E’ la presentazione di un lavoro coordinato dall’Autore nella quale si sottolinea come i contributi raccolti siano da considerare, in primo luogo, un invito, articolato e documentato, a portare avanti gli affinamenti necessari ed ulteriori ricerche, a non eludere il confronto con una porzione di storia per quanto piena di amarezze e di dolori, a non rimuovere il tempo trascorso nei campi container e in altre situazioni precarie e disagiate, a non lasciare il ricordo chiuso in quelle stesse case di latta che, per quanto in modo spesso incongruo, hanno comunque assicurato che peggio non accadesse. E ciò è dato da non trascurare se si considera che, anno dopo anno, ovunque nel mondo, i disastri naturali causano un sacrificio di decine di migliaia di vite, ne feriscono, nel corpo e nella mente, un numero di molte volte più grande e provocano miliardi e miliardi di euro di danni alle proprietà. Di quel genere di disastri i terremoti sono una parte notevole, spesso concentrata nel tempo e nello spazio. Alcuni disastri naturali possono essere previsti o attesi con una certa qual sicurezza e, di conseguenza, è ragionevole ritenere che appropriate misure per limitarne l’impatto potrebbero essere implementate senza suscitare sfavorevoli reazioni nell’opinione pubblica. A volte, ma non sempre, la realizzazione di interventi indispensabili viaggia con facilità sulle ali di un consenso di larga maggioranza se non unanime, manifestato dalle diverse componenti sociali. Ma il terreno di confronto è più ampio di quanto si pensi: sono infatti esempi di ambiti in cui si manifesta una azione collettiva tanto la condivisione di rigorosi codici di edificazione quanto la costituzione di organismi e strutture di prevenzione e intervento o l’inoculazione sistematica, nella cultura delle famiglie, di regole minimali di comportamento: così, una edificazione più attenta, una normazione più avvertita, una etica più sentita del lavoro e dell’attività professionale rendono più facile raccogliere i frutti di opere di sensibilizzazione ad adottare accorgimenti utili ad attutire l’impatto delle manifestazioni telluriche.

Introduzione

SACCHI, Sergio
2007

Abstract

E’ la presentazione di un lavoro coordinato dall’Autore nella quale si sottolinea come i contributi raccolti siano da considerare, in primo luogo, un invito, articolato e documentato, a portare avanti gli affinamenti necessari ed ulteriori ricerche, a non eludere il confronto con una porzione di storia per quanto piena di amarezze e di dolori, a non rimuovere il tempo trascorso nei campi container e in altre situazioni precarie e disagiate, a non lasciare il ricordo chiuso in quelle stesse case di latta che, per quanto in modo spesso incongruo, hanno comunque assicurato che peggio non accadesse. E ciò è dato da non trascurare se si considera che, anno dopo anno, ovunque nel mondo, i disastri naturali causano un sacrificio di decine di migliaia di vite, ne feriscono, nel corpo e nella mente, un numero di molte volte più grande e provocano miliardi e miliardi di euro di danni alle proprietà. Di quel genere di disastri i terremoti sono una parte notevole, spesso concentrata nel tempo e nello spazio. Alcuni disastri naturali possono essere previsti o attesi con una certa qual sicurezza e, di conseguenza, è ragionevole ritenere che appropriate misure per limitarne l’impatto potrebbero essere implementate senza suscitare sfavorevoli reazioni nell’opinione pubblica. A volte, ma non sempre, la realizzazione di interventi indispensabili viaggia con facilità sulle ali di un consenso di larga maggioranza se non unanime, manifestato dalle diverse componenti sociali. Ma il terreno di confronto è più ampio di quanto si pensi: sono infatti esempi di ambiti in cui si manifesta una azione collettiva tanto la condivisione di rigorosi codici di edificazione quanto la costituzione di organismi e strutture di prevenzione e intervento o l’inoculazione sistematica, nella cultura delle famiglie, di regole minimali di comportamento: così, una edificazione più attenta, una normazione più avvertita, una etica più sentita del lavoro e dell’attività professionale rendono più facile raccogliere i frutti di opere di sensibilizzazione ad adottare accorgimenti utili ad attutire l’impatto delle manifestazioni telluriche.
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