Il contributo prende le mosse da uno studio in corso nella città di Perugia, sviluppato nell’ambito del Progetto di Rilevanza Nazionale S.E.L.F. – Stories of Exclusion and Living Freedom. Archives of sorrow and ethnographies of hidden subversion in mental health institutions: exploring the intersectionality of subalternities. La ricerca, concentrandosi su trasformazioni e ridislocazioni di istituzioni, microterritori e comunità nel tempo e nello spazio, si articola tra etnografia urbana e indagine d’archivio. Gli archivi “fanno” e sono territori, riuniscono tracce e le sommergono. Tracce che, per essere presupposto dell’archivio, devono essere politicamente sotto controllo: organizzate e appropriate, le tracce lavorano nel definire memorie individuali e collettive. In quanto principio di selezione e riunione, l’archivio può essere considerato gesto di potere che delimita e conserva, sceglie e istituisce un’organizzazione, modellando territori e memorie. Il contributo presenta un percorso che accompagna le pratiche non discorsive e gli archivi di alcune istituzioni e reti di cura della città di Perugia – ex Ospedale Psichiatrico Santa Margherita, Centro di Salute Mentale, Centro a Bassa Soglia – seguendone le tracce e le traiettorie spaziotemporali. Percorrendo esperienze passate e presenti dei Servizi di salute dell’area urbana, l’etnografia traccia inscrizioni nello spostamento, rileva e attraversa faglie, stratificazioni e sovrapposizioni di competenze, saperi locali e poteri. Il progetto consente di esplorare i processi di conservazione e dislocazione materiale e architettonica della memoria, interrogandosi sulla possibile tutela ed “esposizione” di forme di rammemorazione collettive e pubbliche. Lo scopo perseguito collaborativamente con gli attori sociali coinvolti nella ricerca è riflettere sui modi in cui tracce organizzate e disorganizzate possono lavorare gli spazi pubblici, indicando e richiamando specifiche dimensioni politiche.
Tracce, territori, architetture. Traiettorie etnografiche fra archivi istituzionali e spazio pubblico
Massimiliano Minelli
;Giulia Nistri
2026
Abstract
Il contributo prende le mosse da uno studio in corso nella città di Perugia, sviluppato nell’ambito del Progetto di Rilevanza Nazionale S.E.L.F. – Stories of Exclusion and Living Freedom. Archives of sorrow and ethnographies of hidden subversion in mental health institutions: exploring the intersectionality of subalternities. La ricerca, concentrandosi su trasformazioni e ridislocazioni di istituzioni, microterritori e comunità nel tempo e nello spazio, si articola tra etnografia urbana e indagine d’archivio. Gli archivi “fanno” e sono territori, riuniscono tracce e le sommergono. Tracce che, per essere presupposto dell’archivio, devono essere politicamente sotto controllo: organizzate e appropriate, le tracce lavorano nel definire memorie individuali e collettive. In quanto principio di selezione e riunione, l’archivio può essere considerato gesto di potere che delimita e conserva, sceglie e istituisce un’organizzazione, modellando territori e memorie. Il contributo presenta un percorso che accompagna le pratiche non discorsive e gli archivi di alcune istituzioni e reti di cura della città di Perugia – ex Ospedale Psichiatrico Santa Margherita, Centro di Salute Mentale, Centro a Bassa Soglia – seguendone le tracce e le traiettorie spaziotemporali. Percorrendo esperienze passate e presenti dei Servizi di salute dell’area urbana, l’etnografia traccia inscrizioni nello spostamento, rileva e attraversa faglie, stratificazioni e sovrapposizioni di competenze, saperi locali e poteri. Il progetto consente di esplorare i processi di conservazione e dislocazione materiale e architettonica della memoria, interrogandosi sulla possibile tutela ed “esposizione” di forme di rammemorazione collettive e pubbliche. Lo scopo perseguito collaborativamente con gli attori sociali coinvolti nella ricerca è riflettere sui modi in cui tracce organizzate e disorganizzate possono lavorare gli spazi pubblici, indicando e richiamando specifiche dimensioni politiche.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


