La nutrizione artificiale è caratterizzata da un insieme di metodiche atte a consentire la nutri- zione di pazienti che non sono in grado, momentaneamente o permanentemente, di assumere alimenti per via orale o che non assumono un adeguato apporto nutritivo; essa vicaria impor- tanti funzioni fisiologiche ed è da considerare un trattamento medico sostitutivo al pari della ventilazione meccanica e dell’emodialisi. Indiscutibilmente, il metodo ottimale per somministrare nutrienti a un paziente con il tratto gastrointestinale funzionante è per via orale, tuttavia, qualora il paziente non riuscisse a soddi- sfare il fabbisogno calorico/proteico per il 60% per almeno 5 giorni, ci si avvale di tecniche di supplementazione nutrizionale orale, nutrizione enterale e/o di nutrizione parenterale.1 La nutrizione enterale è un tipo di nutrizione artificiale che prevede la somministrazione di alimenti attraverso il posizionamento di una sonda nell’apparato digerente del paziente che è impossibilitato a nutrirsi per via orale (Figura 3.1). Un’osservazione importante è che l’integrazione di miscele nutrizionali non sopprime in modo significativo l’assunzione spontanea di cibo. L’alimentazione enterale è preferita all’ali- mentazione parenterale in quanto è più fisiologica e presenta meno complicazioni. Si ritiene che l’apporto continuo di nutri- mento all’intestino aiuti a prevenire l’atrofia della mucosa, a diminuire la traslocazione di endotossine e a mantenere la funzione di bar- riera intestinale che, invece, potrebbe essere compromessa nei pazienti che ricevono nutri- zione parenterale1
Nutrizione artificiale enterale
Scarcella M
;
2021
Abstract
La nutrizione artificiale è caratterizzata da un insieme di metodiche atte a consentire la nutri- zione di pazienti che non sono in grado, momentaneamente o permanentemente, di assumere alimenti per via orale o che non assumono un adeguato apporto nutritivo; essa vicaria impor- tanti funzioni fisiologiche ed è da considerare un trattamento medico sostitutivo al pari della ventilazione meccanica e dell’emodialisi. Indiscutibilmente, il metodo ottimale per somministrare nutrienti a un paziente con il tratto gastrointestinale funzionante è per via orale, tuttavia, qualora il paziente non riuscisse a soddi- sfare il fabbisogno calorico/proteico per il 60% per almeno 5 giorni, ci si avvale di tecniche di supplementazione nutrizionale orale, nutrizione enterale e/o di nutrizione parenterale.1 La nutrizione enterale è un tipo di nutrizione artificiale che prevede la somministrazione di alimenti attraverso il posizionamento di una sonda nell’apparato digerente del paziente che è impossibilitato a nutrirsi per via orale (Figura 3.1). Un’osservazione importante è che l’integrazione di miscele nutrizionali non sopprime in modo significativo l’assunzione spontanea di cibo. L’alimentazione enterale è preferita all’ali- mentazione parenterale in quanto è più fisiologica e presenta meno complicazioni. Si ritiene che l’apporto continuo di nutri- mento all’intestino aiuti a prevenire l’atrofia della mucosa, a diminuire la traslocazione di endotossine e a mantenere la funzione di bar- riera intestinale che, invece, potrebbe essere compromessa nei pazienti che ricevono nutri- zione parenterale1I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


