Tra i tanti fenomeni innescati dalla Controriforma vi è la ricerca di nuovi canali, da parte della Chiesa, per comunicare più efficacemente con i fedeli attraverso una lenta e profonda rielaborazione degli "strumenti" impiegati. In questo contesto acquisirono centralità nel mondo cattolico alcuni potenti collettori di "attenzione devozionale": corpi santi e sacre immagini. Seguendo le tracce di tali potenti catalizzatori, il presente volume intende ricostruire alcuni percorsi tracciati dalla Controriforma, tra Cinque e Settecento, nelle diocesi meridionali dell'Umbria, cercando di riscoprire attraverso quali canali passò il processo, anche emotivo, di riattivazione dei contatti tra centro e periferia, tra istituzioni e fedeli. Il "minio" e il "sangue" alludono al nuovo valore dato al corpo dei martiri come strumento utilizzato per dare consistenza visiva ai testi agiografici, come pigmento per scrivere le nuove storie, come calda pittura che rigava il corpo di chi sceglieva di trasformarsi in una vivente immagine di Cristo.

Col minio e col sangue. Percorsi della Controriforma. Le diocesi dell’Umbria meridionale

COLETTI, Chiara
2007

Abstract

Tra i tanti fenomeni innescati dalla Controriforma vi è la ricerca di nuovi canali, da parte della Chiesa, per comunicare più efficacemente con i fedeli attraverso una lenta e profonda rielaborazione degli "strumenti" impiegati. In questo contesto acquisirono centralità nel mondo cattolico alcuni potenti collettori di "attenzione devozionale": corpi santi e sacre immagini. Seguendo le tracce di tali potenti catalizzatori, il presente volume intende ricostruire alcuni percorsi tracciati dalla Controriforma, tra Cinque e Settecento, nelle diocesi meridionali dell'Umbria, cercando di riscoprire attraverso quali canali passò il processo, anche emotivo, di riattivazione dei contatti tra centro e periferia, tra istituzioni e fedeli. Il "minio" e il "sangue" alludono al nuovo valore dato al corpo dei martiri come strumento utilizzato per dare consistenza visiva ai testi agiografici, come pigmento per scrivere le nuove storie, come calda pittura che rigava il corpo di chi sceglieva di trasformarsi in una vivente immagine di Cristo.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11391/165502
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