Il saggio ha evidenziato come, in Italia, le pratiche del camminare siano arrivate negli ultimi anni all’apice del loro successo. Il saggio sottolinea come la presenza di cammini determini un impatto positivo sul territorio non solo per l’incremento di flussi turistici e la presenza di benefici economici, ma anche per rafforzare l’identità territoriale dei luoghi attraversati dal percorso. I cammini stanno diventando sempre di più una possibilità di conoscenza e riscoperta di interi territori, soprattutto per le aree interne, che hanno visto privilegiare le pratiche di turismo lento. Il caso di studio presentato conferma l’importanza strategica dei cammini per i territori attraversati, evidenziandone il potenziale di innovazione sociale e culturale. Il lavoro ha inoltre evidenziato come il paradigma della lentezza accompagni le dinamiche descritte, permettendo infatti di rendere evidenti i cambiamenti nelle modalità di conoscenza, rappresentazione e valorizzazione dei luoghi e delle comunità locali coinvolte nel turismo dei cammini. Allo stesso modo si è fatto riferimento alla socialità come parte fondamentale dell’esperienza turistica: l’incontro con altri camminatori e con le comunità locali diventa infatti un momento importante di crescita collettiva e personale. La crescita del settore ha trovato anche conferma nelle aree appenniniche bolognesi, grazie anche ad un investimento più ampio in tutto il territorio metropolitano ma anche ad una combinazione di circostanze favorevoli. In questo contesto i percorsi, i servizi ed i flussi di turisti sono in aumento e la Via degli Dei è il primo e il più frequentato cammino del territorio, con una crescita importante soprattutto negli ultimi anni ed un chiaro impatto sulle località che attraversa, come quella di Madonna dei Fornelli che è stata oggetto di analisi del presente lavoro.
Tra socialità e lentezza: il ruolo dei cammini per i territori appenninici. Il caso della Via degli Dei
Paola de Salvo
;
2025
Abstract
Il saggio ha evidenziato come, in Italia, le pratiche del camminare siano arrivate negli ultimi anni all’apice del loro successo. Il saggio sottolinea come la presenza di cammini determini un impatto positivo sul territorio non solo per l’incremento di flussi turistici e la presenza di benefici economici, ma anche per rafforzare l’identità territoriale dei luoghi attraversati dal percorso. I cammini stanno diventando sempre di più una possibilità di conoscenza e riscoperta di interi territori, soprattutto per le aree interne, che hanno visto privilegiare le pratiche di turismo lento. Il caso di studio presentato conferma l’importanza strategica dei cammini per i territori attraversati, evidenziandone il potenziale di innovazione sociale e culturale. Il lavoro ha inoltre evidenziato come il paradigma della lentezza accompagni le dinamiche descritte, permettendo infatti di rendere evidenti i cambiamenti nelle modalità di conoscenza, rappresentazione e valorizzazione dei luoghi e delle comunità locali coinvolte nel turismo dei cammini. Allo stesso modo si è fatto riferimento alla socialità come parte fondamentale dell’esperienza turistica: l’incontro con altri camminatori e con le comunità locali diventa infatti un momento importante di crescita collettiva e personale. La crescita del settore ha trovato anche conferma nelle aree appenniniche bolognesi, grazie anche ad un investimento più ampio in tutto il territorio metropolitano ma anche ad una combinazione di circostanze favorevoli. In questo contesto i percorsi, i servizi ed i flussi di turisti sono in aumento e la Via degli Dei è il primo e il più frequentato cammino del territorio, con una crescita importante soprattutto negli ultimi anni ed un chiaro impatto sulle località che attraversa, come quella di Madonna dei Fornelli che è stata oggetto di analisi del presente lavoro.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


