"Caro Paolo, mi piace rivolgermi a te per questa tua nuova fatica, dedicandoti un piccolo testo, che mi è venuto spontaneo non molto tempo fa e nel quale, involontariamente, penso si ritrovino in modo semplice e diretto alcune riflessioni interiori, che ci accompagnano quando, un poco disarmati, ci ritroviamo a confrontarci con il mistero ogni volta diverso e pur sempre uguale racchiuso in ogni città. È questo il mistero dell’erlebnis, attraverso il quale il dato oggettivo si confonde con ciò che siamo, dando peso e sostanza alla materia della memoria, sulla quale costruiamo la nostra vita. Le cose, in generale, sono indifferenti e sostanzialmente mute, se non riusciamo a sollecitarle con il nostro sguardo indagatore, il quale è sempre progettuale e racconta quasi inconsapevolmente il nostro modo di vedere". (dalla "Prefazione" di Arduino Cantàfora)
Nulla dies sine linea. Una lezione sul disegno conoscitivo
BELARDI, Paolo
2012
Abstract
"Caro Paolo, mi piace rivolgermi a te per questa tua nuova fatica, dedicandoti un piccolo testo, che mi è venuto spontaneo non molto tempo fa e nel quale, involontariamente, penso si ritrovino in modo semplice e diretto alcune riflessioni interiori, che ci accompagnano quando, un poco disarmati, ci ritroviamo a confrontarci con il mistero ogni volta diverso e pur sempre uguale racchiuso in ogni città. È questo il mistero dell’erlebnis, attraverso il quale il dato oggettivo si confonde con ciò che siamo, dando peso e sostanza alla materia della memoria, sulla quale costruiamo la nostra vita. Le cose, in generale, sono indifferenti e sostanzialmente mute, se non riusciamo a sollecitarle con il nostro sguardo indagatore, il quale è sempre progettuale e racconta quasi inconsapevolmente il nostro modo di vedere". (dalla "Prefazione" di Arduino Cantàfora)I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.