MALNUTRIZIONE E CALORIMETRIA NEI PAZIENTI CRITICI > Marialaura Scarcella, Giuseppe Fratini, Maria Chiara Ranucci, Mauro Scimmi La malnutrizione è una condizione di alterazione funzionale, strutturale e di sviluppo dell’or- ganismo conseguente allo squilibrio tra fabbisogni, introiti ed utilizzo dei nutrienti, tale da comportare un eccesso di morbilità e mortalità o un’alterazione della qualità della vita. La prevalenza negli ospedali è superiore al 25-30% e varia in relazione alle caratteristiche ed alla severità della patologia. Numerosi studi indicano inoltre un deterioramento dello stato nutrizionale entro due settimane dal ricovero in circa il 60% dei pazienti, dei quali circa il 39% sottoposti a chirurgia addominale o toracica e il 43% dei pazienti ricoverati in terapia intensiva.1 La malnutrizione nel paziente critico o semplicemente ricoverato in ospedale è molto co- mune sia per la prescrizione inadeguata che per la difficoltà di raggiungere il target nutri- zionale preposto2 pertanto include le alterazioni derivanti da carente o eccessivo apporto di nutrienti, o da alterato metabolismo degli stessi.3 Un bilancio energetico negativo nel paziente critico è associato al deterioramento della massa magra corporea, al ritardo nella guarigione delle ferite, alla debolezza dei muscoli respi- ratori, all’aumento dei giorni di degenza, all’aumento dell’incidenza delle infezioni con insuffi- cienza d’organo, al prolungamento del tempo di ventilazione meccanica ed infine all’aumento della morbilità e mortalità.4 Nel passato le linee guida indirizzavano ad un supporto terapeutico nutrizionale elevato rispetto al reale Resting Energy Expenditure (REE) con l’intento di prevenire la malnutrizione e la perdita muscolare. Ad oggi, diversi studi hanno dimostrato come l’iperalimentazione, corrispondente al surplus calorico del 110% delle calorie necessarie rispetto al fabbisogno è controindicato poiché è causa di iperglicemia, steatosi epatica, aumento dell’azotemia e iper- capnia, produzione di radicali liberi, aumento della mortalità e morbilità.5, 6 La nutrizione è quindi a tutti gli effetti una terapia e come tale deve essere ottimizzata e adattata al singolo paziente. Infatti, le evidenze dimostrano che uno stato di malnutrizione, spesso presente nei pazienti critici, porta ad un aumento della mortalità e peggioramento dell’outcome7 per la difficoltà di calcolare l’esatta necessità calorica del paziente sia durante la fase critica che durante la convalescenza a causa delle numerose variabili che influenzano l’Energy Expenditure (EE). Risulta, pertanto, complesso impostare una terapia nutrizionale adeguata ed individualizza- ta, pur tuttavia cruciale alla cura globale del paziente. Le linee guida più recenti considerano la calorimetria indiretta la metodica gold standard per raggiungere questo obiettivo, utilizzandola quando disponibile.8, 9 La nutrizione artificiale - bozza 2.pdf 15 001_224 vol_ Scarcella bz2.indd 11 21/07/2021 30/06/21 09:47:20 11 11.35.15

Malnutrizione e calorimetria nei pazienti critici

Scarcella M
;
2021

Abstract

MALNUTRIZIONE E CALORIMETRIA NEI PAZIENTI CRITICI > Marialaura Scarcella, Giuseppe Fratini, Maria Chiara Ranucci, Mauro Scimmi La malnutrizione è una condizione di alterazione funzionale, strutturale e di sviluppo dell’or- ganismo conseguente allo squilibrio tra fabbisogni, introiti ed utilizzo dei nutrienti, tale da comportare un eccesso di morbilità e mortalità o un’alterazione della qualità della vita. La prevalenza negli ospedali è superiore al 25-30% e varia in relazione alle caratteristiche ed alla severità della patologia. Numerosi studi indicano inoltre un deterioramento dello stato nutrizionale entro due settimane dal ricovero in circa il 60% dei pazienti, dei quali circa il 39% sottoposti a chirurgia addominale o toracica e il 43% dei pazienti ricoverati in terapia intensiva.1 La malnutrizione nel paziente critico o semplicemente ricoverato in ospedale è molto co- mune sia per la prescrizione inadeguata che per la difficoltà di raggiungere il target nutri- zionale preposto2 pertanto include le alterazioni derivanti da carente o eccessivo apporto di nutrienti, o da alterato metabolismo degli stessi.3 Un bilancio energetico negativo nel paziente critico è associato al deterioramento della massa magra corporea, al ritardo nella guarigione delle ferite, alla debolezza dei muscoli respi- ratori, all’aumento dei giorni di degenza, all’aumento dell’incidenza delle infezioni con insuffi- cienza d’organo, al prolungamento del tempo di ventilazione meccanica ed infine all’aumento della morbilità e mortalità.4 Nel passato le linee guida indirizzavano ad un supporto terapeutico nutrizionale elevato rispetto al reale Resting Energy Expenditure (REE) con l’intento di prevenire la malnutrizione e la perdita muscolare. Ad oggi, diversi studi hanno dimostrato come l’iperalimentazione, corrispondente al surplus calorico del 110% delle calorie necessarie rispetto al fabbisogno è controindicato poiché è causa di iperglicemia, steatosi epatica, aumento dell’azotemia e iper- capnia, produzione di radicali liberi, aumento della mortalità e morbilità.5, 6 La nutrizione è quindi a tutti gli effetti una terapia e come tale deve essere ottimizzata e adattata al singolo paziente. Infatti, le evidenze dimostrano che uno stato di malnutrizione, spesso presente nei pazienti critici, porta ad un aumento della mortalità e peggioramento dell’outcome7 per la difficoltà di calcolare l’esatta necessità calorica del paziente sia durante la fase critica che durante la convalescenza a causa delle numerose variabili che influenzano l’Energy Expenditure (EE). Risulta, pertanto, complesso impostare una terapia nutrizionale adeguata ed individualizza- ta, pur tuttavia cruciale alla cura globale del paziente. Le linee guida più recenti considerano la calorimetria indiretta la metodica gold standard per raggiungere questo obiettivo, utilizzandola quando disponibile.8, 9 La nutrizione artificiale - bozza 2.pdf 15 001_224 vol_ Scarcella bz2.indd 11 21/07/2021 30/06/21 09:47:20 11 11.35.15
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