È questa la prima edizione critica in senso proprio del romanzo, che restituisce interamente l’autografo nieviano sotto il profilo linguistico e nelle sue interne partizioni di pagina e di quaderno. Alla nuova cura filologica del testo, che segue le proposte dell’edizione preparata nel 1990 da Sergio Romagnoli, si aggiungono infatti una Nota al testo, che ricostruisce con molti nuovi elementi la storia interna dell’opera e spiega i criteri seguiti, e un Apparato critico che rende ragione di ogni peculiarità del manoscritto e di ogni intervento del curatore, e insieme registra molte lezioni inedite d’autore. Inoltre il testo è stato per la prima volta suddiviso in paragrafi, che seguono e manifestano la scansione della narrazione. Compiute dallo scrittore nel 1858, le "Confessioni d’un Italiano" uscirono postume nel 1867. Quei nove anni avevano profondamente cambiato la scena politica e culturale italiana, tanto che l’opera per molti aspetti parve già superata dal corso degli eventi; ma gli eventi avevano solo in parte compiuto le attese dei «nove anni nei quali», come scrive nella finzione Carlo Altoviti, «venni scrivendo queste note». L’opera nieviana si colloca dunque con straordinaria tempestività in un momento cruciale della storia italiana, a metà strada fra la «rivoluzione nazionale» del 1849 e la «rivoluzione politica» che avrà compimento con la presa di Venezia nel 1866. L’Introduzione si propone di ricollocare le "Confessioni" in quella breve ma decisiva vigilia in cui vennero a maturazione tutti i motivi del mondo italiano preunitario e in cui la nuova realtà nazionale a lungo vagheggiata sembrava ormai prossima a realizzarsi. Riportare le "Confessioni" al loro tempo significa riferire il romanzo al pubblico contemporaneo e alle letture accessibili, confrontare la rivisitazione della Storia con le cronache di Attualità che lo scrittore teneva sui giornali milanesi, e scoprire nelle scelte narrative il dibattito segreto e i problemi irrisolti dell’unificazione politica e culturale d’Italia. Il Commento al testo è sotto molti aspetti il primo che abbia tentato di dare ragione dell’opera nella sua integrità. Esso lascia parlare le voci stesse del tempo di Nievo: i suoi giornali, il suo epistolario, le sue letture, le opere da lui usate nel lavoro di redazione del romanzo come fonte di informazioni o come modello testuale. Emerge così per la prima volta anche lo straordinario lavoro compiuto dallo scrittore sulle sue fonti storiografiche, in buona parte finora sconosciute, per reinterpretare il corso della storia italiana attraverso l’azione stessa dei personaggi del romanzo. Le note permettono inoltre di individuare vari livelli della cultura dell’autore, da quella letteraria a quella giuridica a quella medica, dalla presenza di motivi di attualità per così dire giornalistica, alle connessioni con precedenti opere dello scrittore, con la sua parallela attività di giornalista e con la sua biografia. In molti casi permette di datare la stesura di singoli passaggi. Si dà inoltre conto dei contributi dalla centenaria riflessione critica e commentatoria sul testo di Nievo, limitandosi tuttavia al merito informativo ed escludendo giudizi critici ed estetici. Le note forniscono inoltre la spiegazione delle anomalie espressive e linguistiche del testo, e rilevano le qualità della prosa nieviana, capace di accogliere e di fondere originalmente apporti dialettali e lemmi preziosi, modi del parlato e forme letterarie. L’importanza ormai assunta dalle "Confessioni" anche per la storia della lingua ottocentesca trova risposte e conferme. L’edizione presenta inoltre una Cronologia che per completezza e precisione, per ricchezza e agilità si offre come efficace strumento di lavoro e come valida introduzione all’opera nieviana; la prima Bibliografia pressoché integrale delle pubblicazioni, sia per le opere nieviane sia per la critica, organizzata per temi e ordinata cronologicamente; infine un ricco Indice dei nomi.

Ippolito Nievo, "Le Confessioni d'un Italiano"

Casini, Simone
1999

Abstract

È questa la prima edizione critica in senso proprio del romanzo, che restituisce interamente l’autografo nieviano sotto il profilo linguistico e nelle sue interne partizioni di pagina e di quaderno. Alla nuova cura filologica del testo, che segue le proposte dell’edizione preparata nel 1990 da Sergio Romagnoli, si aggiungono infatti una Nota al testo, che ricostruisce con molti nuovi elementi la storia interna dell’opera e spiega i criteri seguiti, e un Apparato critico che rende ragione di ogni peculiarità del manoscritto e di ogni intervento del curatore, e insieme registra molte lezioni inedite d’autore. Inoltre il testo è stato per la prima volta suddiviso in paragrafi, che seguono e manifestano la scansione della narrazione. Compiute dallo scrittore nel 1858, le "Confessioni d’un Italiano" uscirono postume nel 1867. Quei nove anni avevano profondamente cambiato la scena politica e culturale italiana, tanto che l’opera per molti aspetti parve già superata dal corso degli eventi; ma gli eventi avevano solo in parte compiuto le attese dei «nove anni nei quali», come scrive nella finzione Carlo Altoviti, «venni scrivendo queste note». L’opera nieviana si colloca dunque con straordinaria tempestività in un momento cruciale della storia italiana, a metà strada fra la «rivoluzione nazionale» del 1849 e la «rivoluzione politica» che avrà compimento con la presa di Venezia nel 1866. L’Introduzione si propone di ricollocare le "Confessioni" in quella breve ma decisiva vigilia in cui vennero a maturazione tutti i motivi del mondo italiano preunitario e in cui la nuova realtà nazionale a lungo vagheggiata sembrava ormai prossima a realizzarsi. Riportare le "Confessioni" al loro tempo significa riferire il romanzo al pubblico contemporaneo e alle letture accessibili, confrontare la rivisitazione della Storia con le cronache di Attualità che lo scrittore teneva sui giornali milanesi, e scoprire nelle scelte narrative il dibattito segreto e i problemi irrisolti dell’unificazione politica e culturale d’Italia. Il Commento al testo è sotto molti aspetti il primo che abbia tentato di dare ragione dell’opera nella sua integrità. Esso lascia parlare le voci stesse del tempo di Nievo: i suoi giornali, il suo epistolario, le sue letture, le opere da lui usate nel lavoro di redazione del romanzo come fonte di informazioni o come modello testuale. Emerge così per la prima volta anche lo straordinario lavoro compiuto dallo scrittore sulle sue fonti storiografiche, in buona parte finora sconosciute, per reinterpretare il corso della storia italiana attraverso l’azione stessa dei personaggi del romanzo. Le note permettono inoltre di individuare vari livelli della cultura dell’autore, da quella letteraria a quella giuridica a quella medica, dalla presenza di motivi di attualità per così dire giornalistica, alle connessioni con precedenti opere dello scrittore, con la sua parallela attività di giornalista e con la sua biografia. In molti casi permette di datare la stesura di singoli passaggi. Si dà inoltre conto dei contributi dalla centenaria riflessione critica e commentatoria sul testo di Nievo, limitandosi tuttavia al merito informativo ed escludendo giudizi critici ed estetici. Le note forniscono inoltre la spiegazione delle anomalie espressive e linguistiche del testo, e rilevano le qualità della prosa nieviana, capace di accogliere e di fondere originalmente apporti dialettali e lemmi preziosi, modi del parlato e forme letterarie. L’importanza ormai assunta dalle "Confessioni" anche per la storia della lingua ottocentesca trova risposte e conferme. L’edizione presenta inoltre una Cronologia che per completezza e precisione, per ricchezza e agilità si offre come efficace strumento di lavoro e come valida introduzione all’opera nieviana; la prima Bibliografia pressoché integrale delle pubblicazioni, sia per le opere nieviane sia per la critica, organizzata per temi e ordinata cronologicamente; infine un ricco Indice dei nomi.
8882461351
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11391/918408
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