Mentre del cassa integrato uomo si sente parlare spesso, si legge nei giornali e nei report scientifici, cominciando a sapersi qualche cosa, del lavoro delle donne in fabbrica e soprattutto di quello che finisce in cassa integrazione non si sa quasi nulla e molto poco se ne parla. Quasi fosse un problema di rilevanza sociale secondaria, parlare delle donne che finiscono in cassa integrazione non fa notizia, quasi quasi che sia luogo comune pensare che la mancanza di piena occupazione laddove femminile, non sia una piaga sociale; quasi quasi che ci sia la convinzione che alle donne, a queste donne, ci sia sempre e comunque qualcuno che economicamente "badi". Ma oggi non è sempre così. Oggi le donne studiano, si impegnano, arrivano al termine dei percorsi scolastici e spesso fino alla laurea con ottimi risultati e prima degli uomini, e poi anche se con fatica superiore rispetto a questi ultimi , trovano una loro collocazione nel mercato del lavoro, una collocazione che le rende autonome o che ha l'ambizione di renderle tali. Allora queste donne non sempre sono inserite dentro un contesto protetto di famiglia, anzi spesso sono sole e anche divorziate con figli a carico e quando si ritrovano senza lavoro o in cassa integrazione soffrono una condizione di disagio sociale profonda quanto quella dei loro "colleghi" uomini. Effettivamente ponendo attenzione ai dati e alla composizione del mercato del lavoro , le donne, insieme ai giovani e agli immigrati rappresentano uno dei segmenti più deboli e fragili del sistema. Sono le categorie su cui si deve lavorare di più in termini di politiche di inserimento al lavoro, di sostegno al reddito in caso di disoccupazione, e di politiche mirate all'occupazione.

Mancanza di lavoro e cassa integrazione: una questione non solo maschile

GARZI, ROSITA
2014

Abstract

Mentre del cassa integrato uomo si sente parlare spesso, si legge nei giornali e nei report scientifici, cominciando a sapersi qualche cosa, del lavoro delle donne in fabbrica e soprattutto di quello che finisce in cassa integrazione non si sa quasi nulla e molto poco se ne parla. Quasi fosse un problema di rilevanza sociale secondaria, parlare delle donne che finiscono in cassa integrazione non fa notizia, quasi quasi che sia luogo comune pensare che la mancanza di piena occupazione laddove femminile, non sia una piaga sociale; quasi quasi che ci sia la convinzione che alle donne, a queste donne, ci sia sempre e comunque qualcuno che economicamente "badi". Ma oggi non è sempre così. Oggi le donne studiano, si impegnano, arrivano al termine dei percorsi scolastici e spesso fino alla laurea con ottimi risultati e prima degli uomini, e poi anche se con fatica superiore rispetto a questi ultimi , trovano una loro collocazione nel mercato del lavoro, una collocazione che le rende autonome o che ha l'ambizione di renderle tali. Allora queste donne non sempre sono inserite dentro un contesto protetto di famiglia, anzi spesso sono sole e anche divorziate con figli a carico e quando si ritrovano senza lavoro o in cassa integrazione soffrono una condizione di disagio sociale profonda quanto quella dei loro "colleghi" uomini. Effettivamente ponendo attenzione ai dati e alla composizione del mercato del lavoro , le donne, insieme ai giovani e agli immigrati rappresentano uno dei segmenti più deboli e fragili del sistema. Sono le categorie su cui si deve lavorare di più in termini di politiche di inserimento al lavoro, di sostegno al reddito in caso di disoccupazione, e di politiche mirate all'occupazione.
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