Il contributo affronta il tema delle origini degli Etruschi, riesaminando criticamente le principali interpretazioni formulate dall’antichità fino agli studi più recenti. Le tradizioni letterarie di Erodoto, Dionigi di Alicarnasso ed Ellanico di Lesbo, rispettivamente favorevoli a un’origine lidia, autoctona o pelasgica, vengono considerate non come testimonianze storiche oggettive, ma come costruzioni ideologiche legate a specifiche esigenze politiche, culturali e identitarie. Il dibattito moderno ha ripreso tali prospettive, elaborando tre grandi teorie: orientale, settentrionale e autoctonista. I dati archeologici mostrano tuttavia una sostanziale continuità tra la cultura protovillanoviana, quella villanoviana e la successiva civiltà etrusca, pur all’interno di un sistema di intensi rapporti con l’Europa centrale e il Mediterraneo orientale. Eventuali apporti esterni devono pertanto essere interpretati come il risultato di contatti, mobilità di piccoli gruppi e processi di interazione, non come l’esito di migrazioni massicce. In questa prospettiva, decisivo appare il modello elaborato da Massimo Pallottino, che sostituì alla ricerca di un’origine unica lo studio del processo storico di formazione del popolo etrusco. Anche le indagini genetiche più recenti sembrano confermare una prevalente continuità con le popolazioni dell’Italia centrale dell’età del Bronzo. La questione non riguarda dunque tanto la provenienza degli Etruschi, quanto le dinamiche culturali, sociali e linguistiche attraverso le quali essi costruirono nel tempo la propria identità.
Le origini degli Etruschi
L. Fiorini
2026
Abstract
Il contributo affronta il tema delle origini degli Etruschi, riesaminando criticamente le principali interpretazioni formulate dall’antichità fino agli studi più recenti. Le tradizioni letterarie di Erodoto, Dionigi di Alicarnasso ed Ellanico di Lesbo, rispettivamente favorevoli a un’origine lidia, autoctona o pelasgica, vengono considerate non come testimonianze storiche oggettive, ma come costruzioni ideologiche legate a specifiche esigenze politiche, culturali e identitarie. Il dibattito moderno ha ripreso tali prospettive, elaborando tre grandi teorie: orientale, settentrionale e autoctonista. I dati archeologici mostrano tuttavia una sostanziale continuità tra la cultura protovillanoviana, quella villanoviana e la successiva civiltà etrusca, pur all’interno di un sistema di intensi rapporti con l’Europa centrale e il Mediterraneo orientale. Eventuali apporti esterni devono pertanto essere interpretati come il risultato di contatti, mobilità di piccoli gruppi e processi di interazione, non come l’esito di migrazioni massicce. In questa prospettiva, decisivo appare il modello elaborato da Massimo Pallottino, che sostituì alla ricerca di un’origine unica lo studio del processo storico di formazione del popolo etrusco. Anche le indagini genetiche più recenti sembrano confermare una prevalente continuità con le popolazioni dell’Italia centrale dell’età del Bronzo. La questione non riguarda dunque tanto la provenienza degli Etruschi, quanto le dinamiche culturali, sociali e linguistiche attraverso le quali essi costruirono nel tempo la propria identità.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


