L’assunzione di alimenti e la nutrizione sono fondamentali per una buona salute e resistenza alle malattie.1 Sin dai tempi di Ippocrate, cominciò ad instaurarsi una crescente consapevolezza, sia nei medici che in tutto il personale sanitario, della relazione causale tra malnutrizione ed esito clinico. Allo stato attuale, la malnutrizione ospedaliera è ancora un problema comune: tra i pazienti ospedalizzati, la prevalenza stimata varia dal 30% in Europa al 33,6% in Cina al 44,0% negli Stati Uniti fino al 50% in America Latina.2-6 La più alta prevalenza di malnutrizione ospedaliera si osserva nei pazienti critici, geriatrici, oncologici e gastroenterologici: queste categorie di pazienti presentano fattori di rischio indipendenti quali l’età più elevata, la patologia oncologica o l’assunzione di numerosi farmaci. Oltre alle conseguenze fisiche e psicologiche, la malnutrizione presenta anche delle implicazioni economiche. È stato riportato che la durata della degenza ospedaliera risulta essere significativamente prolungata nei pazienti malnutriti, con conseguente aumento dei costi di trattamento dal 30% al 70% in più rispetto alla popolazione ospedaliera normonutrita. Se non trattato, lo stato di malnutrizione determina: • incremento del tasso di morbilità; • scarsaguarigionedelleferite; • aumentodelrischiodiinfezioni; • insufficienzamultiorgano; • incremento del tasso di mortalità; • incremento della durata della degenza ospedaliera; • incremento dei costi di trattamento. La malnutrizione causa un netto declino della salute e delle funzioni fisiche e psicologiche. La combinazione tra malnutrizione e gravità della malattia possono creare un circolo vizioso, che può essere superato soltanto trattando contemporaneamente la malattia sottostante e fornendo un adeguato supporto nutrizionale. Da un punto di vista metabolico, il paziente critico è caratterizzato da un incontrollato catabolismo associato ad una marcata resistenza ai segnali anabolici che determina significative variazioni nel metabolismo del glucosio, delle proteine e dei lipidi.1 La principale conseguenza di questi fisiologici cambiamenti è caratterizzata dalla perdita di massa magra, soprattutto a carico dei muscoli scheletrici, che si ripercuote negativamente sull’outcome dei pazienti critici in termini di tasso di mortalità e di complicanze (astenia, ritardata dimissione e recupero fisico funzionale, ridotta qualità della vita).2-5 Le differenti procedure terapeutiche adottate in terapia intensiva, come ad esempio tempi prolungati di ventilazione meccanica, emodialisi, ecc., possono peggiorare ed essere essi stessi causa di iponutrizione. 1 21/07/2021 09:47:19 Q̫La nutrizione artificiale nel paziente critico: fisiopatologia e indicazioni terapeutiche La nutrizione artificiale - bozza 2.pdf 5 Ne consegue che l’identificazione tempestiva di uno stato nutrizionale alterato e l’avvio rapido di un trattamento efficace siano cruciali per i pazienti nei gruppi a rischio di malnutrizione. Una buona assistenza nutrizionale rappresenta una parte vitale della gestione del paziente che si basa su un accurato screening delle condizioni nutrizionali, si concretizza nella programmazione di una strategia terapeutica in base al calcolo del fabbisogno calorico/proteico, in uno stretto monitoraggio del regime nutrizionale, fino alla gestione competente delle complicanze che possono subentrare durante il percorso terapeutico. La valutazione del rischio di malnutrizione nei pazienti critici, quindi, costituisce il primo passo per curare la denutrizione. Tuttavia, mentre la malnutrizione grave è facilmente riconoscibile, gli stati meno gravi, specialmente nei pazienti complessi, sono spesso riconosciuti solo in una fase avanzata della patologia. Al momento non c’è un consenso internazionale su quale sia lo strumento di screening più adatto per identificare i pazienti critici a rischio nutrizionale. Le linee guida ESPEN suggeriscono di considerare malnutrito ogni paziente ricoverato in per più di 48 ore in Terapia Intensiva. Gli score di valutazione considerati più adeguati per studiare dal punto di vista nutrizionale il paziente critico, in quanto comprensivi della valutazione della severità della patologia sottostante, sono il Nutrition Risk Screening 2002 (NRS-2002)7ed il Nutrition Risk in the Critically Ill (NUTRIC),8 nonché l’interpretazione dei parametri biochimici. Il Nutritional Risk Screening 2002 costituisce uno degli strumenti di screening raccomandati per rilevare la presenza di malnutrizione e il rischio di svilupparla in ambito ospedaliero e utilizza sia parametri nutrizionali quali il BMI, la perdita di peso negli ultimi tre mesi, la riduzione dell’assunzione di cibo nell’ultima settimana, che la severità della malattia grazie alla valutazione dell’APACHE II. Il Nutritional Risk Screening 2002 contiene gli Items del Malnutrition Universal Screening Tool (MUST) modificato in base alla classificazione della gravità della malattia e corretto in base all’età (se ≥70 anni), per garantire l’inclusione di tutte le possibili categorie di pazienti ospedalizzati.
Valutazione dello stato nutrizionale del paziente in ICU
Scarcella M
;
2021
Abstract
L’assunzione di alimenti e la nutrizione sono fondamentali per una buona salute e resistenza alle malattie.1 Sin dai tempi di Ippocrate, cominciò ad instaurarsi una crescente consapevolezza, sia nei medici che in tutto il personale sanitario, della relazione causale tra malnutrizione ed esito clinico. Allo stato attuale, la malnutrizione ospedaliera è ancora un problema comune: tra i pazienti ospedalizzati, la prevalenza stimata varia dal 30% in Europa al 33,6% in Cina al 44,0% negli Stati Uniti fino al 50% in America Latina.2-6 La più alta prevalenza di malnutrizione ospedaliera si osserva nei pazienti critici, geriatrici, oncologici e gastroenterologici: queste categorie di pazienti presentano fattori di rischio indipendenti quali l’età più elevata, la patologia oncologica o l’assunzione di numerosi farmaci. Oltre alle conseguenze fisiche e psicologiche, la malnutrizione presenta anche delle implicazioni economiche. È stato riportato che la durata della degenza ospedaliera risulta essere significativamente prolungata nei pazienti malnutriti, con conseguente aumento dei costi di trattamento dal 30% al 70% in più rispetto alla popolazione ospedaliera normonutrita. Se non trattato, lo stato di malnutrizione determina: • incremento del tasso di morbilità; • scarsaguarigionedelleferite; • aumentodelrischiodiinfezioni; • insufficienzamultiorgano; • incremento del tasso di mortalità; • incremento della durata della degenza ospedaliera; • incremento dei costi di trattamento. La malnutrizione causa un netto declino della salute e delle funzioni fisiche e psicologiche. La combinazione tra malnutrizione e gravità della malattia possono creare un circolo vizioso, che può essere superato soltanto trattando contemporaneamente la malattia sottostante e fornendo un adeguato supporto nutrizionale. Da un punto di vista metabolico, il paziente critico è caratterizzato da un incontrollato catabolismo associato ad una marcata resistenza ai segnali anabolici che determina significative variazioni nel metabolismo del glucosio, delle proteine e dei lipidi.1 La principale conseguenza di questi fisiologici cambiamenti è caratterizzata dalla perdita di massa magra, soprattutto a carico dei muscoli scheletrici, che si ripercuote negativamente sull’outcome dei pazienti critici in termini di tasso di mortalità e di complicanze (astenia, ritardata dimissione e recupero fisico funzionale, ridotta qualità della vita).2-5 Le differenti procedure terapeutiche adottate in terapia intensiva, come ad esempio tempi prolungati di ventilazione meccanica, emodialisi, ecc., possono peggiorare ed essere essi stessi causa di iponutrizione. 1 21/07/2021 09:47:19 Q̫La nutrizione artificiale nel paziente critico: fisiopatologia e indicazioni terapeutiche La nutrizione artificiale - bozza 2.pdf 5 Ne consegue che l’identificazione tempestiva di uno stato nutrizionale alterato e l’avvio rapido di un trattamento efficace siano cruciali per i pazienti nei gruppi a rischio di malnutrizione. Una buona assistenza nutrizionale rappresenta una parte vitale della gestione del paziente che si basa su un accurato screening delle condizioni nutrizionali, si concretizza nella programmazione di una strategia terapeutica in base al calcolo del fabbisogno calorico/proteico, in uno stretto monitoraggio del regime nutrizionale, fino alla gestione competente delle complicanze che possono subentrare durante il percorso terapeutico. La valutazione del rischio di malnutrizione nei pazienti critici, quindi, costituisce il primo passo per curare la denutrizione. Tuttavia, mentre la malnutrizione grave è facilmente riconoscibile, gli stati meno gravi, specialmente nei pazienti complessi, sono spesso riconosciuti solo in una fase avanzata della patologia. Al momento non c’è un consenso internazionale su quale sia lo strumento di screening più adatto per identificare i pazienti critici a rischio nutrizionale. Le linee guida ESPEN suggeriscono di considerare malnutrito ogni paziente ricoverato in per più di 48 ore in Terapia Intensiva. Gli score di valutazione considerati più adeguati per studiare dal punto di vista nutrizionale il paziente critico, in quanto comprensivi della valutazione della severità della patologia sottostante, sono il Nutrition Risk Screening 2002 (NRS-2002)7ed il Nutrition Risk in the Critically Ill (NUTRIC),8 nonché l’interpretazione dei parametri biochimici. Il Nutritional Risk Screening 2002 costituisce uno degli strumenti di screening raccomandati per rilevare la presenza di malnutrizione e il rischio di svilupparla in ambito ospedaliero e utilizza sia parametri nutrizionali quali il BMI, la perdita di peso negli ultimi tre mesi, la riduzione dell’assunzione di cibo nell’ultima settimana, che la severità della malattia grazie alla valutazione dell’APACHE II. Il Nutritional Risk Screening 2002 contiene gli Items del Malnutrition Universal Screening Tool (MUST) modificato in base alla classificazione della gravità della malattia e corretto in base all’età (se ≥70 anni), per garantire l’inclusione di tutte le possibili categorie di pazienti ospedalizzati.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


