La soglia rappresenta un elemento cruciale del progetto architettonico e urbano; proprio per questo motivo costituisce anche una delle lezioni fondamentali per una pedagogia dell’architettura. Un esperimento su questo tema è stato condotto nell’anno accademico 2016/2017 all’Università degli Studi di Firenze, come principale esercizio di progetto del Laboratorio di Progettazione dell’Architettura I del professor F. Collotti. Gli studenti sono stati chiamati a progettare una casa a ridosso del muro che delimita l’area dell’ex manicomio di San Salvi a Firenze, con l’intento di trasformare il confine in uno spazio abitato che fungesse da tramite tra la città e il Giardino del Cenacolo di San Salvi. Se il confine costituiva la preesistenza, la soglia diventava invece abitare contemporaneo. Ma l’esercizio poteva anche considerare il muro come elemento utile per isolare un microcosmo, come negli esperimenti di Mies van der Rohe per le case con tre corti, dove il confine è separazione tra il tempo della metropoli e quello della vita solitaria. A partire da questi due modelli tra loro contrapposti gli studenti coinvolti nel laboratorio hanno esplorato le possibili varianti intermedie ed alternative, apportando un contributo al tema dell’abitare i confini.

Muri abitati

Eliana Martinelli
;
2020-01-01

Abstract

La soglia rappresenta un elemento cruciale del progetto architettonico e urbano; proprio per questo motivo costituisce anche una delle lezioni fondamentali per una pedagogia dell’architettura. Un esperimento su questo tema è stato condotto nell’anno accademico 2016/2017 all’Università degli Studi di Firenze, come principale esercizio di progetto del Laboratorio di Progettazione dell’Architettura I del professor F. Collotti. Gli studenti sono stati chiamati a progettare una casa a ridosso del muro che delimita l’area dell’ex manicomio di San Salvi a Firenze, con l’intento di trasformare il confine in uno spazio abitato che fungesse da tramite tra la città e il Giardino del Cenacolo di San Salvi. Se il confine costituiva la preesistenza, la soglia diventava invece abitare contemporaneo. Ma l’esercizio poteva anche considerare il muro come elemento utile per isolare un microcosmo, come negli esperimenti di Mies van der Rohe per le case con tre corti, dove il confine è separazione tra il tempo della metropoli e quello della vita solitaria. A partire da questi due modelli tra loro contrapposti gli studenti coinvolti nel laboratorio hanno esplorato le possibili varianti intermedie ed alternative, apportando un contributo al tema dell’abitare i confini.
978-88-31352-46-8
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11391/1538636
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