Utilizzando gli elementi geomorfologici, morfoneotettonici ed idrografici dell'area compresa tra le valli del F. Paglia e del F. Tevere (Umbria centro-occidentale), è stata ricostruita l'evoluzione di questo territorio a partire dal Pliocene. All'inizio del Pliocene la fascia collinare che raccorda l'Appennino calcareo al mare è solcata da una rete idrografica, diretta verso SW, che forma due principali bacini (paleoNestòre e paleoFersinone). Questi fiumi sfociano in mare costruendo due distinti apparati deltizi a breve distanza tra loro. Con il basculamento della zona verso ENE, il sollevamento massimo si realizza in prossimità della linea di costa ed il mare regredisce verso Ovest, mentre l'apparato deltizio del paleoNestòre emerge quasi per intero. Contemporaneamente la zona centro-settentrionale dello stesso territorio si abbassa, esercitando un "richiamo" idrico cui sono imputabili l'inversione del senso di deflusso del paleoNestòre e la formazione dei bacini lacustri di Tavernelle-Pietrafitta. Anche il deflusso del paleoFersinone viene interrotto dalla faglia del F.so Migliari e si forma così il bacino di Pornello-Frattaguida mentre, più ad Est, si delineano altre depressioni minori, parallele alla valle del F. Tevere, entro cui si instaurano le paludi di S. Fortunato e Ripalvella. Questi bacini verranno progressivamente colmati, drenati ed incisi dall'attuale rete idrografica (T. Fersinone). Ad Ovest la definitiva regressione marina lascia una zona depressa nella quale si formerà la palude di Fabro mentre, a Sud, il ritiro del mare è seguito dall'incisione dei corsi d'acqua. Uno di questi (l'attuale T. Chiani) andrà ad incidere il bordo meridionale della palude di Fabro, provocandone il vuotamento.

Il bacino di Pornello-Frattaguida e l'evoluzione idrografica plio-pleistocenica tra il Fiume Paglia e il Fiume Tevere.

CATTUTO, Carlo;CENCETTI, Corrado;GREGORI, Lucilia
1988

Abstract

Utilizzando gli elementi geomorfologici, morfoneotettonici ed idrografici dell'area compresa tra le valli del F. Paglia e del F. Tevere (Umbria centro-occidentale), è stata ricostruita l'evoluzione di questo territorio a partire dal Pliocene. All'inizio del Pliocene la fascia collinare che raccorda l'Appennino calcareo al mare è solcata da una rete idrografica, diretta verso SW, che forma due principali bacini (paleoNestòre e paleoFersinone). Questi fiumi sfociano in mare costruendo due distinti apparati deltizi a breve distanza tra loro. Con il basculamento della zona verso ENE, il sollevamento massimo si realizza in prossimità della linea di costa ed il mare regredisce verso Ovest, mentre l'apparato deltizio del paleoNestòre emerge quasi per intero. Contemporaneamente la zona centro-settentrionale dello stesso territorio si abbassa, esercitando un "richiamo" idrico cui sono imputabili l'inversione del senso di deflusso del paleoNestòre e la formazione dei bacini lacustri di Tavernelle-Pietrafitta. Anche il deflusso del paleoFersinone viene interrotto dalla faglia del F.so Migliari e si forma così il bacino di Pornello-Frattaguida mentre, più ad Est, si delineano altre depressioni minori, parallele alla valle del F. Tevere, entro cui si instaurano le paludi di S. Fortunato e Ripalvella. Questi bacini verranno progressivamente colmati, drenati ed incisi dall'attuale rete idrografica (T. Fersinone). Ad Ovest la definitiva regressione marina lascia una zona depressa nella quale si formerà la palude di Fabro mentre, a Sud, il ritiro del mare è seguito dall'incisione dei corsi d'acqua. Uno di questi (l'attuale T. Chiani) andrà ad incidere il bordo meridionale della palude di Fabro, provocandone il vuotamento.
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