Nella storia pensiero politico europeo dell’Ottocento, il nome del cartista democratico inglese William James Linton ha una sua rilevanza: sia per il legame di amicizia con l’esule italiano Mazzini, di cui assunse la difesa in Parlamento, sia per lo spessore della dottrina repubblicana coltivata e trasmessa attraverso una quantità di scritti e di periodici radicali da lui fondati. Attivo nella People’s International Ligue, Linton si distinse, come leggiamo nella raccolta delle sue carte, per la sua capacità «to disseminate the principles of national freedom and progress, to embody and manifest an efficient public opinion in favour of the right of every People to slf-government and the maintainance of their own nationality». Se è dunque evidente la prospettiva, in cui Mazzini e Linton si muovevano, di inserire la questione della riforma sociale in un più ampio discorso di affratellamento dei popoli, per la vittoria della libertà e della giustizia su scala continentale, non meno importante fu il loro tentativo di contrastare l’idea, sostenuta dai Fraternal Democrats (che diffondevano le loro idee attraverso il settimanale cartista «The Northern Star»), secondo cui non è possibile abbinare la lotta per l’indipendenza della patria alla lotta per l’emancipazione dei popoli dall’ingiustizia sociale. L’adesione di Linton al repubblicanesimo mazziniano è testimoniata dalla decisione dell’esponente inglese di ripubblicare nel 1853, sulla rivista «The english Republic», da lui edita, il primo articolo dei Thoughts upon Democracy in Europe, che l’Esule italiano aveva pubblicato tra il 1846 e il 1847 sul «People’s Journal», ma i contenuti ideologici del suo repubblicanesimo – in una temperie che vede la messa in circolazione del Manifesto comunista del ’48, la caduta della repubblica popolare in Francia e l’avvento in quel paese di un sistema cesari stico – sono da rintracciare nel nesso, da Linton sostenuto, tra lotta dei popoli per la libertà nazionale, lotta per la democrazia su scala continentale e critica delle soluzioni autoritarie e livellatrici avanzate dalle dottrine materialistiche e comunistiche. Segretario della International League, presieduta da John Bowring, Linton sosteneva che repubblicanesimo volesse dire, al tempo stesso, impegno per la rivoluzione nazionale, per la rivoluzione politica e per la riforma sociale, che solo un vasto processo di democratizzazione dell’Europa, di preparazione associativa e organizzativa da parte dei militanti avrebbe potuto condurre al successo. All’orizzonte, si profilava la forma di governo dell’avvenire, la repubblica democratica rappresentativa di tipo costituzionale, che anche Mazzini vedeva come esito della rivoluzione italiana in un contesto di federazione dei popoli liberi d’Europa.

Mazzini e Linton, una democrazia europea (1845-1855)

CARINI, Carlo
2007

Abstract

Nella storia pensiero politico europeo dell’Ottocento, il nome del cartista democratico inglese William James Linton ha una sua rilevanza: sia per il legame di amicizia con l’esule italiano Mazzini, di cui assunse la difesa in Parlamento, sia per lo spessore della dottrina repubblicana coltivata e trasmessa attraverso una quantità di scritti e di periodici radicali da lui fondati. Attivo nella People’s International Ligue, Linton si distinse, come leggiamo nella raccolta delle sue carte, per la sua capacità «to disseminate the principles of national freedom and progress, to embody and manifest an efficient public opinion in favour of the right of every People to slf-government and the maintainance of their own nationality». Se è dunque evidente la prospettiva, in cui Mazzini e Linton si muovevano, di inserire la questione della riforma sociale in un più ampio discorso di affratellamento dei popoli, per la vittoria della libertà e della giustizia su scala continentale, non meno importante fu il loro tentativo di contrastare l’idea, sostenuta dai Fraternal Democrats (che diffondevano le loro idee attraverso il settimanale cartista «The Northern Star»), secondo cui non è possibile abbinare la lotta per l’indipendenza della patria alla lotta per l’emancipazione dei popoli dall’ingiustizia sociale. L’adesione di Linton al repubblicanesimo mazziniano è testimoniata dalla decisione dell’esponente inglese di ripubblicare nel 1853, sulla rivista «The english Republic», da lui edita, il primo articolo dei Thoughts upon Democracy in Europe, che l’Esule italiano aveva pubblicato tra il 1846 e il 1847 sul «People’s Journal», ma i contenuti ideologici del suo repubblicanesimo – in una temperie che vede la messa in circolazione del Manifesto comunista del ’48, la caduta della repubblica popolare in Francia e l’avvento in quel paese di un sistema cesari stico – sono da rintracciare nel nesso, da Linton sostenuto, tra lotta dei popoli per la libertà nazionale, lotta per la democrazia su scala continentale e critica delle soluzioni autoritarie e livellatrici avanzate dalle dottrine materialistiche e comunistiche. Segretario della International League, presieduta da John Bowring, Linton sosteneva che repubblicanesimo volesse dire, al tempo stesso, impegno per la rivoluzione nazionale, per la rivoluzione politica e per la riforma sociale, che solo un vasto processo di democratizzazione dell’Europa, di preparazione associativa e organizzativa da parte dei militanti avrebbe potuto condurre al successo. All’orizzonte, si profilava la forma di governo dell’avvenire, la repubblica democratica rappresentativa di tipo costituzionale, che anche Mazzini vedeva come esito della rivoluzione italiana in un contesto di federazione dei popoli liberi d’Europa.
2007
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11391/149774
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact