La pandemia scatenata su scala globale dal Covid-19 ha aperto interrogativi inquietanti: sull’evoluzione in sé del contagio virale, sconosciuto nelle sue origini e per il quale manca ancora una cura e#cace, ma anche sugli e$etti – politici, economici, sociali – con i quali dovremo confrontarci anche una volta terminata l’emergenza sanitaria. Molti sostengono che nel “mondo di domani” nulla sarà più come prima: dobbiamo dunque aspettarci trasformazioni radicali, a partire dalle abitudini relative alla vita quotidiana. Altri credono, cinicamente, che passata la “grande paura” le società torneranno ai loro ritmi abituali. Lo spirito che anima i saggi compresi in questo volume è diverso da entrambi questi atteggiamenti. Non ci aspetta il “mondo nuovo” (distopico o utopico che sia), ma nemmeno torneremo al “mondo di ieri”. La pandemia rappresenta una accelerazione della storia destinata, come tutte le crisi storiche del passato, a produrre cambiamenti che, in molti casi, saranno da considerare il punto d’arrivo di tendenze e processi che erano già in atto. Il che signi+ca che il futuro si radica sempre nel passato e nel presente. Ciò vale soprattutto per la sfera politico-istituzionale, per quella economica e per quella politico-internazionale, sulle quali si concentra il libro. Il cui obiettivo è provare a descrivere – senza scadere nella futurologia pseudo-scienti+ca o nel gioco letterario su “come saremo” – i cambiamenti che potrebbero ragionevolmente investire, a causa della crisi pandemica, i regimi politici (a partire dalle democrazie), le leadership e le tecniche di governo, le forme della rappresentanza parlamentare, la comunicazione e la propaganda (già oggi pesantemente inquinate dalle fake news e dalla mentalità complottista), le scelte di politica economica e sociale degli Stati, l’Unione europea e, più in generale, le relazioni tra Stati e potenze a livello internazionale. Un domani non sempre roseo quello che ci aspetta. Ma che, in parte, era già sotto i nostri occhi.

Il virus del cospirazionismo e le "false notizie" di pace. Coingiure e complotti all'epoca del Covid-19

Alessandro Campi
2020

Abstract

La pandemia scatenata su scala globale dal Covid-19 ha aperto interrogativi inquietanti: sull’evoluzione in sé del contagio virale, sconosciuto nelle sue origini e per il quale manca ancora una cura e#cace, ma anche sugli e$etti – politici, economici, sociali – con i quali dovremo confrontarci anche una volta terminata l’emergenza sanitaria. Molti sostengono che nel “mondo di domani” nulla sarà più come prima: dobbiamo dunque aspettarci trasformazioni radicali, a partire dalle abitudini relative alla vita quotidiana. Altri credono, cinicamente, che passata la “grande paura” le società torneranno ai loro ritmi abituali. Lo spirito che anima i saggi compresi in questo volume è diverso da entrambi questi atteggiamenti. Non ci aspetta il “mondo nuovo” (distopico o utopico che sia), ma nemmeno torneremo al “mondo di ieri”. La pandemia rappresenta una accelerazione della storia destinata, come tutte le crisi storiche del passato, a produrre cambiamenti che, in molti casi, saranno da considerare il punto d’arrivo di tendenze e processi che erano già in atto. Il che signi+ca che il futuro si radica sempre nel passato e nel presente. Ciò vale soprattutto per la sfera politico-istituzionale, per quella economica e per quella politico-internazionale, sulle quali si concentra il libro. Il cui obiettivo è provare a descrivere – senza scadere nella futurologia pseudo-scienti+ca o nel gioco letterario su “come saremo” – i cambiamenti che potrebbero ragionevolmente investire, a causa della crisi pandemica, i regimi politici (a partire dalle democrazie), le leadership e le tecniche di governo, le forme della rappresentanza parlamentare, la comunicazione e la propaganda (già oggi pesantemente inquinate dalle fake news e dalla mentalità complottista), le scelte di politica economica e sociale degli Stati, l’Unione europea e, più in generale, le relazioni tra Stati e potenze a livello internazionale. Un domani non sempre roseo quello che ci aspetta. Ma che, in parte, era già sotto i nostri occhi.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11391/1471222
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