A cavallo tra antropologia delle migrazioni e delle frontiere, il volume analizza le esperienze di viaggio, transito e insediamento dei rimpatriati etiopici e dei rifugiati eritrei giunti in Etiopia dall’Eritrea negli anni Duemila. Al centro vi è la frontiera tra i due Paesi, la cui densità storica si interseca con il passato coloniale italiano e si riflette nei legami e nei conflitti transfrontalieri. Sulla base di un’etnografia condotta nella regione del Tigray, nel nord dell’Etiopia, il testo esplora gli immaginari di altrove e le strategie di mobilità, le temporalità della migrazione e l’esperienza di gioventù, le difficoltà del ritorno e le intersezioni tra frontiere e legami. Intrecciandosi con le esperienze dello stato-nazione, la frontiera crea e disfa relazioni e affiliazioni, rappresenta un ostacolo e un’opportunità, costituisce un filtro di lettura del quotidiano e la fonte di sfiducia e incertezze. Il volume connette inoltre le dinamiche locali di mobilità con gli attuali regimi transfrontalieri che governano le migrazioni tra Africa ed Europa. L’analisi dei racconti, dei desideri e delle pratiche della vita quotidiana di rifugiati e rimpatriati diviene così l’occasione per indagare la relazione che intercorre tra le imprevedibili traiettorie dei migranti e quelle frontiere istituzionali e simboliche che filtrano la mobilità, definiscono gli status giuridici dei soggetti in movimento e plasmano i confini sociali tra gruppi.
Intrecci di frontiera. Percorsi, speranze e incertezze nelle migrazioni tra Eritrea ed Etiopia
Aurora Massa
2021
Abstract
A cavallo tra antropologia delle migrazioni e delle frontiere, il volume analizza le esperienze di viaggio, transito e insediamento dei rimpatriati etiopici e dei rifugiati eritrei giunti in Etiopia dall’Eritrea negli anni Duemila. Al centro vi è la frontiera tra i due Paesi, la cui densità storica si interseca con il passato coloniale italiano e si riflette nei legami e nei conflitti transfrontalieri. Sulla base di un’etnografia condotta nella regione del Tigray, nel nord dell’Etiopia, il testo esplora gli immaginari di altrove e le strategie di mobilità, le temporalità della migrazione e l’esperienza di gioventù, le difficoltà del ritorno e le intersezioni tra frontiere e legami. Intrecciandosi con le esperienze dello stato-nazione, la frontiera crea e disfa relazioni e affiliazioni, rappresenta un ostacolo e un’opportunità, costituisce un filtro di lettura del quotidiano e la fonte di sfiducia e incertezze. Il volume connette inoltre le dinamiche locali di mobilità con gli attuali regimi transfrontalieri che governano le migrazioni tra Africa ed Europa. L’analisi dei racconti, dei desideri e delle pratiche della vita quotidiana di rifugiati e rimpatriati diviene così l’occasione per indagare la relazione che intercorre tra le imprevedibili traiettorie dei migranti e quelle frontiere istituzionali e simboliche che filtrano la mobilità, definiscono gli status giuridici dei soggetti in movimento e plasmano i confini sociali tra gruppi.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.