Non vi è alcun dubbio riguardo al fatto che siano in atto cambiamenti del clima indotti dall’incremento dei gas serra, con molteplici conseguenze, in particolare sul ciclo idrologico. In questo contesto sono di grande interesse le tante analisi volte a verificare gli effetti dei cambiamenti climatici sulle piogge estreme, ovvero su quelle che spesso sono responsabili di dissesti idrologici e geologici. Tuttavia, nonostante vi sia scientifica certezza di un notevole incremento delle emissioni di gas serra in atmosfera e di dirette conseguenze come l’innalzamento della temperatura media atmosferica e lo scioglimento delle calotte polari, tanto per citare le più importanti, la letteratura internazionale di settore sottolinea che gli effetti dei cambiamenti climatici sulle precipitazioni intense non sono univocamente determinati perché ogni area geografica del pianeta sta evidenziando specifiche tendenze (Christensen and Christensen, 2002; Bonaccorso et al., 2005; Goswami et al., 2006; Fatichi e Caporali, 2009; Re and Barros, 2009; Hydalgo-Munoz et al., 2011; Quirmbach et al., 2012; Willems, 2013; Jena et al., 2014). La maggior parte dei lavori nei quali si valuta l’eventuale esistenza di trend legati alle piogge estreme vengono condotti utilizzando come grandezze di riferimento le altezze di precipitazione massime annuali, Hd, di specifiche durate d, e la letteratura scientifica internazionale evidenzia che tali analisi possono condursi solamente in presenza di serie temporali composte da almeno 50-60 anni di dati (Teegavarapu and Nayak, 2017). Le analisi condotte su serie di altezze di precipitazione massime annuali di durata breve e brevissima sono di conseguenza molto rare. Questo soprattutto a causa del fatto che dati pluviometrici con aggregazione temporale tale da consentire la determinazione dei massimi Hd per d<1 ora sono tipicamente disponibili soltanto a partire dagli anni novanta del secolo scorso. Infatti, in precedenza le altezze di precipitazione venivamo spesso registrate su carta millimetrata caratterizzata da risoluzione oraria o semioraria. Non sono poi rare situazioni nelle quali sono disponibili soltanto informazioni giornaliere, ricavate dall’osservazione diretta effettuata alle ore 9:00 del mattino. Esistono studi che quantificano l’errore di sottostima che si commette nella determinazione di Hd a partire da osservazioni pluviometriche caratterizzate da specifiche aggregazioni temporali, ta (Hershfield, 1961; Weiss, 1964; Young and McEnroe, 2003; Yoo et al., 2015; Morbidelli et al., 2017), tutti concordi nell’affermare che la sottostima possa raggiungere anche valori del 50%. Recentemente Morbidelli et al. (2017) hanno definito una procedura per operare una correzione di tale errore, consentendo così di eliminare dalle serie le disomogeneità presenti quando una significativa parte di valori è ricavata da dati con aggregazioni temporali particolarmente grossolane.

EFFETTO DELL’AGGREGAZIONE TEMPORALE DEI DATI PLUVIOMETRICI SULLE ANALISI DEI TREND DEGLI EVENTI INTENSI

Renato Morbidelli
;
Corrado Corradini;Carla Saltalippi;Alessia Flammini;Tommaso Picciafuoco;Jacopo Dari
2018

Abstract

Non vi è alcun dubbio riguardo al fatto che siano in atto cambiamenti del clima indotti dall’incremento dei gas serra, con molteplici conseguenze, in particolare sul ciclo idrologico. In questo contesto sono di grande interesse le tante analisi volte a verificare gli effetti dei cambiamenti climatici sulle piogge estreme, ovvero su quelle che spesso sono responsabili di dissesti idrologici e geologici. Tuttavia, nonostante vi sia scientifica certezza di un notevole incremento delle emissioni di gas serra in atmosfera e di dirette conseguenze come l’innalzamento della temperatura media atmosferica e lo scioglimento delle calotte polari, tanto per citare le più importanti, la letteratura internazionale di settore sottolinea che gli effetti dei cambiamenti climatici sulle precipitazioni intense non sono univocamente determinati perché ogni area geografica del pianeta sta evidenziando specifiche tendenze (Christensen and Christensen, 2002; Bonaccorso et al., 2005; Goswami et al., 2006; Fatichi e Caporali, 2009; Re and Barros, 2009; Hydalgo-Munoz et al., 2011; Quirmbach et al., 2012; Willems, 2013; Jena et al., 2014). La maggior parte dei lavori nei quali si valuta l’eventuale esistenza di trend legati alle piogge estreme vengono condotti utilizzando come grandezze di riferimento le altezze di precipitazione massime annuali, Hd, di specifiche durate d, e la letteratura scientifica internazionale evidenzia che tali analisi possono condursi solamente in presenza di serie temporali composte da almeno 50-60 anni di dati (Teegavarapu and Nayak, 2017). Le analisi condotte su serie di altezze di precipitazione massime annuali di durata breve e brevissima sono di conseguenza molto rare. Questo soprattutto a causa del fatto che dati pluviometrici con aggregazione temporale tale da consentire la determinazione dei massimi Hd per d<1 ora sono tipicamente disponibili soltanto a partire dagli anni novanta del secolo scorso. Infatti, in precedenza le altezze di precipitazione venivamo spesso registrate su carta millimetrata caratterizzata da risoluzione oraria o semioraria. Non sono poi rare situazioni nelle quali sono disponibili soltanto informazioni giornaliere, ricavate dall’osservazione diretta effettuata alle ore 9:00 del mattino. Esistono studi che quantificano l’errore di sottostima che si commette nella determinazione di Hd a partire da osservazioni pluviometriche caratterizzate da specifiche aggregazioni temporali, ta (Hershfield, 1961; Weiss, 1964; Young and McEnroe, 2003; Yoo et al., 2015; Morbidelli et al., 2017), tutti concordi nell’affermare che la sottostima possa raggiungere anche valori del 50%. Recentemente Morbidelli et al. (2017) hanno definito una procedura per operare una correzione di tale errore, consentendo così di eliminare dalle serie le disomogeneità presenti quando una significativa parte di valori è ricavata da dati con aggregazioni temporali particolarmente grossolane.
9788894379907
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