Sono molte oggi le evidenze di ricerche che riconoscono l'infanzia come stagione centrale per la costruzione dell'intero progetto di vita. Questa età è di fatto molto di più di una semplice tappa evolutiva perché rappresenta, come direbbe Lya Luft, “il suolo sul quale andremo a camminare” per tutto il resto dell’esistenza. Analoga opportunità deve essere garantita e regalata ai bambini e alle bambine che vengono al mondo in situazione di disabilità, che hanno diritto, oltre ad interventi riabilitativi dove necessario, a occasioni educative competenti, ordinarie e speciali, individualizzate e co-partecipate. In particolar modo nei primi sei anni, rivestono un ruolo centrale le geografie di interventi affidati a professionisti dell’educazione, chiamati ad accompagnare i più piccoli e le loro famiglie in contesti differenti più o meno formali, ma fortemente significativi per la crescita e la qualità della vita in termini di autonomia e empowerment. Il testo propone un approfondimento rispetto ad alcune riflessioni teoriche che attengono all'inclusione educativa, a possibili prassi di cura in termini di osservazione, progettazione e documentazione e alla costruzione di una metodologia coraggiosa capace di sollecitare sconfinamenti rispetto agli immaginari dei destini scritti e già dati, che non conoscono speranza.

Fin dall’infanzia. Professionalità educative e sconfinamenti inclusivi

Moira Sannipoli
2022-01-01

Abstract

Sono molte oggi le evidenze di ricerche che riconoscono l'infanzia come stagione centrale per la costruzione dell'intero progetto di vita. Questa età è di fatto molto di più di una semplice tappa evolutiva perché rappresenta, come direbbe Lya Luft, “il suolo sul quale andremo a camminare” per tutto il resto dell’esistenza. Analoga opportunità deve essere garantita e regalata ai bambini e alle bambine che vengono al mondo in situazione di disabilità, che hanno diritto, oltre ad interventi riabilitativi dove necessario, a occasioni educative competenti, ordinarie e speciali, individualizzate e co-partecipate. In particolar modo nei primi sei anni, rivestono un ruolo centrale le geografie di interventi affidati a professionisti dell’educazione, chiamati ad accompagnare i più piccoli e le loro famiglie in contesti differenti più o meno formali, ma fortemente significativi per la crescita e la qualità della vita in termini di autonomia e empowerment. Il testo propone un approfondimento rispetto ad alcune riflessioni teoriche che attengono all'inclusione educativa, a possibili prassi di cura in termini di osservazione, progettazione e documentazione e alla costruzione di una metodologia coraggiosa capace di sollecitare sconfinamenti rispetto agli immaginari dei destini scritti e già dati, che non conoscono speranza.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11391/1537753
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