ABSTRACT: Il lavoro tratta dei profili giuridico-economici dell'evoluzione dei paradigmi "normativi" del sistema monetario internazionale con specifico riferimento alle implicazioni in ordine alle modalità di esercizio del c.d. "potere monetario", nonché all'impatto delle dinamiche da ultimo evidenziatesi nei flussi internazionali di capitali connessi ad “investimenti esteri” sull'ordine giuridico del "mercato" e della "impresa" quale definito, in primis, nell'acquis dell'UE. Dopo una prima analisi dei diversi assetti istituzionali assunti del “sistema” monetario internazionale nell’età contemporanea e delle implicazioni in punto di esercizio della c.d. “sovranità monetaria”, lo studio analizza i riflessi giuridici dei recenti fenomeni di riallocazione dei flussi internazionali di capitali e del mutamento intervenuto negli assetti istituzionali del “potere monetario”, prendendo a riferimento sia l’ordine giuridico del c.d. Eurosistema che quello del sistema monetario internazionale, quale definito quest’ultimo in primis dalle rilevanti norme di soft law del Fondo Monetario Internazionale e dell’OCSE. In tale contesto specifica attenzione è dedicata allo studio ed all’analisi del fenomeno del crescente ricorso da parte di alcuni Stati di nuovi organismi di gestione “alternativa” delle “riserve ufficiali” distinti dalle tradizionali “Autorità monetarie”, ponendo in particolare attenzione alle questioni connesse alla peculiare influenza che gli spiccati interessi pubblicistici in evidenza esercitano in punto di qualificazione e disciplina giuridica di tali organismi e dell’attività dagli stessi svolta. Vendono quindi analizzate le conseguenze e le implicazioni giuridiche e geopolitiche della crescente rilevanza da ultimo evidenziatasi nella composizione dei flussi internazionali di capitali degli “investimenti esteri” di natura pubblica (rectius governativa), avendo segnatamente riguardo ai principi ed alle norme in materia di liberalizzazione dei movimenti di capitali elaborati a livello internazionale ed in ambito UE e alle, tutta’altro che infrequenti, reazioni e misure giuridiche (neo)protezionistiche manifestare in materia anche in diversi Stati Membri della stessa UE. A tal fine uno specifico approfondimento è riservato all’analisi della disciplina (D.L. n. 21/2012) dei nuovi “poteri speciali” che il Governo italiano si è riservato sulle imprese che svolgono attività di “rilevanza strategica” nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché sulle società che detengono assets di “rilevanza strategica” nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni. In ordine a tali questioni apposito e autonomo rilievo è riservato all’analisi del contenuto e della funzione delle riserve di “ordine pubblico” nella definizione del nuovo ordine monetario internazionale e nella realizzazione, anche con riferimento a queste tematiche (ed in genere a quelle attinenti alla circolazione transfrontaliera dei capitali), del progetto di una compiuta e armoniosa integrazione tra gli Stati Membri dell’UE, in particolare dei rispettivi principi e valori fondamentali. A tal fine si evidenzia come l’effettiva realizzazione di tale progetto richieda da un lato la reductio ad unitatem dei valori costituzionali degli Stati Membri ed una qualche loro “europeizzazione”, dall’altro la promozione di un concetto di “ordine pubblico comunitario” che si ponga a presidio non solo valori di natura essenzialmente “economica” e di “mercato”, ma che si presti anche ad una sua rimodulazione in senso maggiormente “sociale”, rendendosi altresì permeabile alle istanze e ai valori promossi dalla globalizzazione.

Potere monetario, impresa e mercato nell’acquis dell’UE.

MEZZACAPO, Simone
2012-01-01

Abstract

ABSTRACT: Il lavoro tratta dei profili giuridico-economici dell'evoluzione dei paradigmi "normativi" del sistema monetario internazionale con specifico riferimento alle implicazioni in ordine alle modalità di esercizio del c.d. "potere monetario", nonché all'impatto delle dinamiche da ultimo evidenziatesi nei flussi internazionali di capitali connessi ad “investimenti esteri” sull'ordine giuridico del "mercato" e della "impresa" quale definito, in primis, nell'acquis dell'UE. Dopo una prima analisi dei diversi assetti istituzionali assunti del “sistema” monetario internazionale nell’età contemporanea e delle implicazioni in punto di esercizio della c.d. “sovranità monetaria”, lo studio analizza i riflessi giuridici dei recenti fenomeni di riallocazione dei flussi internazionali di capitali e del mutamento intervenuto negli assetti istituzionali del “potere monetario”, prendendo a riferimento sia l’ordine giuridico del c.d. Eurosistema che quello del sistema monetario internazionale, quale definito quest’ultimo in primis dalle rilevanti norme di soft law del Fondo Monetario Internazionale e dell’OCSE. In tale contesto specifica attenzione è dedicata allo studio ed all’analisi del fenomeno del crescente ricorso da parte di alcuni Stati di nuovi organismi di gestione “alternativa” delle “riserve ufficiali” distinti dalle tradizionali “Autorità monetarie”, ponendo in particolare attenzione alle questioni connesse alla peculiare influenza che gli spiccati interessi pubblicistici in evidenza esercitano in punto di qualificazione e disciplina giuridica di tali organismi e dell’attività dagli stessi svolta. Vendono quindi analizzate le conseguenze e le implicazioni giuridiche e geopolitiche della crescente rilevanza da ultimo evidenziatasi nella composizione dei flussi internazionali di capitali degli “investimenti esteri” di natura pubblica (rectius governativa), avendo segnatamente riguardo ai principi ed alle norme in materia di liberalizzazione dei movimenti di capitali elaborati a livello internazionale ed in ambito UE e alle, tutta’altro che infrequenti, reazioni e misure giuridiche (neo)protezionistiche manifestare in materia anche in diversi Stati Membri della stessa UE. A tal fine uno specifico approfondimento è riservato all’analisi della disciplina (D.L. n. 21/2012) dei nuovi “poteri speciali” che il Governo italiano si è riservato sulle imprese che svolgono attività di “rilevanza strategica” nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché sulle società che detengono assets di “rilevanza strategica” nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni. In ordine a tali questioni apposito e autonomo rilievo è riservato all’analisi del contenuto e della funzione delle riserve di “ordine pubblico” nella definizione del nuovo ordine monetario internazionale e nella realizzazione, anche con riferimento a queste tematiche (ed in genere a quelle attinenti alla circolazione transfrontaliera dei capitali), del progetto di una compiuta e armoniosa integrazione tra gli Stati Membri dell’UE, in particolare dei rispettivi principi e valori fondamentali. A tal fine si evidenzia come l’effettiva realizzazione di tale progetto richieda da un lato la reductio ad unitatem dei valori costituzionali degli Stati Membri ed una qualche loro “europeizzazione”, dall’altro la promozione di un concetto di “ordine pubblico comunitario” che si ponga a presidio non solo valori di natura essenzialmente “economica” e di “mercato”, ma che si presti anche ad una sua rimodulazione in senso maggiormente “sociale”, rendendosi altresì permeabile alle istanze e ai valori promossi dalla globalizzazione.
8813314841
9788813314842
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