Dopo la riforma del settore dell’olio di oliva (Reg. CE 864/2004), la scelta del disaccoppiamento totale, effettuata dallo Stato italiano, fa aumentare i rischi di abbandono dell’olivicoltura nelle aree marginali a bassa produttività ma ad alto valore ambientale e paesaggistico. Nella relazione viene delineata l’influenza dei cambiamenti legislativi sul mantenimento dell’olivicoltura nelle zone marginali, approfondendo l’aspetto della tutela paesaggistica e idrogeologica attraverso l’individuazione di parametri in grado di misurare l’efficacia dell’intervento pubblico, per poi proporre una metodologia di classificazione multicriteri a scala territoriale per definire le aree prioritarie di intervento per il mantenimento/realizzazione degli elementi paesaggistici. Fra le conclusioni, Stabilita la necessità di intervenire con misure ad hoc per evitare l’abbandono degli oliveti tradizionali a tutela del paesaggio e della sicurezza idrogeologica del territorio e scelta la metodologia per l’individuazione dei parametri in grado di misurare l’efficacia dei manufatti in termini paesaggistici e idrogeologici, viene segnalata l’esigenza di definire le modalità di realizzazione di un progetto “paesaggistico” così complesso. Complessità dovuta essenzialmente all’ingente impegno finanziario necessario, all’estensione dell’intervento, all’estremo frazionamento aziendale, alla necessità di ricorrere a “saperi antichi” oramai in via di estinzione.

L’olivicoltura nelle aree terrazzate: opportunità e limiti

BOGGIA, Antonio;
2009

Abstract

Dopo la riforma del settore dell’olio di oliva (Reg. CE 864/2004), la scelta del disaccoppiamento totale, effettuata dallo Stato italiano, fa aumentare i rischi di abbandono dell’olivicoltura nelle aree marginali a bassa produttività ma ad alto valore ambientale e paesaggistico. Nella relazione viene delineata l’influenza dei cambiamenti legislativi sul mantenimento dell’olivicoltura nelle zone marginali, approfondendo l’aspetto della tutela paesaggistica e idrogeologica attraverso l’individuazione di parametri in grado di misurare l’efficacia dell’intervento pubblico, per poi proporre una metodologia di classificazione multicriteri a scala territoriale per definire le aree prioritarie di intervento per il mantenimento/realizzazione degli elementi paesaggistici. Fra le conclusioni, Stabilita la necessità di intervenire con misure ad hoc per evitare l’abbandono degli oliveti tradizionali a tutela del paesaggio e della sicurezza idrogeologica del territorio e scelta la metodologia per l’individuazione dei parametri in grado di misurare l’efficacia dei manufatti in termini paesaggistici e idrogeologici, viene segnalata l’esigenza di definire le modalità di realizzazione di un progetto “paesaggistico” così complesso. Complessità dovuta essenzialmente all’ingente impegno finanziario necessario, all’estensione dell’intervento, all’estremo frazionamento aziendale, alla necessità di ricorrere a “saperi antichi” oramai in via di estinzione.
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