Il crescente interesse per il nocciolo innestato su portainnesti non polloniferi di Corylus colurna ha orientato la ricerca di Vitroplant Italia verso l’ottimizzazione della propagazione in vitro di questa specie e all’ottimizzazione della tecnica di innesto avendo come obiettivo quello di ottenere piante innestate fuori suolo in serra. Per la sperimentazione è stato utilizzato materiale di ‘Tonda Francescana®’, selezionata presso l’Università degli Studi di Perugia (brevetto EU 52157) e inserita nell’elenco delle varietà certificate del sistema QVI, e del portainnesto CoCo4® selezionato da Vitroplant (domanda di privativa numero 2021/3476. Sono state impiegate piante madri conservate presso il CAV (Centro Attività Vivaistiche), da cui sono stati prelevati espianti iniziali utilizzati per essere immessi in vitro. Le piantine vitro-derivate, ambientate e indurite della varietà e del portainnesto sono cresciute in serra in paperpot da 40 mm in alveolo da 60 fori e, una volta raggiunta l’altezza di circa 30 cm e di circa 60 giorni di età, sono state utilizzate per la prova di innesto. Sono state testate le marze di ‘Tonda Francescana®’ di due diverse origini: da apici di piante ambientate di 4/6 cm (1) e da internodi con una gemma e una foglia di lunghezza di 4/6 cm (2). Entrambe le tipologie di marze sono state innestate su piantine di CoCo4® micropropagate. La tecnica impiegata è comparabile a quella utilizzata per l’innesto erbaceo del pomodoro, con taglio obliquo e clip da 1.5 mm. Le piante innestate sono state messe per la prima settimana in serra, con temperature di 28/30°C e umidità relativa prossima al 100%. Dopo 30 giorni dall’innesto sono stati valutati: la percentuale di attecchimento e lo sviluppo delle due tipologie di marza. Gli apici (1) hanno fornito migliori risultati sia come percentuale di attecchimento che come sviluppo rispetto agli internodi con una gemma e una foglia (2). Le giovani piantine innestate hanno mostrato il vigore tipico della piantina micropropagata legato alla giovanilità dei materiali utilizzati. Va ora indagato se, lo sviluppo più lento nei primi anni delle piantine innestate su C. colurna (Farinelli 2021) con i sistemi tradizionali rispetto alle piante micropropagate, potrà essere superato con l’utilizzo di giovani portainnesti e varietà micropropagate.

Innesto erbaceo di nocciolo cv. Tonda Francescana® su portainnesto clonale CoCo4® (Corylus colurna L.).

Farinelli D.;Micheli M.;
2024

Abstract

Il crescente interesse per il nocciolo innestato su portainnesti non polloniferi di Corylus colurna ha orientato la ricerca di Vitroplant Italia verso l’ottimizzazione della propagazione in vitro di questa specie e all’ottimizzazione della tecnica di innesto avendo come obiettivo quello di ottenere piante innestate fuori suolo in serra. Per la sperimentazione è stato utilizzato materiale di ‘Tonda Francescana®’, selezionata presso l’Università degli Studi di Perugia (brevetto EU 52157) e inserita nell’elenco delle varietà certificate del sistema QVI, e del portainnesto CoCo4® selezionato da Vitroplant (domanda di privativa numero 2021/3476. Sono state impiegate piante madri conservate presso il CAV (Centro Attività Vivaistiche), da cui sono stati prelevati espianti iniziali utilizzati per essere immessi in vitro. Le piantine vitro-derivate, ambientate e indurite della varietà e del portainnesto sono cresciute in serra in paperpot da 40 mm in alveolo da 60 fori e, una volta raggiunta l’altezza di circa 30 cm e di circa 60 giorni di età, sono state utilizzate per la prova di innesto. Sono state testate le marze di ‘Tonda Francescana®’ di due diverse origini: da apici di piante ambientate di 4/6 cm (1) e da internodi con una gemma e una foglia di lunghezza di 4/6 cm (2). Entrambe le tipologie di marze sono state innestate su piantine di CoCo4® micropropagate. La tecnica impiegata è comparabile a quella utilizzata per l’innesto erbaceo del pomodoro, con taglio obliquo e clip da 1.5 mm. Le piante innestate sono state messe per la prima settimana in serra, con temperature di 28/30°C e umidità relativa prossima al 100%. Dopo 30 giorni dall’innesto sono stati valutati: la percentuale di attecchimento e lo sviluppo delle due tipologie di marza. Gli apici (1) hanno fornito migliori risultati sia come percentuale di attecchimento che come sviluppo rispetto agli internodi con una gemma e una foglia (2). Le giovani piantine innestate hanno mostrato il vigore tipico della piantina micropropagata legato alla giovanilità dei materiali utilizzati. Va ora indagato se, lo sviluppo più lento nei primi anni delle piantine innestate su C. colurna (Farinelli 2021) con i sistemi tradizionali rispetto alle piante micropropagate, potrà essere superato con l’utilizzo di giovani portainnesti e varietà micropropagate.
2024
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11391/1571042
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