In ogni epoca, farmaco e società sono sempre stati in stretta connessione tra loro: la società ha sempre riposto nel farmaco una fiducia esagerata sulla capacità di sconfiggere le malattie, e gli assertori più convinti di queste proprietà taumaturgiche sono stati sempre e soprattutto i malati, vedendo rappresentata nel farmaco una ‘promessa di salute’, anche se non sempre mantenuta. A volte il rimedio è peggiore del male (Graviora quaedam sunt remedia periculis): vero per tutti, questo principio richiama a una ancora maggiore attenzione negli anziani, per se principali consumatori di farmaci, spesso in politerapia, con conseguenti problematiche relative alla corretta assunzione, compliance, interazioni con gli alimenti e tra gli stessi farmaci. La ricerca tenta anche di definire il ruolo del farmacista nel processo cumincativo con l'anziano. Una larga parte degli anziani vedono il farmacista come un “esecutore” rispetto alle decisioni del medico, ma anche una valida alternativa nel caso di disturbi non gravi.In fondo tutte le richieste di innovazione della farmacia si fondano su quegli stessi elementi che già sostanziano il gradimento attuale degli utenti, cioè sulla capacità di informazione fondata sulla comunicazione interpersonale e sulla disponibilità continuata e diffusa del servizio; gli anziani vorrebbero una farmacia punto di riferimento globale per la salute e di snodo per ottenere informazioni “su chi fa che cosa” e sui possibili referenti sul territorio per ottenere servizi e prestazioni sanitarie.

Farmacie, farmacisti ed anziani. Il farmaco come se la persona contasse

FEDERICI, Raffaele;GARZI, ROSITA
2009

Abstract

In ogni epoca, farmaco e società sono sempre stati in stretta connessione tra loro: la società ha sempre riposto nel farmaco una fiducia esagerata sulla capacità di sconfiggere le malattie, e gli assertori più convinti di queste proprietà taumaturgiche sono stati sempre e soprattutto i malati, vedendo rappresentata nel farmaco una ‘promessa di salute’, anche se non sempre mantenuta. A volte il rimedio è peggiore del male (Graviora quaedam sunt remedia periculis): vero per tutti, questo principio richiama a una ancora maggiore attenzione negli anziani, per se principali consumatori di farmaci, spesso in politerapia, con conseguenti problematiche relative alla corretta assunzione, compliance, interazioni con gli alimenti e tra gli stessi farmaci. La ricerca tenta anche di definire il ruolo del farmacista nel processo cumincativo con l'anziano. Una larga parte degli anziani vedono il farmacista come un “esecutore” rispetto alle decisioni del medico, ma anche una valida alternativa nel caso di disturbi non gravi.In fondo tutte le richieste di innovazione della farmacia si fondano su quegli stessi elementi che già sostanziano il gradimento attuale degli utenti, cioè sulla capacità di informazione fondata sulla comunicazione interpersonale e sulla disponibilità continuata e diffusa del servizio; gli anziani vorrebbero una farmacia punto di riferimento globale per la salute e di snodo per ottenere informazioni “su chi fa che cosa” e sui possibili referenti sul territorio per ottenere servizi e prestazioni sanitarie.
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