Il ghiozzo di ruscello, Padogobius nigricans (Canestrini, 1867) è un endemismo del distretto biogeografico tosco-laziale, che corrisponde al versante tirrenico dell’Italia centrale. Il suo areale, già originariamente poco esteso, è oggi fortemente frammentato, a causa soprattutto delle modificazioni dell’habitat ad opera dell’uomo. Un’altra minaccia per la sopravvivenza della specie è rappresentata dalla competizione con il ghiozzo padano P. bonelli (Bonaparte, 1846), endemismo del distretto padano-veneto immesso accidentalmente in Italia centrale a partire dagli anni ‘80. In Umbria, P. bonelli è stato rinvenuto per la prima volta nel 1996 nei torrenti Aggia e Cerfone, affluenti dell’Alto Tevere. Scopo del presente lavoro è quello di indagare la distribuzione e l’abbondanza delle due specie nel bacino umbro del fiume Tevere per stabilire l’attuale diffusione del ghiozzo padano e le eventuali ripercussioni della sua espansione sulle popolazioni di ghiozzo di ruscello. L'area oggetto di studio è costituita da quattro unità idrografiche che fanno parte del bacino del fiume Tevere: Chiascio-Topino, Paglia, Nestore e bacino residuo del Tevere, che comprende l’asta principale del fiume Tevere e tutti i tributari secondari non inclusi nei sottobacini precedenti. I campionamenti sono stati effettuati mediante elettropesca nel periodo 2013-2014 e i dati acquisiti sono stati integrati con quelli raccolti nel corso degli Aggiornamenti della Carta Ittica Regionale dell’Umbria. In totale, sono state esaminate 77 stazioni di campionamento, distribuite su 36 corsi d’acqua appartenenti ai 4 diversi sottobacini. Il ghiozzo padano è risultato diffuso maggiormente nei fiumi dell’Alto e Medio bacino residuo del Tevere, che per primi sono stati interessati dalla sua colonizzazione. Numerosi corsi d’acqua risultano popolati dalla specie alloctona per l’intero corso e, in alcuni settori fluviali, si registrano le prime estinzioni puntiformi di ghiozzo di ruscello. Dove le due specie coesistono, le abbondanze del ghiozzo padano superano largamente quelle della specie autoctona, per la quale è stata osservata un’alterazione nella struttura di popolazione, dovuta alla mancanza di individui nati nell’anno (0+). Sembra dunque che la presenza del ghiozzo padano penalizzi principalmente gli stadi giovanili del ghiozzo di ruscello, o attraverso fenomeni di predazione, o a causa della difficoltà che P. nigricans incontra nella riproduzione laddove anche P. bonelli è presente. Nel bacino del Tevere, popolazioni integre di ghiozzo di ruscello sono presenti solamente nei tratti più a monte degli affluenti, dove la presenza di briglie ha impedito la risalita del ghiozzo padano. Decisamente migliore appare la situazione negli altri sottobacini: il bacino del Nestore e quello del Paglia, infatti, sono popolati esclusivamente dal ghiozzo di ruscello. Nel bacino del Chiascio-Topino, invece, per la prima volta sono stati rinvenuti alcuni esemplari di ghiozzo padano, localizzati per ora in un’unica stazione di campionamento.

Distribuzione e abbondanza di Padogobius nigricans (Canestrini, 1867) e P. bonelli (Bonaparte, 1846) nel bacino umbro del fiume Tevere

POMPEI, LAURA;CAROSI, Antonella;LORENZONI, Massimo
2014

Abstract

Il ghiozzo di ruscello, Padogobius nigricans (Canestrini, 1867) è un endemismo del distretto biogeografico tosco-laziale, che corrisponde al versante tirrenico dell’Italia centrale. Il suo areale, già originariamente poco esteso, è oggi fortemente frammentato, a causa soprattutto delle modificazioni dell’habitat ad opera dell’uomo. Un’altra minaccia per la sopravvivenza della specie è rappresentata dalla competizione con il ghiozzo padano P. bonelli (Bonaparte, 1846), endemismo del distretto padano-veneto immesso accidentalmente in Italia centrale a partire dagli anni ‘80. In Umbria, P. bonelli è stato rinvenuto per la prima volta nel 1996 nei torrenti Aggia e Cerfone, affluenti dell’Alto Tevere. Scopo del presente lavoro è quello di indagare la distribuzione e l’abbondanza delle due specie nel bacino umbro del fiume Tevere per stabilire l’attuale diffusione del ghiozzo padano e le eventuali ripercussioni della sua espansione sulle popolazioni di ghiozzo di ruscello. L'area oggetto di studio è costituita da quattro unità idrografiche che fanno parte del bacino del fiume Tevere: Chiascio-Topino, Paglia, Nestore e bacino residuo del Tevere, che comprende l’asta principale del fiume Tevere e tutti i tributari secondari non inclusi nei sottobacini precedenti. I campionamenti sono stati effettuati mediante elettropesca nel periodo 2013-2014 e i dati acquisiti sono stati integrati con quelli raccolti nel corso degli Aggiornamenti della Carta Ittica Regionale dell’Umbria. In totale, sono state esaminate 77 stazioni di campionamento, distribuite su 36 corsi d’acqua appartenenti ai 4 diversi sottobacini. Il ghiozzo padano è risultato diffuso maggiormente nei fiumi dell’Alto e Medio bacino residuo del Tevere, che per primi sono stati interessati dalla sua colonizzazione. Numerosi corsi d’acqua risultano popolati dalla specie alloctona per l’intero corso e, in alcuni settori fluviali, si registrano le prime estinzioni puntiformi di ghiozzo di ruscello. Dove le due specie coesistono, le abbondanze del ghiozzo padano superano largamente quelle della specie autoctona, per la quale è stata osservata un’alterazione nella struttura di popolazione, dovuta alla mancanza di individui nati nell’anno (0+). Sembra dunque che la presenza del ghiozzo padano penalizzi principalmente gli stadi giovanili del ghiozzo di ruscello, o attraverso fenomeni di predazione, o a causa della difficoltà che P. nigricans incontra nella riproduzione laddove anche P. bonelli è presente. Nel bacino del Tevere, popolazioni integre di ghiozzo di ruscello sono presenti solamente nei tratti più a monte degli affluenti, dove la presenza di briglie ha impedito la risalita del ghiozzo padano. Decisamente migliore appare la situazione negli altri sottobacini: il bacino del Nestore e quello del Paglia, infatti, sono popolati esclusivamente dal ghiozzo di ruscello. Nel bacino del Chiascio-Topino, invece, per la prima volta sono stati rinvenuti alcuni esemplari di ghiozzo padano, localizzati per ora in un’unica stazione di campionamento.
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