Il volume presenta i risultati delle analisi sui nove piani strategici integrati che hanno ottenuto il formale riconoscimento di distretti del cibo dalla Regione Umbria. Si è scelto poi di dedicare un capitolo al primo distretto rurale italiano, il Distretto Rurale della Maremma, restituendo per la prima volta il quadro completo della pionieristica esperienza maremmana. La ricerca è il primo studio scientifico italiano dedicato alle strategie distrettuali dell’Umbria ed è stata realizzata attraverso documenti originali e interviste ai promotori dei distretti del cibo. Questo lavoro di ricerca dimostra che i piani strategici dei distretti del cibo dell’Umbria perseguono il fine della rigenerazione territoriale attraverso l’ottica spazialista, secondo cui la ragione del benessere della collettività risiede anche nelle qualità dei territori. In questo senso, la ricerca mostra che la missione dei distretti del cibo è la costruzione di un’atmosfera agricolo-rurale che serve a preservare e valorizzare le agro-biodiversità attraverso il lavoro degli agricoltori che coltivano, trasformano, producono e promuovono il cibo. Sotto questo profilo, l’esperienza dell’Umbria mostra che le attività agricole non sono più circoscritte alla sola produzione di compositi panieri di beni alimentari e servizi nelle aree agro-rurali. Esse sono piuttosto proiettate verso dinamiche di modernizzazione della ruralità che si estendono fin dentro i contesti urbani. Si tratta di una sfida politica e istituzionale finalizzata a generare nuove forme di scambio tra aspetti relazionali e spaziali, che va affrontata nella consapevolezza che i territori dei distretti del cibo sono sistemi adattativi complessi, vale a dire sistemi che non mirano a collocare in maniera statica nuove funzioni sul territorio, ma al contrario cercano di innescare processi cumulativi di conoscenza condivisa e soprattutto non forzante, che mantiene la specificità dei territori e le ragioni del benessere della collettività.

I distretti del cibo in Umbria Visioni di lungo termine per la rigenerazione dei territori

Luca Fondacci
2026

Abstract

Il volume presenta i risultati delle analisi sui nove piani strategici integrati che hanno ottenuto il formale riconoscimento di distretti del cibo dalla Regione Umbria. Si è scelto poi di dedicare un capitolo al primo distretto rurale italiano, il Distretto Rurale della Maremma, restituendo per la prima volta il quadro completo della pionieristica esperienza maremmana. La ricerca è il primo studio scientifico italiano dedicato alle strategie distrettuali dell’Umbria ed è stata realizzata attraverso documenti originali e interviste ai promotori dei distretti del cibo. Questo lavoro di ricerca dimostra che i piani strategici dei distretti del cibo dell’Umbria perseguono il fine della rigenerazione territoriale attraverso l’ottica spazialista, secondo cui la ragione del benessere della collettività risiede anche nelle qualità dei territori. In questo senso, la ricerca mostra che la missione dei distretti del cibo è la costruzione di un’atmosfera agricolo-rurale che serve a preservare e valorizzare le agro-biodiversità attraverso il lavoro degli agricoltori che coltivano, trasformano, producono e promuovono il cibo. Sotto questo profilo, l’esperienza dell’Umbria mostra che le attività agricole non sono più circoscritte alla sola produzione di compositi panieri di beni alimentari e servizi nelle aree agro-rurali. Esse sono piuttosto proiettate verso dinamiche di modernizzazione della ruralità che si estendono fin dentro i contesti urbani. Si tratta di una sfida politica e istituzionale finalizzata a generare nuove forme di scambio tra aspetti relazionali e spaziali, che va affrontata nella consapevolezza che i territori dei distretti del cibo sono sistemi adattativi complessi, vale a dire sistemi che non mirano a collocare in maniera statica nuove funzioni sul territorio, ma al contrario cercano di innescare processi cumulativi di conoscenza condivisa e soprattutto non forzante, che mantiene la specificità dei territori e le ragioni del benessere della collettività.
2026
9788876032745
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11391/1619034
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