Il presente contributo, nel leggere la città di Perugia, cercherà di rompere con una lettura “a spicchi” del territorio, cioè che provi a descriverne a fondo solo uno specifico aspetto anziché un altro. Si tenterà di fare questo attraverso un esercizio di tecnica della ricerca sociale tratto dalla cassetta degli attrezzi metodologica dei sociologi del territorio. Si vuole quindi proporre una meta-lettura delle ricerche proposte all’interno del volume Perugia. Fragilità, trasformazioni e socialità,tra parole e luce, nella speranza di amplificarne la portata e di moltiplicarne la capacità comunicativa, trasformando la voce degli autori e delle autrici che sono intervenuti nelle pagine precedenti e arricchendo il plateau di conoscenze sulla città che hanno condiviso. L’intento, inoltre, è quello di valorizzare maggiormente l’agency dell’ambiente naturale e costruito di Perugia, suggerendo, in trasparenza, la visione di un territorio profondamente connesso all’essere umano. Questo tipo di lettura è ben diverso da quello posto per lungo tempo dal paradigma naturalista, dove ambiente e territorio avevano, piuttosto, il ruolo di massa, di materia passiva di fronte al potere demiurgico dell’essere umano
PERUGIA È UNICA? LA COMPRENSIONE DELLA CITTÀ A CONFRONTO DI METODI E TEORIE
Paola de Salvo
;Marco Pizzi
2025
Abstract
Il presente contributo, nel leggere la città di Perugia, cercherà di rompere con una lettura “a spicchi” del territorio, cioè che provi a descriverne a fondo solo uno specifico aspetto anziché un altro. Si tenterà di fare questo attraverso un esercizio di tecnica della ricerca sociale tratto dalla cassetta degli attrezzi metodologica dei sociologi del territorio. Si vuole quindi proporre una meta-lettura delle ricerche proposte all’interno del volume Perugia. Fragilità, trasformazioni e socialità,tra parole e luce, nella speranza di amplificarne la portata e di moltiplicarne la capacità comunicativa, trasformando la voce degli autori e delle autrici che sono intervenuti nelle pagine precedenti e arricchendo il plateau di conoscenze sulla città che hanno condiviso. L’intento, inoltre, è quello di valorizzare maggiormente l’agency dell’ambiente naturale e costruito di Perugia, suggerendo, in trasparenza, la visione di un territorio profondamente connesso all’essere umano. Questo tipo di lettura è ben diverso da quello posto per lungo tempo dal paradigma naturalista, dove ambiente e territorio avevano, piuttosto, il ruolo di massa, di materia passiva di fronte al potere demiurgico dell’essere umanoI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


