Esiste una sostanziale uniformità di vedute nella comunità scientifica internazionale in relazione al fatto che alla base del cambiamento climatico in atto ci sia l’alterazione di natura antropica del bilancio energetico dell’atmosfera. Soprattutto l’immissione di elevate concentrazioni di anidride carbonica porta alla schermatura di una parte rilevante della radiazione terrestre emessa, attenuando cosi la componente di perdita dell’energia radiativa, con effetto tendente al rialzo della temperatura della superficie terrestre e conseguentemente dell’atmosfera sovrastante. Su queste basi, è aspettata una tendenza all’aumento della temperatura dell’aria con l’incrementare della concentrazione di anidride carbonica. Un andamento, questo, generalmente riscontrato nelle stazioni di misura operative nella Regione dell’Umbria, in armonia con molte analisi effettuate in una varietà di aree geografiche ma con aumenti che eccedono quello medio planetario. D’altra parte, gli studi del cambiamento climatico in termini di evoluzione delle piogge estreme di varie durate (maggiori o uguali ad una ora), in funzione del tempo, evidenziano risultati non omogenei in diverse aree geografiche distribuite in tutto il mondo. In teoria queste osservazioni non possono essere considerate inaspettate, in quanto lo sviluppo delle precipitazioni in una determinata regione è condizionato dai processi di dinamica dell’atmosfera e microfisica delle nubi, che possono essere marcatamente influenzati dalla localizzazione e dalla struttura orografica delle regioni di studio. Sono state riscontrate nel mondo (in modo aggregato per le differenti durate) molte aree con notevole incremento nel tempo delle piogge estreme, ma in molte altre sono state evidenziate tendenze diverse. Questo andamento non omogeneo delle piogge intense è rilevabile anche da un confronto delle analisi effettuate per diverse aree italiane. Dai risultati aggregati alla scala della Regione Umbria, si può dedurre che le piogge intense hanno un andamento quasi stazionario anche se è necessario sottolineare che in alcune stazioni, per alcune durate, è stato trovato un andamento apprezzabilmente decrescente. In relazione alle precipitazioni, una quantità significativa per l’analisi del cambiamento climatico è anche la piovosità, che mostra un andamento omogeneo in tutte le stazioni operative nella Regione Umbria, generalmente con una marcata diminuzione dello spessore di pioggia annuale cumulata ed un simile andamento del numero annuale dei giorni piovosi. Un’altra grandezza (legata alle precipitazioni ma strettamente dipendente anche dalla temperatura dell’aria) utilizzabile come indice di cambiamento climatico è la siccità, per la quale nelle tre stazioni attualmente analizzabili nella Regione Umbria è stato ottenuto un numero di eventi crescente nel tempo. Anche per questi ultimi due indicatori legati alle piogge, differenti andamenti nel tempo sono stati evidenziati in varie parti del mondo. Le osservazioni più datate nelle serie storiche potrebbero essere affette da vari errori tra cui quello di digitalizzazione, tuttavia considerato che da qualche decade sono subentrate registrazioni su supporto elettronico, gli andamenti climatici dedotti possono generalmente essere ritenuti sufficientemente appropriati. Ciò può essere certamente affermato per la Regione Umbria dove esiste una rete idrometeorologica di appropriata densità ed alta qualità di acquisizione dati da almeno 30 anni, che garantisce in futuro analisi facilmente aggiornabili e sempre più affidabili. Non può essere ignorata la necessità di mantenere o addirittura potenziare le reti di rilevazione delle piogge al fine di pervenire ad una valutazione quantitativa, allo stato attuale ancora molto limitata, degli elementi che determinano le disomogeneità evidenziate. Infine, si ritiene importante rimarcare l’utilità di questo rapporto per il miglioramento di molte applicazioni regionali in vari settori quali quelli dell’ingegneria civile e ambientale, dell’ingegneria idroelettrica, delle scienze agrarie e della geologia applicata.
Principali indicatori climatici in Umbria - Rapporto 2025
Renato Morbidelli
;Carla Saltalippi;Alessia Flammini;Jacopo Dari;Stefano Casadei
2025
Abstract
Esiste una sostanziale uniformità di vedute nella comunità scientifica internazionale in relazione al fatto che alla base del cambiamento climatico in atto ci sia l’alterazione di natura antropica del bilancio energetico dell’atmosfera. Soprattutto l’immissione di elevate concentrazioni di anidride carbonica porta alla schermatura di una parte rilevante della radiazione terrestre emessa, attenuando cosi la componente di perdita dell’energia radiativa, con effetto tendente al rialzo della temperatura della superficie terrestre e conseguentemente dell’atmosfera sovrastante. Su queste basi, è aspettata una tendenza all’aumento della temperatura dell’aria con l’incrementare della concentrazione di anidride carbonica. Un andamento, questo, generalmente riscontrato nelle stazioni di misura operative nella Regione dell’Umbria, in armonia con molte analisi effettuate in una varietà di aree geografiche ma con aumenti che eccedono quello medio planetario. D’altra parte, gli studi del cambiamento climatico in termini di evoluzione delle piogge estreme di varie durate (maggiori o uguali ad una ora), in funzione del tempo, evidenziano risultati non omogenei in diverse aree geografiche distribuite in tutto il mondo. In teoria queste osservazioni non possono essere considerate inaspettate, in quanto lo sviluppo delle precipitazioni in una determinata regione è condizionato dai processi di dinamica dell’atmosfera e microfisica delle nubi, che possono essere marcatamente influenzati dalla localizzazione e dalla struttura orografica delle regioni di studio. Sono state riscontrate nel mondo (in modo aggregato per le differenti durate) molte aree con notevole incremento nel tempo delle piogge estreme, ma in molte altre sono state evidenziate tendenze diverse. Questo andamento non omogeneo delle piogge intense è rilevabile anche da un confronto delle analisi effettuate per diverse aree italiane. Dai risultati aggregati alla scala della Regione Umbria, si può dedurre che le piogge intense hanno un andamento quasi stazionario anche se è necessario sottolineare che in alcune stazioni, per alcune durate, è stato trovato un andamento apprezzabilmente decrescente. In relazione alle precipitazioni, una quantità significativa per l’analisi del cambiamento climatico è anche la piovosità, che mostra un andamento omogeneo in tutte le stazioni operative nella Regione Umbria, generalmente con una marcata diminuzione dello spessore di pioggia annuale cumulata ed un simile andamento del numero annuale dei giorni piovosi. Un’altra grandezza (legata alle precipitazioni ma strettamente dipendente anche dalla temperatura dell’aria) utilizzabile come indice di cambiamento climatico è la siccità, per la quale nelle tre stazioni attualmente analizzabili nella Regione Umbria è stato ottenuto un numero di eventi crescente nel tempo. Anche per questi ultimi due indicatori legati alle piogge, differenti andamenti nel tempo sono stati evidenziati in varie parti del mondo. Le osservazioni più datate nelle serie storiche potrebbero essere affette da vari errori tra cui quello di digitalizzazione, tuttavia considerato che da qualche decade sono subentrate registrazioni su supporto elettronico, gli andamenti climatici dedotti possono generalmente essere ritenuti sufficientemente appropriati. Ciò può essere certamente affermato per la Regione Umbria dove esiste una rete idrometeorologica di appropriata densità ed alta qualità di acquisizione dati da almeno 30 anni, che garantisce in futuro analisi facilmente aggiornabili e sempre più affidabili. Non può essere ignorata la necessità di mantenere o addirittura potenziare le reti di rilevazione delle piogge al fine di pervenire ad una valutazione quantitativa, allo stato attuale ancora molto limitata, degli elementi che determinano le disomogeneità evidenziate. Infine, si ritiene importante rimarcare l’utilità di questo rapporto per il miglioramento di molte applicazioni regionali in vari settori quali quelli dell’ingegneria civile e ambientale, dell’ingegneria idroelettrica, delle scienze agrarie e della geologia applicata.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


