. Dantini "Una profondissima quiete. Riccardo Francalancia e il ritorno alla figura tra de Chirico e Donghi" (Assisi, Palazzo Bonacquisti, 18 maggio - 4 novembre 2018). Nel ripercorrere tratti della vicenda umana ed artistica di Riccardo Francalancia, il saggio rivede in particolar modo gli esordi dell'assisiate nell'ambiente romano di "Valori plastici" cercando di delineare ragioni e caratteristiche della sua declinazione "magica" del paesaggio fra influenze dechirichiane, carraiane e la maturazione di un proprio lessico neogiottesco quale resterà nota distintiva di tutta la sua produzione. La rilettura proposta, alla luce anche dell'indirizzo di politica agraria e di riavvicinamento alla Chiesa romana attuata dal Partito Fascista nei secondi anni Venti, cerca di cogliere aspetti della produzione di Francalancia fin qui trascurati e che, in considerazione del profondo crollo psicologico che colpiva il pittore nel 1933, giustificano la sua posizione di isolato in una Roma dove alla poetica di "Valori plastici" si era ormai sostituito il progetto nazionalista del Novecento sarfattiano.

Riccardo Francalancia. Una "stupefatta fuga nello stile"

Alessandra Migliorati
2018

Abstract

Il saggio rientra fra i contributi introduttivi al catalogo di mostra a cura di B. Avanzi-V. Sgarbi-M. Dantini "Una profondissima quiete. Riccardo Francalancia e il ritorno alla figura tra de Chirico e Donghi" (Assisi, Palazzo Bonacquisti, 18 maggio - 4 novembre 2018). Nel ripercorrere tratti della vicenda umana ed artistica di Riccardo Francalancia, il saggio rivede in particolar modo gli esordi dell'assisiate nell'ambiente romano di "Valori plastici" cercando di delineare ragioni e caratteristiche della sua declinazione "magica" del paesaggio fra influenze dechirichiane, carraiane e la maturazione di un proprio lessico neogiottesco quale resterà nota distintiva di tutta la sua produzione. La rilettura proposta, alla luce anche dell'indirizzo di politica agraria e di riavvicinamento alla Chiesa romana attuata dal Partito Fascista nei secondi anni Venti, cerca di cogliere aspetti della produzione di Francalancia fin qui trascurati e che, in considerazione del profondo crollo psicologico che colpiva il pittore nel 1933, giustificano la sua posizione di isolato in una Roma dove alla poetica di "Valori plastici" si era ormai sostituito il progetto nazionalista del Novecento sarfattiano.
2018
9788867781041
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11391/1449387
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact