Con il recepimento da parte del legislatore nazionale delle direttive comunitarie, che hanno adottato gli International Accounting Standard (IAS) ed i successivi International Financial Reporting Standard (IFRS), si è avviato un processo irreversibile di omologazione della disciplina contabile che porterà ad una condivisione, a livello europeo, delle regole di redazione dei bilanci di esercizio e consolidati. Il nuovo contesto normativo ha suscitato in Italia un rilevante dibattito giuridico sfociato in una prima rivisitazione della disciplina civilistica che sottende la formazione del rendiconto annuale alla quale, tuttavia, dovrà seguire una ulteriore, e più profonda, innovazione. In ambito dottrinale l’Accademia Italiana di Economia Aziendale ha costituito un “Gruppo di studio e attenzione Ias/Ifrs” che ha prodotto una serie di proposte le quali possono orientare e disciplinare il comportamento delle imprese specie per quanto riguarda la redazione del bilancio di esercizio, fondato su principi notevolmente differenti da quelli fino ad oggi utilizzati. Ciò che emerge sin d’ora è che l’emanazione delle richiamate direttive comunitarie ha posto in evidenza come l’introduzione di regole comuni, non solo garantisca la ricercata trasparenza ed intelligibilità dei dati dei documenti contabili, ma introduca nuovi epistemi in un sistema che oramai era forte di sue immutabili certezze innovando i processi di comunicazione interni ed esterni. Quindi, se gli standard internazionali soddisfano l’esigenza di assicurare una informativa societaria omogenea in un contesto che diviene sempre più vasto e complesso, la loro valenza non si esplica tanto nel delineare una rendicontazione comune quanto nel presentare un modello di bilancio che introduce nuovi presupposti nella comunicazione economico-finanziaria. Il presente lavoro, con il quale si è cercato di approfondire i fondamenti della nuova disciplina contabile, si articola in due parti. La prima, esamina, in un’ottica critica e comparata rispetto alla prassi nazionale, il quadro normativo, i postulati di redazione del bilancio e gli schemi di rendicontazione introdotti dagli Ias/Ifrs; la seconda pone a confronto il bilancio di una società quotata, antecedente e successivo all’adozione dei principi contabili internazionali, rilevandone gli effetti sugli equilibri aziendali. Nello specifico, il primo capitolo è dedicato al ruolo assunto dall’informativa societaria, quale fattore strategico di successo dell’impresa, nonché all’inquadramento del processo normativo che ha condotto all’adozione degli standard internazionali. Il secondo capitolo individua la finalità del bilancio quale strumento di comunicazione destinato a fornire informazioni utili ai destinatari per operare scelte di natura economica; inoltre esamina i postulati cardine sui quali poggia la costruzione del rendiconto annuale, distinti in assunzioni contabili e caratteristiche qualitative, operando una analisi tesa ad evidenziarne i presupposti di base e gli aspetti innovativi rispetto alla prassi italiana. Nel terzo capitolo vengono descritti la struttura ed il contenuto del bilancio attraverso un esame della composizione e delle scelte espositive adottante nei prospetti obbligatori e nei documenti integrativi, quali strumenti indispensabili per ampliare e completare l’informativa da destinare agli stakeholders. Infine, nel quarto capitolo, dopo aver delineato il contributo fornito dalle analisi di bilancio per misurare performances aziendali, è stata effettuata una stima degli effetti derivanti dall’adozione dei principi internazionali da parte di una società quotata. La comparazione è stata operata riclassificando il rendiconto annuale “ante e post conversione” ed evidenziando le modifiche intervenute nei diversi indicatori patrimoniali, finanziari ed economici. Anche in questo contesto si è cercato di cogliere alcuni spunti critici individuando i principali impatti della transizione agli Ias/Ifrs ma, soprattutto, rilevando come sia necessaria una revisione delle modalità di interpretazione degli equilibri aziendali e della capacità informativa dei margini e degli indici per introdurre nuovi fondamenti scientifici e metodologici di studio.

La capacità informativa del bilancio Ias/Ifrs. Fondamenti teorici e profili operativi

CAVAZZONI, CHRISTIAN
2007

Abstract

Con il recepimento da parte del legislatore nazionale delle direttive comunitarie, che hanno adottato gli International Accounting Standard (IAS) ed i successivi International Financial Reporting Standard (IFRS), si è avviato un processo irreversibile di omologazione della disciplina contabile che porterà ad una condivisione, a livello europeo, delle regole di redazione dei bilanci di esercizio e consolidati. Il nuovo contesto normativo ha suscitato in Italia un rilevante dibattito giuridico sfociato in una prima rivisitazione della disciplina civilistica che sottende la formazione del rendiconto annuale alla quale, tuttavia, dovrà seguire una ulteriore, e più profonda, innovazione. In ambito dottrinale l’Accademia Italiana di Economia Aziendale ha costituito un “Gruppo di studio e attenzione Ias/Ifrs” che ha prodotto una serie di proposte le quali possono orientare e disciplinare il comportamento delle imprese specie per quanto riguarda la redazione del bilancio di esercizio, fondato su principi notevolmente differenti da quelli fino ad oggi utilizzati. Ciò che emerge sin d’ora è che l’emanazione delle richiamate direttive comunitarie ha posto in evidenza come l’introduzione di regole comuni, non solo garantisca la ricercata trasparenza ed intelligibilità dei dati dei documenti contabili, ma introduca nuovi epistemi in un sistema che oramai era forte di sue immutabili certezze innovando i processi di comunicazione interni ed esterni. Quindi, se gli standard internazionali soddisfano l’esigenza di assicurare una informativa societaria omogenea in un contesto che diviene sempre più vasto e complesso, la loro valenza non si esplica tanto nel delineare una rendicontazione comune quanto nel presentare un modello di bilancio che introduce nuovi presupposti nella comunicazione economico-finanziaria. Il presente lavoro, con il quale si è cercato di approfondire i fondamenti della nuova disciplina contabile, si articola in due parti. La prima, esamina, in un’ottica critica e comparata rispetto alla prassi nazionale, il quadro normativo, i postulati di redazione del bilancio e gli schemi di rendicontazione introdotti dagli Ias/Ifrs; la seconda pone a confronto il bilancio di una società quotata, antecedente e successivo all’adozione dei principi contabili internazionali, rilevandone gli effetti sugli equilibri aziendali. Nello specifico, il primo capitolo è dedicato al ruolo assunto dall’informativa societaria, quale fattore strategico di successo dell’impresa, nonché all’inquadramento del processo normativo che ha condotto all’adozione degli standard internazionali. Il secondo capitolo individua la finalità del bilancio quale strumento di comunicazione destinato a fornire informazioni utili ai destinatari per operare scelte di natura economica; inoltre esamina i postulati cardine sui quali poggia la costruzione del rendiconto annuale, distinti in assunzioni contabili e caratteristiche qualitative, operando una analisi tesa ad evidenziarne i presupposti di base e gli aspetti innovativi rispetto alla prassi italiana. Nel terzo capitolo vengono descritti la struttura ed il contenuto del bilancio attraverso un esame della composizione e delle scelte espositive adottante nei prospetti obbligatori e nei documenti integrativi, quali strumenti indispensabili per ampliare e completare l’informativa da destinare agli stakeholders. Infine, nel quarto capitolo, dopo aver delineato il contributo fornito dalle analisi di bilancio per misurare performances aziendali, è stata effettuata una stima degli effetti derivanti dall’adozione dei principi internazionali da parte di una società quotata. La comparazione è stata operata riclassificando il rendiconto annuale “ante e post conversione” ed evidenziando le modifiche intervenute nei diversi indicatori patrimoniali, finanziari ed economici. Anche in questo contesto si è cercato di cogliere alcuni spunti critici individuando i principali impatti della transizione agli Ias/Ifrs ma, soprattutto, rilevando come sia necessaria una revisione delle modalità di interpretazione degli equilibri aziendali e della capacità informativa dei margini e degli indici per introdurre nuovi fondamenti scientifici e metodologici di studio.
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