Come coniugare il rispetto della libertà religiosa dei genitori con l’esercizio dei diritti del minore e lo sviluppo delle sue capacità? E quale ruolo sono chiamate a svolgere le istituzioni per assicurare il superiore interesse del minore? All’interno di una prospettiva di diritto e religione, e lungo il perimetro delle fonti internazionali ed europee, il volume ripercorre la lunga e travagliata vicenda del riconoscimento dei minori quali autonomi soggetti con propri diritti, fino alla consacrazione di tale principio nella Convenzione ONU sui diritti del fanciullo. Da tale presupposto, si dipana una riflessione intorno alla relazione che unisce la libertà religiosa dei genitori e i diritti e gli interessi del minore, che si affermano progressivamente con lo sviluppo della sua maturità. Una relazione che può assumere talvolta i contorni di un’alleanza, altre volte quelli di uno scontro. Prendendo a prestito la teoria delle capabilities, si propone di considerare, come possibile criterio di risoluzione dei conflitti, la salvaguardia di alcune capacità essenziali del minore, riconducibili a quelle conoscenze, competenze e relazioni umane che possono permettergli un ‘futuro aperto’. Decisivo a questo scopo si rivela l’ambito educativo. Questioni come la partecipazione alla vita scolastica, l’educazione confessionale, l’uso di simboli religiosi in aula o la preferenza verso forme di homeschooling, sono rilette alla luce di una prospettiva nella quale famiglie, comunità di fede e istituzioni, ciascuna col proprio retroterra religioso e culturale, sono chiamate a operare in sinergia per realizzare il superiore interesse del minore.

I minori tra diritto e religione. Libertà religiosa, best interests, educazione.

ANGELETTI SILVIA
2022

Abstract

Come coniugare il rispetto della libertà religiosa dei genitori con l’esercizio dei diritti del minore e lo sviluppo delle sue capacità? E quale ruolo sono chiamate a svolgere le istituzioni per assicurare il superiore interesse del minore? All’interno di una prospettiva di diritto e religione, e lungo il perimetro delle fonti internazionali ed europee, il volume ripercorre la lunga e travagliata vicenda del riconoscimento dei minori quali autonomi soggetti con propri diritti, fino alla consacrazione di tale principio nella Convenzione ONU sui diritti del fanciullo. Da tale presupposto, si dipana una riflessione intorno alla relazione che unisce la libertà religiosa dei genitori e i diritti e gli interessi del minore, che si affermano progressivamente con lo sviluppo della sua maturità. Una relazione che può assumere talvolta i contorni di un’alleanza, altre volte quelli di uno scontro. Prendendo a prestito la teoria delle capabilities, si propone di considerare, come possibile criterio di risoluzione dei conflitti, la salvaguardia di alcune capacità essenziali del minore, riconducibili a quelle conoscenze, competenze e relazioni umane che possono permettergli un ‘futuro aperto’. Decisivo a questo scopo si rivela l’ambito educativo. Questioni come la partecipazione alla vita scolastica, l’educazione confessionale, l’uso di simboli religiosi in aula o la preferenza verso forme di homeschooling, sono rilette alla luce di una prospettiva nella quale famiglie, comunità di fede e istituzioni, ciascuna col proprio retroterra religioso e culturale, sono chiamate a operare in sinergia per realizzare il superiore interesse del minore.
978-88-15-29822-5
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