Le aggregazioni, le intese, gli accordi e, in generale, tutte le forme di collaborazione interaziendale, compresi i gruppi, rappresentano un’irrinunciabile opportunità per le imprese, affinché possano competere su mercati sempre più vasti e concorrenziali. In un mondo complesso, dinamico e ricco di “agguerriti” antagonisti, è meglio non muoversi da soli, ma è indispensabile, per il raggiungimento o il mantenimento delle condizioni di equilibrio, elaborare strategie dirette all’unione economica (e a volte giuridica) delle idee, delle forze, delle strutture operative e organizzative. Tale realtà interessa, evidentemente, anche le cooperative che, ormai da molti anni, operano in piena e diretta concorrenza con le imprese capitalistiche in un mercato più ampio e con tassi sempre più elevati di sviluppo tecnologico, puntando a conseguire la massima competitività, migliorando la qualità della propria attività e massimizzando l’efficienza, mediante forme organizzative più adeguate e moderne. Insomma, esse stanno affrontando e cercando di risolvere i delicati problemi riguardanti la ricerca di maggiori dimensioni aziendali, e ciò anche attraverso la conclusione di intese e la stipula di accordi sia con altre imprese mutualistiche che con quelle lucrative, fino alla formazione di veri e propri gruppi. Il lavoro, che intende individuare quelle che sono le peculiarità delle varie forme organizzative interaziendali allorquando vi partecipano le imprese cooperative, si articola in tre parti. Nella prima, a carattere introduttivo e generale, vengono – in estrema sintesi – rappresentate e descritte, sia da un punto di vista economico-aziendale che giuridico, le varie collaborazioni interaziendali, che vanno dalle aggregazioni informali, prive di qualsiasi collegamento di tipo giuridico, alle aggregazioni formali su base negoziale, in cui la stabilità dell’intesa viene garantita dalla stipula di un contratto, e su base patrimoniale, caratterizzate dalla acquisizione di quote di capitale in altre società. Nella seconda parte, più specifica, si entra nel merito degli accordi fra imprese cooperative, analizzando le differenti opportunità che vengono offerte: dal consorzio alla partecipazione in società lucrative, fino alla costituzione del “gruppo cooperativo paritetico”. L’analisi mira a verificare se le diverse forme associative sono o meno compatibili con il perseguimento dello scopo mutualistico, se possono venire pregiudicati i principi che ne guidano da sempre la gestione e l’amministrazione e se si rischia di compromettere i rapporti con i soci cooperatori. Infine, nella terza viene sviluppato il tema dell’informativa contabile dei “gruppi cooperativi”, chiamati a presentare, al pari delle imprese capitalistiche, il proprio bilancio consolidato che, come è noto, ha un’indiscutibile maggiore capacità comunicativa rispetto a quello di esercizio dell’impresa madre, assolutamente inadeguato a rappresentare la situazione e gli andamenti del gruppo nel suo complesso e nella sua unitarietà. Pertanto, viene descritto il processo di formazione del consolidato, mediante l’illustrazione dei principi generali, dei documenti che lo compongono e dei differenti metodi di aggregazione dei dati, con uno spazio dedicato alle principali novità legate all’adozione dei principi contabili internazionali.

Le aggregazioni ed i gruppi cooperativi. Forme organizzative e informativa di bilancio

MARI, Libero Mario
2005

Abstract

Le aggregazioni, le intese, gli accordi e, in generale, tutte le forme di collaborazione interaziendale, compresi i gruppi, rappresentano un’irrinunciabile opportunità per le imprese, affinché possano competere su mercati sempre più vasti e concorrenziali. In un mondo complesso, dinamico e ricco di “agguerriti” antagonisti, è meglio non muoversi da soli, ma è indispensabile, per il raggiungimento o il mantenimento delle condizioni di equilibrio, elaborare strategie dirette all’unione economica (e a volte giuridica) delle idee, delle forze, delle strutture operative e organizzative. Tale realtà interessa, evidentemente, anche le cooperative che, ormai da molti anni, operano in piena e diretta concorrenza con le imprese capitalistiche in un mercato più ampio e con tassi sempre più elevati di sviluppo tecnologico, puntando a conseguire la massima competitività, migliorando la qualità della propria attività e massimizzando l’efficienza, mediante forme organizzative più adeguate e moderne. Insomma, esse stanno affrontando e cercando di risolvere i delicati problemi riguardanti la ricerca di maggiori dimensioni aziendali, e ciò anche attraverso la conclusione di intese e la stipula di accordi sia con altre imprese mutualistiche che con quelle lucrative, fino alla formazione di veri e propri gruppi. Il lavoro, che intende individuare quelle che sono le peculiarità delle varie forme organizzative interaziendali allorquando vi partecipano le imprese cooperative, si articola in tre parti. Nella prima, a carattere introduttivo e generale, vengono – in estrema sintesi – rappresentate e descritte, sia da un punto di vista economico-aziendale che giuridico, le varie collaborazioni interaziendali, che vanno dalle aggregazioni informali, prive di qualsiasi collegamento di tipo giuridico, alle aggregazioni formali su base negoziale, in cui la stabilità dell’intesa viene garantita dalla stipula di un contratto, e su base patrimoniale, caratterizzate dalla acquisizione di quote di capitale in altre società. Nella seconda parte, più specifica, si entra nel merito degli accordi fra imprese cooperative, analizzando le differenti opportunità che vengono offerte: dal consorzio alla partecipazione in società lucrative, fino alla costituzione del “gruppo cooperativo paritetico”. L’analisi mira a verificare se le diverse forme associative sono o meno compatibili con il perseguimento dello scopo mutualistico, se possono venire pregiudicati i principi che ne guidano da sempre la gestione e l’amministrazione e se si rischia di compromettere i rapporti con i soci cooperatori. Infine, nella terza viene sviluppato il tema dell’informativa contabile dei “gruppi cooperativi”, chiamati a presentare, al pari delle imprese capitalistiche, il proprio bilancio consolidato che, come è noto, ha un’indiscutibile maggiore capacità comunicativa rispetto a quello di esercizio dell’impresa madre, assolutamente inadeguato a rappresentare la situazione e gli andamenti del gruppo nel suo complesso e nella sua unitarietà. Pertanto, viene descritto il processo di formazione del consolidato, mediante l’illustrazione dei principi generali, dei documenti che lo compongono e dei differenti metodi di aggregazione dei dati, con uno spazio dedicato alle principali novità legate all’adozione dei principi contabili internazionali.
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