Il volume raccoglie sedici interviste a personalità del mondo della cultura, della politica, dell’informazione e dell’associazionismo solidale, che tutte insieme delineano il quadro delle principali emergenze che stanno accompagnando l’inizio del nostro terzo millennio (la fame, la guerra, il disagio sociale, i problemi dell’informazione e dell’educazione, dell’ambiente, ecc.), disegnando così l’immagine di un pianeta in grave pericolo, abitato da un’umanità con urgentissimo bisogno di pace e di giustizia sociale. Ogni persona intervistata descrive ovviamente il proprio ambito di intervento e le tematiche toccate nelle varie interviste, in apparenza distanti l’una dall’altra, trovano tutte spunto da quanto è accaduto o sta per accadere sia in Italia, sia al di fuori dei nostri confini: in alcune realtà europee, in Africa, nell’America del Nord e in quella del Sud. Ciò che questa polifonia di testimonianze e di analisi disegna, come si leggerà, è il quadro di un mondo molto complesso e non proprio felice, per certi versi disumano laddove consente che per un numero crescente di suoi abitanti la sopravvivenza sia sempre più problematica e drammatica; un mondo diseguale, dunque, che qui viene descritto attraverso un coacervo di analisi e di linguaggi, di sistemi concettuali e di codici molto differenti l’uno dall’altro (da quello dello scienziato ‘prestato’ alla politica a quello del politico tout court, a quello del giornalista, o del religioso) eppure capaci di ritrovare una loro armonia e un loro accordo in quella concezione solidaristica del vivere sociale che ciascuno degli intervistati ha posto a fondamento del proprio intervento.

Ma che mondo è questo? Interviste sulle emergenze di inizio millennio

DE ROMANIS, Roberto
2006

Abstract

Il volume raccoglie sedici interviste a personalità del mondo della cultura, della politica, dell’informazione e dell’associazionismo solidale, che tutte insieme delineano il quadro delle principali emergenze che stanno accompagnando l’inizio del nostro terzo millennio (la fame, la guerra, il disagio sociale, i problemi dell’informazione e dell’educazione, dell’ambiente, ecc.), disegnando così l’immagine di un pianeta in grave pericolo, abitato da un’umanità con urgentissimo bisogno di pace e di giustizia sociale. Ogni persona intervistata descrive ovviamente il proprio ambito di intervento e le tematiche toccate nelle varie interviste, in apparenza distanti l’una dall’altra, trovano tutte spunto da quanto è accaduto o sta per accadere sia in Italia, sia al di fuori dei nostri confini: in alcune realtà europee, in Africa, nell’America del Nord e in quella del Sud. Ciò che questa polifonia di testimonianze e di analisi disegna, come si leggerà, è il quadro di un mondo molto complesso e non proprio felice, per certi versi disumano laddove consente che per un numero crescente di suoi abitanti la sopravvivenza sia sempre più problematica e drammatica; un mondo diseguale, dunque, che qui viene descritto attraverso un coacervo di analisi e di linguaggi, di sistemi concettuali e di codici molto differenti l’uno dall’altro (da quello dello scienziato ‘prestato’ alla politica a quello del politico tout court, a quello del giornalista, o del religioso) eppure capaci di ritrovare una loro armonia e un loro accordo in quella concezione solidaristica del vivere sociale che ciascuno degli intervistati ha posto a fondamento del proprio intervento.
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