Fin dall'Unità d'Italia la normativa contabile mostra la tendenza ad uniformare le regole proprie degli enti pubblici a quelle del bilancio statale, con la principale finalità di controllare la quantità della spesa. Il legislatore non è però riuscito ad impedire il formarsi e il permanere dei c.d. dialetti contabili, che hanno manifestato la loro inadeguatezza a fronte dell'esigenza di aggregare dati da valutare per il rispetto dei vincoli europei (capp. I e II). L'armonizzazione dei bilanci pubblici ha la finalità di costruire un linguaggio contabile comune a tutto il comparto delle pubbliche amministrazioni, producendo dati omogenei per i quadri di bilancio valutati a livello europeo e potenziando il valore del bilancio come "bene pubblico" (cap. III). In questo contesto, i principi contabili assumono un ruolo fondamentale, secondo il modello degli standards, europei e nazionali, applicati ai bilanci societari. Il processo osmotico di quei principi dalla contabilità delle imprese alla contabilità pubblica - che emerge dal diritto positivo e dalla giurisprudenza costituzionale - incide su tutte le componenti dei sistemi di bilancio, oltre che sul rapporto tra Stato e autonomie. Questo processo, ancora in itinere e volto all'introduzione della contabilità accrual, dovrebbe tuttavia corrispondere alle funzioni proprie dell'armonizzazione, garantendo non solo l'equilibrio di bilancio, ma anche il principio di democraticità, l'equità tra generazioni e l'accountability complessiva del settore pubblico (cap. IV).
Profili giuridici dell'armonizzazione contabile
Livia Mercati
2026
Abstract
Fin dall'Unità d'Italia la normativa contabile mostra la tendenza ad uniformare le regole proprie degli enti pubblici a quelle del bilancio statale, con la principale finalità di controllare la quantità della spesa. Il legislatore non è però riuscito ad impedire il formarsi e il permanere dei c.d. dialetti contabili, che hanno manifestato la loro inadeguatezza a fronte dell'esigenza di aggregare dati da valutare per il rispetto dei vincoli europei (capp. I e II). L'armonizzazione dei bilanci pubblici ha la finalità di costruire un linguaggio contabile comune a tutto il comparto delle pubbliche amministrazioni, producendo dati omogenei per i quadri di bilancio valutati a livello europeo e potenziando il valore del bilancio come "bene pubblico" (cap. III). In questo contesto, i principi contabili assumono un ruolo fondamentale, secondo il modello degli standards, europei e nazionali, applicati ai bilanci societari. Il processo osmotico di quei principi dalla contabilità delle imprese alla contabilità pubblica - che emerge dal diritto positivo e dalla giurisprudenza costituzionale - incide su tutte le componenti dei sistemi di bilancio, oltre che sul rapporto tra Stato e autonomie. Questo processo, ancora in itinere e volto all'introduzione della contabilità accrual, dovrebbe tuttavia corrispondere alle funzioni proprie dell'armonizzazione, garantendo non solo l'equilibrio di bilancio, ma anche il principio di democraticità, l'equità tra generazioni e l'accountability complessiva del settore pubblico (cap. IV).I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


