Il libro racchiude le riflessioni interdisciplinari (estetiche, economiche, psicologiche) sviluppate da quattro esperti (F.Melelli per la parte relativa alla critica cinematografica, C.Montesi per la parte relativa all'economia, S.Vulcano per la parte relativa alla psicologia, R.Riccini per la parte relativa alle pari oppurtunità) sul film "Bagdad Cafè", diretto da Percy Adlon con Jack Palance, Marianne Sägebrecht, James Gammon (1987). In una zona desertica tra Disneyland e Las Vegas c’è una stazione di rifornimento con bar e motel gestiti da Brenda, una donna di colore demotivata nel lavoro ed esaurita per le difficoltà di conciliare famiglia ed attività imprenditoriale. Arriva a piedi, trascinandosi una pesante valigia, Jasmin, un’ imponente turista quarantenne di Monaco di Baviera e vi soggiorna. Come Jasmin porti luce, ordine, pulizia ed allegria nel sordido “Bagdad Café” in aggiunta ad armonia familiare, è l’itinerario dell’omonimo film accattivante, caloroso e astuto che racconta la magia, con strepitosi effetti anche sul piano imprenditoriale, della relazione tra donne. Per quanto riguarda il versante più strettamente economico della pellicola trattato da C.Montesi, il film consente di sviluppare una serie di considerazioni su alcune caratteristiche precipue delle imprese femminili (operatività nel terziario tradizionale, management relazionale, importanza dei fattori intangibili nella produzione dei servizi, non rigida separazione tra i mondi vitali della imprenditrice: famiglia-società-mercato); sui fattori, tangibili e non, che possono determinare il successo di un’azienda nel campo dei servizi tradizionali (combinazione originale di risorse specifiche, reputazione, relazione sociale con il cliente e con i membri dell’impresa, arricchimento del servizio con componenti emozionali, surplus di gratuità in alcune prestazioni lavorative, importanza del fattore fiducia, solo per citarne alcuni); sull’importanza dei beni relazionali (amicizia) nell’impresa; sull’influenza dei valori sulla concezione e performance aziendale; sulla preziosità dell’integrazione tra punti prospettici diametralmente opposti resa possibile dalla relazione tra donne. Tutti elementi, tra l’altro, che la teoria economica tradizionale ha sempre trascurato per la loro incompatibilità con i fondamenti concettuali della disciplina stessa (razionalità strumentale, competizione tra individui, neutralità ed oggettività della scienza economica) e per la loro difficoltà di quantificazione. E tutti elementi che riemergono per la loro strategicità anche secondo le altre chiavi di lettura del film (estetica, psicologica) a riprova della bontà di un approccio multidimensionale alle questioni dell’imprenditoria femminile.

L'incanto della donna saggia. Il capitale emozionale nell'impresa femminile. Una lettura interdisciplinare di Bagdad Cafè.

MONTESI, Cristina;
2009

Abstract

Il libro racchiude le riflessioni interdisciplinari (estetiche, economiche, psicologiche) sviluppate da quattro esperti (F.Melelli per la parte relativa alla critica cinematografica, C.Montesi per la parte relativa all'economia, S.Vulcano per la parte relativa alla psicologia, R.Riccini per la parte relativa alle pari oppurtunità) sul film "Bagdad Cafè", diretto da Percy Adlon con Jack Palance, Marianne Sägebrecht, James Gammon (1987). In una zona desertica tra Disneyland e Las Vegas c’è una stazione di rifornimento con bar e motel gestiti da Brenda, una donna di colore demotivata nel lavoro ed esaurita per le difficoltà di conciliare famiglia ed attività imprenditoriale. Arriva a piedi, trascinandosi una pesante valigia, Jasmin, un’ imponente turista quarantenne di Monaco di Baviera e vi soggiorna. Come Jasmin porti luce, ordine, pulizia ed allegria nel sordido “Bagdad Café” in aggiunta ad armonia familiare, è l’itinerario dell’omonimo film accattivante, caloroso e astuto che racconta la magia, con strepitosi effetti anche sul piano imprenditoriale, della relazione tra donne. Per quanto riguarda il versante più strettamente economico della pellicola trattato da C.Montesi, il film consente di sviluppare una serie di considerazioni su alcune caratteristiche precipue delle imprese femminili (operatività nel terziario tradizionale, management relazionale, importanza dei fattori intangibili nella produzione dei servizi, non rigida separazione tra i mondi vitali della imprenditrice: famiglia-società-mercato); sui fattori, tangibili e non, che possono determinare il successo di un’azienda nel campo dei servizi tradizionali (combinazione originale di risorse specifiche, reputazione, relazione sociale con il cliente e con i membri dell’impresa, arricchimento del servizio con componenti emozionali, surplus di gratuità in alcune prestazioni lavorative, importanza del fattore fiducia, solo per citarne alcuni); sull’importanza dei beni relazionali (amicizia) nell’impresa; sull’influenza dei valori sulla concezione e performance aziendale; sulla preziosità dell’integrazione tra punti prospettici diametralmente opposti resa possibile dalla relazione tra donne. Tutti elementi, tra l’altro, che la teoria economica tradizionale ha sempre trascurato per la loro incompatibilità con i fondamenti concettuali della disciplina stessa (razionalità strumentale, competizione tra individui, neutralità ed oggettività della scienza economica) e per la loro difficoltà di quantificazione. E tutti elementi che riemergono per la loro strategicità anche secondo le altre chiavi di lettura del film (estetica, psicologica) a riprova della bontà di un approccio multidimensionale alle questioni dell’imprenditoria femminile.
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