Le scelte e le azioni programmate ed intraprese dagli organi aziendali stanno assumendo dimensioni sempre più internazionali: le loro relazioni, nel tempo e nello spazio, la loro mutua dipendenza da quelle più vaste della stessa natura sviluppatesi nell’ambiente, i loro rapporti di correlazione che trovano radici profonde nel passato ed estendono la loro influenza al futuro, danno l’idea della molteplicità di implicazioni economico-sociali che la gestione aziendale è in grado di indurre nell’ambiente in cui opera. Le regole che governano tali azioni e che ne inducono gli effetti sul sistema esterno celano spesso aspetti deterministici che sembrano sovrastare le singole volontà degli operatori economici per cui è necessario, per quanto possibile, elaborare teorie, prefigurare modelli ed approntare strumenti, per definirne preventivamente i riflessi sul sistema economico. Quindi, se la dottrina aziendalistica ha per decenni operato lo studio delle imprese attraverso l’analisi dei processi economici interni orientati, da un alto, alla dinamica com-binazione e coordinazione delle energie e delle utilità dei fattori produttivi specifici allo scopo di ottenere beni e servizi per il soddisfacimento dei bisogni dell’uomo e, dall’altro, alla creazione di ricchezza a favore di tutti coloro che, a vario titolo, partecipano all’attività aziendale; in una sistema economico aperto e complesso come quello attuale il ruolo sociale dell’impresa ha trovato uno specifico riconoscimento negli studi economici. Questi nuovi contenuti di cui si sono arricchiti gli studi aziendali vengono comunemente fatti coincidere con gli interessi, concreti ed astratti, economici ed informativi, che coinvolgono un sempre crescente numero di stakeholders: gli azionisti, i dipendenti e le organizzazioni sindacali, i finanziatori esterni, i clienti, i fornitori, le istituzioni pubbliche ed i responsabili della politica economica, ovvero, in termini più generali:il mercato nella sua accezione più ampia. In questo contesto gli effetti che l’adozione dei principi IAS/IFRS può produrre sul modello contabile adottato in Italia non mostrano rilevanti fattori di criticità ma, al contrario, l’assunzione di questa linea innovatrice può contribuire al superamento di alcune concezioni frutto di un retaggio storico e di una visione eccessivamente legalistico-formale della realtà aziendale. Questo, chiaramente, non significa che il bilancio IASB non presenti dei potenziali effetti indesiderati legati principalmente alla più volte richiamata volatilità dei risultati aziendali ma piuttosto che gli stessi rimedi a tali potenziali effetti distorsivi si trovino già collocati nelle norme di sistema.

L'informativa di bilancio IASB e la tutela del consumatore

CAVAZZONI, CHRISTIAN
2008

Abstract

Le scelte e le azioni programmate ed intraprese dagli organi aziendali stanno assumendo dimensioni sempre più internazionali: le loro relazioni, nel tempo e nello spazio, la loro mutua dipendenza da quelle più vaste della stessa natura sviluppatesi nell’ambiente, i loro rapporti di correlazione che trovano radici profonde nel passato ed estendono la loro influenza al futuro, danno l’idea della molteplicità di implicazioni economico-sociali che la gestione aziendale è in grado di indurre nell’ambiente in cui opera. Le regole che governano tali azioni e che ne inducono gli effetti sul sistema esterno celano spesso aspetti deterministici che sembrano sovrastare le singole volontà degli operatori economici per cui è necessario, per quanto possibile, elaborare teorie, prefigurare modelli ed approntare strumenti, per definirne preventivamente i riflessi sul sistema economico. Quindi, se la dottrina aziendalistica ha per decenni operato lo studio delle imprese attraverso l’analisi dei processi economici interni orientati, da un alto, alla dinamica com-binazione e coordinazione delle energie e delle utilità dei fattori produttivi specifici allo scopo di ottenere beni e servizi per il soddisfacimento dei bisogni dell’uomo e, dall’altro, alla creazione di ricchezza a favore di tutti coloro che, a vario titolo, partecipano all’attività aziendale; in una sistema economico aperto e complesso come quello attuale il ruolo sociale dell’impresa ha trovato uno specifico riconoscimento negli studi economici. Questi nuovi contenuti di cui si sono arricchiti gli studi aziendali vengono comunemente fatti coincidere con gli interessi, concreti ed astratti, economici ed informativi, che coinvolgono un sempre crescente numero di stakeholders: gli azionisti, i dipendenti e le organizzazioni sindacali, i finanziatori esterni, i clienti, i fornitori, le istituzioni pubbliche ed i responsabili della politica economica, ovvero, in termini più generali:il mercato nella sua accezione più ampia. In questo contesto gli effetti che l’adozione dei principi IAS/IFRS può produrre sul modello contabile adottato in Italia non mostrano rilevanti fattori di criticità ma, al contrario, l’assunzione di questa linea innovatrice può contribuire al superamento di alcune concezioni frutto di un retaggio storico e di una visione eccessivamente legalistico-formale della realtà aziendale. Questo, chiaramente, non significa che il bilancio IASB non presenti dei potenziali effetti indesiderati legati principalmente alla più volte richiamata volatilità dei risultati aziendali ma piuttosto che gli stessi rimedi a tali potenziali effetti distorsivi si trovino già collocati nelle norme di sistema.
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