ABSTRACT L'opera affronta in modo diffuso le problematiche giuridico-istituzionali inerenti alla vexata quaestio del rapporto tra norma e mercati, con particolare riferimento al ruolo e ai limiti degli interventi pubblici di regolazione “economica” e “sociale” nell’ambito di un contesto ordinamentale ormai permeato dal principio di matrice comunitaria di “una economia aperta e in libera concorrenza”. Lo studio prende spunto dalle implicazioni giuspubblicistiche dei processi di privatizzazione, liberalizzazione e “riregolazione” delle attività d’impresa che, nei principali ordinamenti giuridici occidentali, hanno segnato l’affermazione di un nuovo ruolo dell’intervento pubblico nei processi economici: quello di regolatore dei mercati e di tutore della concorrenza attraverso il ricorso a strumenti normativi e istituzionali il più possibile neutrali e di tipo market friendly. La ricerca, nel cercare un approccio originale all’esame delle problematiche in parola, avvalora la tesi secondo cui, se si abbandonano posizioni di tipo puramente dogmatico, la presunta antinomia tra interventi pubblici di regolazione (in particolare di “regolazione economica”) e libertà di concorrenza rappresenta verosimilmente un falso problema. Si desume, in altre parole, che in mancanza di un corpus normativo volto a contrastare – attraverso un sistema amministrativo di oneri (regolazione in senso stretto) o di divieti (diritto antitrust) – gli effetti socialmente ed economicamente indesiderati della competizione imprenditoriale il c.d. “libero mercato” spesso fallirebbe nel realizzare le sue promesse. Nell’ambito dell’indagine uno speciale approfondimento è rivolto all’analisi, sia storica sia prospettica, del quadro ordinamentale della materia creditizia e finanziaria ed alle relative specificità in punto di applicazione di una normativa a tutela della concorrenza, in quanto proprio nel “settore bancario” si ritiene tradizionalmente che esista un conflitto fra i valori della regolazione pubblica e quelli del mercato. Laddove a ben vedere questi possono essere invece tutti ricondotti alla “sana e prudente” gestione degli intermediari.

La concorrenza tra regolazione e mercato. Ordine giuridico e processo economico

MEZZACAPO, Simone
2004-01-01

Abstract

ABSTRACT L'opera affronta in modo diffuso le problematiche giuridico-istituzionali inerenti alla vexata quaestio del rapporto tra norma e mercati, con particolare riferimento al ruolo e ai limiti degli interventi pubblici di regolazione “economica” e “sociale” nell’ambito di un contesto ordinamentale ormai permeato dal principio di matrice comunitaria di “una economia aperta e in libera concorrenza”. Lo studio prende spunto dalle implicazioni giuspubblicistiche dei processi di privatizzazione, liberalizzazione e “riregolazione” delle attività d’impresa che, nei principali ordinamenti giuridici occidentali, hanno segnato l’affermazione di un nuovo ruolo dell’intervento pubblico nei processi economici: quello di regolatore dei mercati e di tutore della concorrenza attraverso il ricorso a strumenti normativi e istituzionali il più possibile neutrali e di tipo market friendly. La ricerca, nel cercare un approccio originale all’esame delle problematiche in parola, avvalora la tesi secondo cui, se si abbandonano posizioni di tipo puramente dogmatico, la presunta antinomia tra interventi pubblici di regolazione (in particolare di “regolazione economica”) e libertà di concorrenza rappresenta verosimilmente un falso problema. Si desume, in altre parole, che in mancanza di un corpus normativo volto a contrastare – attraverso un sistema amministrativo di oneri (regolazione in senso stretto) o di divieti (diritto antitrust) – gli effetti socialmente ed economicamente indesiderati della competizione imprenditoriale il c.d. “libero mercato” spesso fallirebbe nel realizzare le sue promesse. Nell’ambito dell’indagine uno speciale approfondimento è rivolto all’analisi, sia storica sia prospettica, del quadro ordinamentale della materia creditizia e finanziaria ed alle relative specificità in punto di applicazione di una normativa a tutela della concorrenza, in quanto proprio nel “settore bancario” si ritiene tradizionalmente che esista un conflitto fra i valori della regolazione pubblica e quelli del mercato. Laddove a ben vedere questi possono essere invece tutti ricondotti alla “sana e prudente” gestione degli intermediari.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11391/150873
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