Il libro è una biografia politica di Marco Giunio Bruto, protagonista insieme a C. Cassio Longino della congiura delle Idi di marzo del 44 a.C: si vantava di discendere da Lucio Giunio Bruto e da Servilio Ahala, i cui nomi erano impressi nella memoria collettiva romana come eroi della lotta contro il potere assoluto. Nel trattare delle vicende della sua vita – dalla nascita negli anni Ottanta del I sec. a.C., al suo schierarsi nella guerra civile al fianco di Pompeo nonostante il legame tra Cesare e sua madre Servilia, alla riabilitazione e alla collaborazione con Cesare nonostante il matrimonio con la figlia di Catone, fino all’impresa del 44 e alla morte a Filippi nella guerra contro i prosecutori del cesarismo – si è proceduto ad un riesame accurato delle varie fonti per ricostruire contestualmente eventi cruciali della tarda Repubblica romana. Marco Giunio Bruto ci sembra essersi caratterizzato per due tratti solo apparentemente opposti: l’attenta ponderazione di ogni mossa, e l’imprevedibilità di molte scelte, che va interpretata anche come il desiderio di salvaguardare spazi di libertà. In relazione alla morte di Cesare, Bruto non peccò di idealismo: fece calcoli precisi e non ingenui, e la libertas che voleva ripristinare – e che propagandò anche sulle monete – non si identificava con un astratto ideale di partecipazione collettiva al governo dello Stato, bensì con il concreto meccanismo oligarchico che da secoli concentrava ogni decisione nelle mani di un circolo aristocratico poco permeabile; non comprese però l’irreversibilità di una dinamica dell’accentramento del potere, resa operante dal lungo effetto delle riforme militari di Mario, dall’emergere di singole grandi personalità, e dalla nuova situazione di una città che era diventata un impero.

Marco Giunio Bruto

Cristofoli
2022-01-01

Abstract

Il libro è una biografia politica di Marco Giunio Bruto, protagonista insieme a C. Cassio Longino della congiura delle Idi di marzo del 44 a.C: si vantava di discendere da Lucio Giunio Bruto e da Servilio Ahala, i cui nomi erano impressi nella memoria collettiva romana come eroi della lotta contro il potere assoluto. Nel trattare delle vicende della sua vita – dalla nascita negli anni Ottanta del I sec. a.C., al suo schierarsi nella guerra civile al fianco di Pompeo nonostante il legame tra Cesare e sua madre Servilia, alla riabilitazione e alla collaborazione con Cesare nonostante il matrimonio con la figlia di Catone, fino all’impresa del 44 e alla morte a Filippi nella guerra contro i prosecutori del cesarismo – si è proceduto ad un riesame accurato delle varie fonti per ricostruire contestualmente eventi cruciali della tarda Repubblica romana. Marco Giunio Bruto ci sembra essersi caratterizzato per due tratti solo apparentemente opposti: l’attenta ponderazione di ogni mossa, e l’imprevedibilità di molte scelte, che va interpretata anche come il desiderio di salvaguardare spazi di libertà. In relazione alla morte di Cesare, Bruto non peccò di idealismo: fece calcoli precisi e non ingenui, e la libertas che voleva ripristinare – e che propagandò anche sulle monete – non si identificava con un astratto ideale di partecipazione collettiva al governo dello Stato, bensì con il concreto meccanismo oligarchico che da secoli concentrava ogni decisione nelle mani di un circolo aristocratico poco permeabile; non comprese però l’irreversibilità di una dinamica dell’accentramento del potere, resa operante dal lungo effetto delle riforme militari di Mario, dall’emergere di singole grandi personalità, e dalla nuova situazione di una città che era diventata un impero.
9788869737213
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