Il consenso informato è un tema, oggi, molto discusso. I problemi sono molteplici, infatti, se inizialmente si trattava solo di avere un con- senso che autorizzasse alla prestazione tra le parti, con il tempo invece, è maturata una consapevolezza ulteriore nelle persone, che ha spinto verso la necessità di un sapere sempre piú specifico, a volte anche trop- po tecnico. L’aspirazione di conoscere è andata oltre fino a voler essere informato non solo sulla prestazione ma anche su aspetti cosí particola- ri, legati alla professione, al mestiere, difficilmente trasmissibili ma so- prattutto di complicata apprensione. Nonostante, infatti, si possa, per quanto è piú possibile, cercare di informare, è ormai cosa nota che non si arriverà mai un’informazione soggettivamente completa. Ci sarà sem- pre un margine di asimmetria tra chi spiega e chi deve capire che non permetterà di raggiungere quell’equilibrio e quel senso di soddisfazione nella conoscenza della prestazione, di quanto si realizzerà o si sta realiz- zando. Questo squilibrio porta alla manifestazione di insoddisfazioni, sia che la prestazione possa raggiungere lo scopo prefissato, sia che non lo raggiunga. Si inseriranno, infatti, ulteriori elementi nella comunica- zione informativa, voci, che andranno a comporre, con l’obiettivo prin- cipale, la prestazione. La prestazione medica o qualsiasi altra prestazione professionale com- plessa (dove la complessità riguarda la particolare conoscenza tecnica e l’alta specializzazione nella sua esecuzione), quindi, non solo dovrà rag- giungere il suo risultato ma dovrà essere perfettamente aderente all’infor- mativa data, non saranno ammesse infatti defezioni di qualsiasi natura o specie, non controllate o, per la particolarità del caso, incontrollabili. Il consenso informato è investito di tutto questo. È ovvio che l’accadimento fisiologico della prestazione è e dovrà, sempre, essere garantito attraverso l’informazione, l’informativa ed il consenso, ma, solo quello. Il problema è che troppo spesso, è stato dato spazio ad altro, all’accadimento che definirei patologico, quello che va oltre il controllabile o il prevedibile.
Il consenso informato oggi e il dovere di informazione per la corretta esecuzione della prestazione nel diritto sanitario e nel diritto del mercato finanziario
Emilia Giusti
2023
Abstract
Il consenso informato è un tema, oggi, molto discusso. I problemi sono molteplici, infatti, se inizialmente si trattava solo di avere un con- senso che autorizzasse alla prestazione tra le parti, con il tempo invece, è maturata una consapevolezza ulteriore nelle persone, che ha spinto verso la necessità di un sapere sempre piú specifico, a volte anche trop- po tecnico. L’aspirazione di conoscere è andata oltre fino a voler essere informato non solo sulla prestazione ma anche su aspetti cosí particola- ri, legati alla professione, al mestiere, difficilmente trasmissibili ma so- prattutto di complicata apprensione. Nonostante, infatti, si possa, per quanto è piú possibile, cercare di informare, è ormai cosa nota che non si arriverà mai un’informazione soggettivamente completa. Ci sarà sem- pre un margine di asimmetria tra chi spiega e chi deve capire che non permetterà di raggiungere quell’equilibrio e quel senso di soddisfazione nella conoscenza della prestazione, di quanto si realizzerà o si sta realiz- zando. Questo squilibrio porta alla manifestazione di insoddisfazioni, sia che la prestazione possa raggiungere lo scopo prefissato, sia che non lo raggiunga. Si inseriranno, infatti, ulteriori elementi nella comunica- zione informativa, voci, che andranno a comporre, con l’obiettivo prin- cipale, la prestazione. La prestazione medica o qualsiasi altra prestazione professionale com- plessa (dove la complessità riguarda la particolare conoscenza tecnica e l’alta specializzazione nella sua esecuzione), quindi, non solo dovrà rag- giungere il suo risultato ma dovrà essere perfettamente aderente all’infor- mativa data, non saranno ammesse infatti defezioni di qualsiasi natura o specie, non controllate o, per la particolarità del caso, incontrollabili. Il consenso informato è investito di tutto questo. È ovvio che l’accadimento fisiologico della prestazione è e dovrà, sempre, essere garantito attraverso l’informazione, l’informativa ed il consenso, ma, solo quello. Il problema è che troppo spesso, è stato dato spazio ad altro, all’accadimento che definirei patologico, quello che va oltre il controllabile o il prevedibile.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.