Il presente studio riguarda lo studio geomorfologico­-sedimentario del sistema fluviale del F. Tevere nel nodo Corbara-­Alviano. Il tratto studiato è compreso tra Ponte S. Giovanni, in comune di Perugia, e la diga di Alviano, per una lunghezza complessiva di circa 95 km. Il metodo di lavoro utilizzato ha previsto, tra l'altro, la realizzazione di un database geografico: per l'archiviazione dei dati raccolti nel corso delle operazioni di rilevamento geomorfologico dell'alveo e della pianura alluvionale del Tevere, è stato implementato un database PostgreSQL, con estensione geografica PostGIS. Il lavoro è stato condotto utilizzando un approccio multiscalare, di tipo gerarchico: l'inquadramento generale dell'area, condotto essenzialmente tramite fonti bibliografiche, ha evidenziato il carattere fortemente antropizzato del corso d'acqua che ha indotto un deficit di trasporto solido e l'approfondimento dell'alveo in numerosi tratti, sia nella alta che nella bassa valle del corso d'acqua. A questa fase è seguita quella della fotointerpretazione, eseguita sulle ortofoto del 2008. In questo modo sono stati individuati tre tratti. Nel primo, da Ponte S. Giovanni a Todi, il corso d'acqua scorre in un'ampia valle alluvionale ed è caratte­izzato da una morfologia meandriforme. Nel secondo tratto, compreso tra Todi e la confluenza con il Paglia, il fiume si insinua all'interno di una stretta valle (Gola del Forello), a causa di un controllo di tipo tettonico; il corso d'acqua è semiconfinato (la pianura alluvionale è piuttosto ridotta) e caratterizzato da un tracciato tendenzialmente rettilineo. Avvicinandosi alla diga di Corbara, la larghezza aumenta, per effetto dello sbarramento. Nel terzo tratto, compreso tra la confluenza con il F. Paglia e la diga di Alviano, il fiume torna ad essere non confinato, ma mantiene una morfologia poco sinuosa. Si evidenzia un maggior numero di corpi sedimentari, probabilmente dovuti dall'apporto solido del F. Paglia. l'ultima parte del lavoro è consistita nel rilevamento geomorfologico di dettaglio dell'alveo che ha riguardato, in prima analisi, il 2° tratto. Il rilevamento ha previsto, oltre alla definizione delle principali caratteristiche morfologiche del corso d'acqua, il censimento delle opere artificiali presenti in alveo e dei caratteri delle confluenze. L'analisi dei dati evidenzia come la parte di tratto a monte della diga, sopratutto nella parte iniziale, dove l'effetto dell'invaso è ancora ininfluente, manifesta un evidente tendenza all'incisione. La parte di tratto a valle della diga è, invece, fortemente condizionata dai rilasci della stessa. La morfologia del tratto è caratterizzata dalla presenza di una fascia piuttosto continua di barre laterali inattive, densamente vegetate e arborate, che corrispondono probabilmente alla configurazione morfologica dell'alveo antecedente alla realizzazione dell'invaso di Corbara e che costituiscono la piana alluvionale attuale, mentre la pianura alluvionale in senso stretto si trova sopraelevata rispetto al canale e costituisce ormai un terrazzo. In conclusione, questo lavoro ha comportato la messa a punto di un metodo di lavoro e di una serie di strumenti che possono fornire un valido supporto per lo studio morfologico­sedimentario dei corsi d'acqua, sia in termini di raccolta dati, sia per quanto riguarda le operazioni di archiviazione e analisi degli stessi.

Analisi della dinamica fluviale del F. Tevere nel tratto vallivo compreso tra Ponte S. Giovanni e Alviano. Risultati preliminari

FREDDUZZI, ANDREA;DE ROSA, PIERLUIGI;MINELLI, ANNALISA;CENCETTI, Corrado;TACCONI, Paolo
2010-01-01

Abstract

Il presente studio riguarda lo studio geomorfologico­-sedimentario del sistema fluviale del F. Tevere nel nodo Corbara-­Alviano. Il tratto studiato è compreso tra Ponte S. Giovanni, in comune di Perugia, e la diga di Alviano, per una lunghezza complessiva di circa 95 km. Il metodo di lavoro utilizzato ha previsto, tra l'altro, la realizzazione di un database geografico: per l'archiviazione dei dati raccolti nel corso delle operazioni di rilevamento geomorfologico dell'alveo e della pianura alluvionale del Tevere, è stato implementato un database PostgreSQL, con estensione geografica PostGIS. Il lavoro è stato condotto utilizzando un approccio multiscalare, di tipo gerarchico: l'inquadramento generale dell'area, condotto essenzialmente tramite fonti bibliografiche, ha evidenziato il carattere fortemente antropizzato del corso d'acqua che ha indotto un deficit di trasporto solido e l'approfondimento dell'alveo in numerosi tratti, sia nella alta che nella bassa valle del corso d'acqua. A questa fase è seguita quella della fotointerpretazione, eseguita sulle ortofoto del 2008. In questo modo sono stati individuati tre tratti. Nel primo, da Ponte S. Giovanni a Todi, il corso d'acqua scorre in un'ampia valle alluvionale ed è caratte­izzato da una morfologia meandriforme. Nel secondo tratto, compreso tra Todi e la confluenza con il Paglia, il fiume si insinua all'interno di una stretta valle (Gola del Forello), a causa di un controllo di tipo tettonico; il corso d'acqua è semiconfinato (la pianura alluvionale è piuttosto ridotta) e caratterizzato da un tracciato tendenzialmente rettilineo. Avvicinandosi alla diga di Corbara, la larghezza aumenta, per effetto dello sbarramento. Nel terzo tratto, compreso tra la confluenza con il F. Paglia e la diga di Alviano, il fiume torna ad essere non confinato, ma mantiene una morfologia poco sinuosa. Si evidenzia un maggior numero di corpi sedimentari, probabilmente dovuti dall'apporto solido del F. Paglia. l'ultima parte del lavoro è consistita nel rilevamento geomorfologico di dettaglio dell'alveo che ha riguardato, in prima analisi, il 2° tratto. Il rilevamento ha previsto, oltre alla definizione delle principali caratteristiche morfologiche del corso d'acqua, il censimento delle opere artificiali presenti in alveo e dei caratteri delle confluenze. L'analisi dei dati evidenzia come la parte di tratto a monte della diga, sopratutto nella parte iniziale, dove l'effetto dell'invaso è ancora ininfluente, manifesta un evidente tendenza all'incisione. La parte di tratto a valle della diga è, invece, fortemente condizionata dai rilasci della stessa. La morfologia del tratto è caratterizzata dalla presenza di una fascia piuttosto continua di barre laterali inattive, densamente vegetate e arborate, che corrispondono probabilmente alla configurazione morfologica dell'alveo antecedente alla realizzazione dell'invaso di Corbara e che costituiscono la piana alluvionale attuale, mentre la pianura alluvionale in senso stretto si trova sopraelevata rispetto al canale e costituisce ormai un terrazzo. In conclusione, questo lavoro ha comportato la messa a punto di un metodo di lavoro e di una serie di strumenti che possono fornire un valido supporto per lo studio morfologico­sedimentario dei corsi d'acqua, sia in termini di raccolta dati, sia per quanto riguarda le operazioni di archiviazione e analisi degli stessi.
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