La secolarizzazione, quale categoria interpretativa del moderno, sembra ormai un’idea usurata. Un pensatore come Pascal, con il suo giansenismo, versione radicalizzata del cristianesimo, può però essere interpretato come il latore di un problema radicale per l’intera filosofia moderna. Infatti quest’ultima è segnata dal venir meno dello sfondo metafisico fornito, sia nella linea agostiniana sia in quella tomista, dall’ontologia della “partecipatio”. Ne risulta un “acosmismo antropologico” che, per Hans Jonas, è il fattore che consente di collegare, nel segno del “nichilismo”, la situazione spirituale e culturale entro la quale opera Pascal con quella che vede la nascita e lo sviluppo dell’esistenzialismo, esaminato nel libro attraverso la riflessione di Albert Camus. Stando così le cose, in che modo è possibile riguadagnare un fondamento e una giustificazione del Bene? In che rapporto si pone questa nuova giustificazione - che richiede un radicale ripensamento del rapporto fra trascendenza, storia e politica - con un tema cruciale come quello dell’identità del soggetto, della natura del legame intersoggettivo, della costituzione stessa dell’ordine politico? Sono questi gli argomenti centrali del libro, nella trattazione dei quali il riferimento ai testi classici della filosofia si intreccia con il ricorso a generi di scrittura, come l’autobiografia (Agostino e Rousseau), che si dimostrano riferimenti preziosi anche per la riflessione politica

"L'impronta di ciò che è umano". Saggi di filosofia

GATTI, Roberto
2006

Abstract

La secolarizzazione, quale categoria interpretativa del moderno, sembra ormai un’idea usurata. Un pensatore come Pascal, con il suo giansenismo, versione radicalizzata del cristianesimo, può però essere interpretato come il latore di un problema radicale per l’intera filosofia moderna. Infatti quest’ultima è segnata dal venir meno dello sfondo metafisico fornito, sia nella linea agostiniana sia in quella tomista, dall’ontologia della “partecipatio”. Ne risulta un “acosmismo antropologico” che, per Hans Jonas, è il fattore che consente di collegare, nel segno del “nichilismo”, la situazione spirituale e culturale entro la quale opera Pascal con quella che vede la nascita e lo sviluppo dell’esistenzialismo, esaminato nel libro attraverso la riflessione di Albert Camus. Stando così le cose, in che modo è possibile riguadagnare un fondamento e una giustificazione del Bene? In che rapporto si pone questa nuova giustificazione - che richiede un radicale ripensamento del rapporto fra trascendenza, storia e politica - con un tema cruciale come quello dell’identità del soggetto, della natura del legame intersoggettivo, della costituzione stessa dell’ordine politico? Sono questi gli argomenti centrali del libro, nella trattazione dei quali il riferimento ai testi classici della filosofia si intreccia con il ricorso a generi di scrittura, come l’autobiografia (Agostino e Rousseau), che si dimostrano riferimenti preziosi anche per la riflessione politica
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11391/168858
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