Quando, nel gennaio del 1935, venne chiamato come ministro della Giustizia, Arrigo Solmi vantava una consolidata reputazione di storico del diritto. Sulla scorta di una conoscenza di lunga data, Mussolini riponeva in lui una profonda fiducia. Durante il suo ministero venne accantonato il progetto italo-francese delle obbligazioni e si diede nuovo impulso alla redazione del codice civile, il cui primo libro entrò in vigore nel luglio 1939. Promosse il progetto, non andato in porto, di un nuovo codice di procedura civile teso ad accentuare il carattere pubblico del processo e attuò alcuni interventi di riforma dell’ordinamento giudiziario. Prese il suo nome la Commissione che disegnò la Camera dei fasci e delle corporazioni, che pure non approvò alcune sue proposte. Da ministro firmò il decreto del 17 novembre 1938 con il quale fu varata la legislazione di difesa della razza: un’adesione che non si esaurì nell’atto formale giacché anche dopo la rimozione dall’incarico, avvenuta l’11 giugno 1939, Solmi continuò a spendersi per dimostrare la validità di quella scelta.

Uno storico del diritto prestato alla Giustizia: Arrigo Solmi

Mura Eloisa
2026

Abstract

Quando, nel gennaio del 1935, venne chiamato come ministro della Giustizia, Arrigo Solmi vantava una consolidata reputazione di storico del diritto. Sulla scorta di una conoscenza di lunga data, Mussolini riponeva in lui una profonda fiducia. Durante il suo ministero venne accantonato il progetto italo-francese delle obbligazioni e si diede nuovo impulso alla redazione del codice civile, il cui primo libro entrò in vigore nel luglio 1939. Promosse il progetto, non andato in porto, di un nuovo codice di procedura civile teso ad accentuare il carattere pubblico del processo e attuò alcuni interventi di riforma dell’ordinamento giudiziario. Prese il suo nome la Commissione che disegnò la Camera dei fasci e delle corporazioni, che pure non approvò alcune sue proposte. Da ministro firmò il decreto del 17 novembre 1938 con il quale fu varata la legislazione di difesa della razza: un’adesione che non si esaurì nell’atto formale giacché anche dopo la rimozione dall’incarico, avvenuta l’11 giugno 1939, Solmi continuò a spendersi per dimostrare la validità di quella scelta.
2026
979-12-5977-621-1
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11391/1622392
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