Lo studio prende in esame la produzione artistica (la pittura in modo particolare) dal XIII al XV secolo in un territorio “di confine” fra Umbria e Toscana, rappresentato dall’ area del Lago Trasimeno, frutto di una lunga ricerca sul campo. Un’ ampia premessa storica ne inquadra le peculiarità: l’essere in gran parte compresa entro l’antica Diocesi di Perugia, ma sottoposta anche in misura minore alla giurisdizione diocesana di Chiusi e Cortona-Arezzo; l’essere inoltre caratterizzata da una fitta viabilità che univa Perugia e il territorio toscano. La lettura delle opere superstiti è organizzata in modo da motivare le influenze stilistiche anche in base alla collocazione geografica nell’area, che, come si vedrà, solo ben dentro la seconda metà del Quattrocento mostrerà un linguaggio figurativo più omogeneo e coerente con le scelte artistiche del capoluogo umbro, sì da motivare il nome corrente di “Lago di Perugia” . Dal lavoro emergono alcune opere inedite e nuove attribuzioni. Si chiude con un’appendice documentaria in cui si fa riferimento ad opere oggi perdute, dati emersi dallo spoglio sistematico delle Visite Pastorali dell’Archivio Storico Diocesano di Perugia.

Pittura nell'area del lago Trasimeno tra Medioevo e Rinascimento

SANTANICCHIA, Mirko
2008

Abstract

Lo studio prende in esame la produzione artistica (la pittura in modo particolare) dal XIII al XV secolo in un territorio “di confine” fra Umbria e Toscana, rappresentato dall’ area del Lago Trasimeno, frutto di una lunga ricerca sul campo. Un’ ampia premessa storica ne inquadra le peculiarità: l’essere in gran parte compresa entro l’antica Diocesi di Perugia, ma sottoposta anche in misura minore alla giurisdizione diocesana di Chiusi e Cortona-Arezzo; l’essere inoltre caratterizzata da una fitta viabilità che univa Perugia e il territorio toscano. La lettura delle opere superstiti è organizzata in modo da motivare le influenze stilistiche anche in base alla collocazione geografica nell’area, che, come si vedrà, solo ben dentro la seconda metà del Quattrocento mostrerà un linguaggio figurativo più omogeneo e coerente con le scelte artistiche del capoluogo umbro, sì da motivare il nome corrente di “Lago di Perugia” . Dal lavoro emergono alcune opere inedite e nuove attribuzioni. Si chiude con un’appendice documentaria in cui si fa riferimento ad opere oggi perdute, dati emersi dallo spoglio sistematico delle Visite Pastorali dell’Archivio Storico Diocesano di Perugia.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11391/43216
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact