Un’armonizzazione delle norme degli Stati membri relative alle società, per equiparare la protezione degli interessi tanto dei soci come dei terzi, era prevista fin dall’originario Trattato istitutivo della Comunità economica europea, firmato a Roma il 25 marzo 1957. Sulla base dell’art. 54 (ora 44), comma 2, lett. g), nel tempo sono state emanate una quindicina di direttive in materia di società di capitali e di bilanci, senza contare quelle sull’informazione societaria e sui settori finanziario, bancario, assicurativo. I diritti nazionali sono stati adattati per consentirne il recepimento. Dal canto suo, dal 1999 in poi, con una serie di decisioni sul diritto di stabilimento delle società, la Corte di Giustizia è intervenuta con soluzioni dirompenti, che hanno aperto ai cittadini europei la scelta di costituire ovunque una società per farle svolgere anche in Stati diversi da quello della sede legale l’attività programmata. Queste sentenze hanno spinto numerosi Stati a cambiare la legislazione interna, per renderla più flessibile ed attraente. L’autore con il presente articolo descrive le varie soluzioni che sono state sperimentate negli ultimi 50 anni per consentire la piena libertà di stabilimento, dalle iniziative adottate all'inizio delle Comunità europee alle attuali proposte legislative e non legislative. L’articolo analizza il fenomeno, il ruolo ed apporto della giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, la disciplina interna applicabile nonché i profili di diritto speciale che coinvolgono il diritto di stabilimento.

Il trasferimento della sede della società nel diritto europeo: evoluzioni giurisprudenziali

BILLI, Massimo
2007

Abstract

Un’armonizzazione delle norme degli Stati membri relative alle società, per equiparare la protezione degli interessi tanto dei soci come dei terzi, era prevista fin dall’originario Trattato istitutivo della Comunità economica europea, firmato a Roma il 25 marzo 1957. Sulla base dell’art. 54 (ora 44), comma 2, lett. g), nel tempo sono state emanate una quindicina di direttive in materia di società di capitali e di bilanci, senza contare quelle sull’informazione societaria e sui settori finanziario, bancario, assicurativo. I diritti nazionali sono stati adattati per consentirne il recepimento. Dal canto suo, dal 1999 in poi, con una serie di decisioni sul diritto di stabilimento delle società, la Corte di Giustizia è intervenuta con soluzioni dirompenti, che hanno aperto ai cittadini europei la scelta di costituire ovunque una società per farle svolgere anche in Stati diversi da quello della sede legale l’attività programmata. Queste sentenze hanno spinto numerosi Stati a cambiare la legislazione interna, per renderla più flessibile ed attraente. L’autore con il presente articolo descrive le varie soluzioni che sono state sperimentate negli ultimi 50 anni per consentire la piena libertà di stabilimento, dalle iniziative adottate all'inizio delle Comunità europee alle attuali proposte legislative e non legislative. L’articolo analizza il fenomeno, il ruolo ed apporto della giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, la disciplina interna applicabile nonché i profili di diritto speciale che coinvolgono il diritto di stabilimento.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11391/33259
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